MUSICA JAZZ: Francisco Mela da Bayamo

Una delle numerose interviste di MUSICA JAZZ di febbraio 2020 è dedicata al batterista FRANCISCO MELA, cubano, nato a Bayamo ma cresciuto artisticamente tra Santiago de Cuba e L’Avana. E proprio nella capitale fu l’ultimo batterista del fantastico pianista Emiliano Salvador, che scomparve prematuramente nel 1992

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Cuba apre le frontiere

17. ottobre 2012 – 22:53No Comment
Cuba apre le frontiere

La stampa italiana e mondiale si è buttata a capofitto sul decreto-legge n.302  (emigrazione) di Raul Castro che permetterà ai cubani di espatriare dal 14 gennaio 2013 in poi senza più dover ricorrere all’aiuto-garanzia di “esterni” (parenti, amici, associazioni culturali, fidanzati/e, eccetera). Un altro tassello delle riforme intraprese da Raul. I giornalisti che hanno indagato in modo completo il fenomeno, sono stati pochissimi.

Altri (quelli che debbono aderire alla linea editoriale anticastrista, anticomunista, antisinistra, del proprio giornale, e quelli che scrivono con la lente del pressapochismo), oltre a fare informazione imprecisa (ad esempio, si è citata la “carta blanca” – a Cuba, si dice del rum di 3 anni di invecchiamento – al posto di “tarjeta blanca”, un permesso di uscita, una sorta di balzello che sborsa solitamente l’invitante) non hanno fatto grandi sforzi per vedere oltre l’ostacolo tolto di mezzo. Cioè, non si aggiunge che in definitiva questo diritto di libertà di andare dove si vuole, acquisito dopo 50 anni, in moltissimi casi si troverà di traverso la burocrazia di quasi tutti i paesi occidentali, che ostacolano (per non dire impediscono) l’entrata nei loro territori a cittadini del terzo e quarto mondo. Quindi cubani, colombiani, dominicani, eccetera,  se non sono dei notabili debbono dimostrare consistenti fideiussioni bancarie, sottoporsi a interviste nel Consolato del paese cui si vuole visitare, offrire alcune garanzie di ‘sponsor’.  Insomma, trafile lunghissime di pratiche da sfinire chiunque. Provare per credere: andate all’ufficio stranieri della Questura della vostra città e ve ne renderete conto.

Tornando agli articoli apparsi in Italia, c’è chi titola “Spuntate le armi ai dissidenti” (Repubblica), chi “teme una fuga in massa” ed ” è un’operazione di facciata” (intervista al dissidente Carlos Carralero – su Il Resto del Carlino), chi nutre alcuni dubbi nonostante la svolta e aspetta di vedere l’attuazione di Cuba Libre per espatriare, e si affida al classico  “se son rose fioriranno” (Il Fatto Quotidiano), e chi scrive “Cubani quasi liberi di viaggiare” (La Stampa). Sì, perché le Forze di sicurezza cubane hanno facoltà di porre veto a categorie specializzate: medici, scienziati, sportivi e militari.

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