BOLOGNA JAZZ FESTIVAL: 30 ottobre/15 novembre 2020

Bologna Jazz Festival (30 ottobre/15 novembre 2020), edizione dei ricordi e delle celebrazioni: una ricorrenza storica imprescindibile (il centenario della nascita di Charlie Parker affidato a una trinità di sax: Francesco Cafiso, Mattia Cigalini, Jesse Davis); il sentito saluto a Steve Grossman, figura imponente della storia jazzistica di Bologna; il progetto monografico di Paolo Fresu su David Bowie.

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Idee da regalare: musiche delle Americhe

14. dicembre 2011 – 23:25No Comment
Idee da regalare: musiche delle Americhe

Ecco i titoli degli album con musiche delle Americhe che vi suggeriamo per un regalo: Salsa.it Compilation – volume 8/Danzas Cubanas di Ignacio Cervantes interpretate dal pianista Alvaro Cendoya/ Can’t Sit Down di C.J. Chenier/ Rio di Keith Jarrett/ Corazón & Hueso di Melingo/ Tierra de las 3 Culturas di Chema Vílchez/ Traditional Mexican Mariachi.

Anche quest’anno iniziamo questa piccola carrellata musicale con Salsa.it Compilation – volume 8 progetto curato dal collaudatissimo staff di Alosibla Music Group il cui  motore è mosso dall’energia artistica del dj-autore Francisco Rojos e dal pragmatismo commerciale del produttore Moreno Bernardinello. Sono 18 brani ben congegnati e calibrati per accontentare il vasto ed esigente pubblico di appassionati e ballerini di salsa e bachata. Musicalmente parlando troverete delle esecuzioni in cui salgono in cattedra dei solisti con doti improvvisative davvero strabilianti. Sarebbe utile conoscere i nomi di tali talenti ma purtroppo l’unica nota calante di questo eccellente progetto discografico (mi spiace ripeterlo ancora) è l’assenza di una veste grafica all’altezza della musica espressa in queste 18 incisioni e soprattutto la mancanza di un booklet  informativo e illustrativo per scoprire rapidamente chi sta dentro uno scrigno così prezioso di sonorità latinoamericane made in Italy. Non si chiede la luna, in termini economici, e questo piccolo sforzo di completezza aiuterebbe a vincere steccati e attirare anche gli appassionati della musica in generale.

La danza era la musica nazionale cubana nel secolo XIX e la si ascoltava ovunque, senza distinzioni di classe sociale,  animava palazzi lussuosi e case umili. E il suo grande protagonista era Ignacio Cervantes, compositore e pianista  che interpretava in modo più autorevole questo stile, anche se il capostipite di questo nazionalismo musicale cubano è stato Manuel Saumell, che poi sarà determinante per la nascita di nuovi ritmi come habanera, danzon, guajira eccetera.  Ma furono le danzas di Cervantes a consentire alla musica cubana di raggiungere il suo apice espressivo. In questo bellissimo Cd, Ignacio Cervantes -DANZAS CUBANAS (Naxos – distr.Ducale) il pianista Alvaro Cendoya ci restituisce attraverso 38 composizioni la diversità di linguaggi che nei secoli si sono dati appuntamento all’Avana,  melodie e armonie che risentono già del ritmare creolo nelle strade e,  con un po’ di attenzione e orecchio musicale, possiamo percepire anche lo spirito extramusicale dell’Ottocento cubano, la nostalgia, la felicità e il carattere astuto e la dimensione picaresca di quel popolo in formazione. Un discorso che ci porterebbe lontano. Questo è un repertorio e un pianismo di altissimo spessore.

