Miguel Zenón, Sulle tracce di MAELO

Senza mai perdersi nel generico sabor del Latin, il sassofonista jazz portoricano Miguel Zenón rimescola e jazzifica elementi culturali, tradizioni, citazioni e frammenti in un quadro vivificante e nuovo. Dopo i suoi dodici alcum da leader, era ormai arrivato il momento di dedicargli un’ampia retrospettiva. Una parte dell’enciclopedica intervista che segue è stata pubblicata su Musica Jazz, marzo 2020.

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Articoli letti per voi: Argentina, Perù e Feltrinelli

11. maggio 2012 – 15:25No Comment
Articoli letti per voi: Argentina, Perù e Feltrinelli

In sintesi, i tre articoli che vi segnaliamo parlano di Argentina:  lo stop di Cristina ai capitalisti ingordi; della moria di delfini e pellicani in Perù; e del gruppo Feltrinelli. Che c’entra l’editore con il mondo latinoamericano? Oggi non molto, ma ieri un po’ di più. Andatelo a scoprire.

ARGENTINA: stop ai capitalisti ingordi. “Ė ora di ribadire che anche se il capitalismo può essere una via sperimentata per raggiungere il benessere, funziona solo se nel quadro di un complesso rapporto di interdipendenza con lo stato e la società”. Con questa efficace sintesi il giornalista britannico  Will Hutton, oggi columnist di The Observer, chiude l’interessante articolo “La reazione argentina ai capitalisti sfrenati” scaturito dalle mosse audaci del presidente Cristina Fernandez (Internazionale, 26 aprile 2012)

TERRATERRA. In Perù, lungo 150 chilometri  di costa fra  le città di Piura e Lambayeque, è in atto una gravissima moria di delfini e pellicani. Le cause non sono del tutto chiare, ma la presenza vorace delle multinazionali estrattive contestate dalle popolazioni locali è già un indicazione per trovare la verità. Gianni Proiettis racconta molto bene questa allarmante situazione sanitaria e ambientale in Terraterra, rubrica che con puntualità mostra ai cittadini lo stato di salute e le criticità del nostro Pianeta (Il Manifesto, 8 maggio 2012).

Feltrinelli: dal termondismo al supermarket. “Una gloriosa casa editrice fondata per cambiare il mondo con i libri si è trasformata nella più grande catena di negozi con l’obiettivo del business”, lo sostiene il battagliero giornalista Luciano Del Sette nell’ottimo reportage  (pubblicato su Alias – Il Manifesto, del 5 maggio 2012) dedicato all’”evoluzione” del gruppo editoriale che fondò Giangiacomo Feltrinelli.  Con grande chiarezza Del Sette indaga nelle pieghe del colosso editoriale di oggi e ci spiega cos’è rimasto della sostanza di quel progetto rivoluzionario pronunciato al bar dall’editore comunista nel 1954.  Molti – soprattutto i non addetti ai lavori, o i creduloni – non sapevano dell’aria concreta poco rivoluzionaria o solidaristica offerta ai dipendenti di queste librerie ritenute diverse, inpegnate, “rosse”. Le parole, si sa, sono sempre state facili da sparare, ma i fatti e la coerenza ideale  con quel progetto iniziale sembrano proprio andati in fumo, come un sigaro cubano. E se lo dice Del Sette c’è da crederci, poiché conosce l’editoria, analizza il mondo come pochi,  è uno che non parla a casaccio.  A questo punto, qualcuno si sarà chiesto che c’entra questo con Micaribe, ovvero con il mondo latino di cui cerca di informare. Semplice: 1) in altra parte del sito web abbiamo parlato di editori e del Salone del Libro di Torino, in corso di svolgimento, quindi attualissimo; 2) L’articolo-reportage è corredato di una foto dei supercoetanei (nati nel 1926) e amici Fidel Castro e Giangiacomo Feltrinelli, eppoi  si parla brevemente dei viaggi del giovane editore a Cuba e in Sudamerica. Il terzomondo era nei suoi piani.

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