Ravenna JAZZ 2020: dal 30 giugno al 14 novembre

Ravenna Jazz 2020 “Reloaded”: la quarantasettesima edizione dello storico festival ravennate torna a proporsi in versione letteralmente “ricaricata” -post-Covid. Stesso numero di serate a quelle annullate per emergenza pandemia ma distribuite nel corso di vari mesi: dal 30 giugno al 14 novembre 2020.

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Havana in 7 giorni: prima Cannes e poi in Italia (+ trailer)

2. giugno 2012 – 18:13No Comment
Havana in 7 giorni: prima Cannes e poi in Italia (+ trailer)

7 Days in Havana, la commedia collettiva presentata alla rassegna cinematografica di Cannes, dovrebbe arrivare l’8 di giugno nelle sale italiane. Si tratta di un affresco dell’attualità avanera attraverso sette cortometraggi di 15 minuti ciascuno firmati da registi di diversa nazionalità: per una settimana hanno indagato l’inspiegabile “magia” del paese caraibico.

Una fotografia avanera lunga una settimana in compagnia di cineasti internazionali, dal portoricano Benicio del Toro al palestinese Elia Sulereiman. La cinepresa racconta la santeria, el yuma,  le voragini nelle strade, la mercificazione del sesso, la musica, il rum , l’assenza di futuro della gente, i ritmi di vita quotidiana al rallentatore, le decrepite automobili nordamericane degli anni Cinquanta. Un concentrato di contraddizioni della realtà cubana con tanti tabù duri a morire, nonostante cinquant’anni di socialismo.  Ecco i capitoli: Benicio Del Toro (El Yuma), Pablo Trapero (Jam Session),  Julio Medem (La tentaciòn de Cecilia), Elia Suleiman (Diary of a beginner), Gaspar Noé (Ritual), Juan Carlos Tabío (Dulce amargo), Laurent Cantet (La fuente). Tra i protagonisti Emir Kusturica, Josh Hutcherson, Daniel Bruhl, e i cubani Vladimir Cruz, Mirta Ibarra e Jorge Perugorrìa.

Dal trailer non sembrano esserci novità sostanziali rispetto ai numerosi film su Cuba visti negli ultimi anni. Una cartolina che riporta cose risapute, probabilmente viste  da angoli diversi e con gli occhi di grandi artisti, ma l’Avana è quella lì da un bel po’.

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Ansa: “Il giorno di Benicio Del Toro è diventente perché inventa una situazione spassosa in cui si ride anche sull’inglese parlato dai cubani: s’intitola El Yuma, dove yuma sta per una storpiatura di United States. L’argentino Pablo Trapero ha un protagonista eccellente in Emir Kusturica ed è una vera jam session come il suo titolo, mentre Julio Medem racconta di Cecilia indecisa se restare a Cuba o partire per una carriera in Spagna, il palestinese Elia Suleiman gironzola per la città in attesa di un appuntamento in ambasciata, Gaspar Noé racconta la Cuba più arcaica con i genitori di un’adolescente omosessuale che decidono di esorcizzare la figlia, Tabio in Dolce Amergo racconta i tanti lavori di Mirta per portare a casa uno stipendio decente. Infine il francese Laurent Cantet filma La Fuente, una cerimonia religiosa” .

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