Can’t Sit Down (World Village – distr. Ducale) è l’ultimo album firmato dal multistrumentista Clayton Joseph Chenier, figlio d’arte Doc essendo erede di Clifton Chenier il Re della musica Zydeco. Nativo di Port Arthur, in Texas,  mentre suo padre nacque a Opelousas (Louisiana), C.JChenier, che suona sax, tastiere e fisarmonica (la sua fedelissima Baldoni) ha sviluppato gusti a cominciare da soul, funk e jazz, James Brown, John Coltrane e Miles Davis. Era stato lontano dal padre durante l’infanzia e quando lo sentì intonare brani di zydeco (forma di musica popolare e ballabile creola con impronta afro della Louisiana) decise di seguirne le orme e si unirà al gruppo del padre Clifton. Ora l’erede suona uno stile di zydeco contaminato da blues, funk, boogie, valz, soul e rappresenta  l’oggi e il futuro dello zydeco che potete ascoltare in queste 11 coinvolgenti e trascinanti tracce. Imperdibile.

E non da meno è il lavoro che andiamo a presentare spostandoci dalla Cajun Country fino a Rio con lo straordinario pianista e compositore statunitense, Keith Jarrett, un caratterino niente male, ma un fuoriserie assoluto del pianismo jazz. RIO ( Ecm- distr. Ducale) rappresenta il trionfo della melodia e di una ritrovata vena creativa e compositiva di questo campione della tastiera in pista da 40 anni tra jazz, blues e classica. Il doppio Cd di piano solo registrato dal vivo il 9 aprile 2011 al Teatro Municipale di Rio de Janeiro offre una vivacissima performance musicale dove risaltano le tinte jarrettiane, il contesto carioca non influisce per nulla. Un progetto di quindici frammenti improvvisativi di rara raffinatezza con fraseggi caldi da lasciare a bocca aperta. Tutto ciò conferma che Jarrett è oggi in un particolare stato di grazia artistica.

Daniel Melingo, ambasciatore del tango-canción, il genere inventato da Carlos Gardel, con questo nuovo album riesce a restituirci l’ambiente popolare di Buenos Aires dove nascono queste melodie narrate. E in Corazón & Hueso (World Village – distr. Ducale) possiamo ascoltare Melingo non solo come cantante ma anche come polistrumentista in alcuni dei 13 brani incisi in compagnia dell’Orquesta Ramones del Tango.  Un quadretto artistico completo dove vengono intrecciati tango, milonga, lunfardo, melodismo, intimità, sensualità, sentimento, poesia, teatro, ritmicità latina, passato e presente. Che non è che la quintessenza di forma questa espressiva rioplatense di cui Melingo oggi è senza dubbio l’attuale interprete più originale ed esteticamente vicino al modo di vivere del tanguero autentico, quello delle taverne fumose.

Il progetto dell’ottimo chitarrista fusion e compositore Chema Vilchez punta a infrangere tutte le barriere, culturali, religiose e musicali per amalgmare tutto in un mondo unitario e armonico in cui deve prevalere la felicità. Una scommessa per la pace. Come dire, parafrasando un vecchio brano del complesso (allora, anni ’60 si diceva così) de I Giganti, mettete la musica nei vostri cannoni o il più universalmente noto refrain fate l’amore e non la guerra. E Chema il suo contributo lo offre attraverso un idioma musicale meticcio derivato da secoli di culture diverse, ebrea, cristiana e araba, che per un tempo hanno saputo convivere e mescolarsi. Armonie del jazz contemporaneo si fondono con un  chitarristismo flamenco da pelle d’oca e un percussivismo swingante  per questo  piacevolissimo “Tierra de las 3 Culturas” (World Village- distr. Ducale). Della partita di questo album tra gli altri nomi di rilievo anche il geniale multipercussionista peruviano Alex Acuña qui intento a ricamare con il cajón.

E per concludere la carrellata, una interessante antologia sulla musica Mariachi in due Cd, 40 composizioni che rappresentano le distinte tradizioni musicali popolari del Messico, dal son Jalisciences al Son Jarocho o Veracruzano fino al Huapango:

Traditional Mexican Mariachi (Recording Arts).

gfg

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