Bologna Jazz Festival 2019 in 33 giorni

Diciamolo subito: nel favoloso Bologna Jazz Festival 2019 (25 ottobre-26 novembre) spiccano nel cast artistico le presenze di Pat Metheny (che chiuderà il festival) e del disegnatore Altan, che firma l’immagine della rassegna emiliano romagnola. Tra i protagonisti di questa estesa programmazione (da Bologna a Forlì) anche star del Jazz latino & dintorni, come il brasiliano Hermeto Pascoal, i cubani del gruppo di Horacio El Negro Hernandez, Chucho Valdés (prodotto da teatro EuropAuditorium) e Eddie Gomez.

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Cuba: è morto il musicista César Portillo de la Luz

5. maggio 2013 – 02:03No Comment
Cuba: è morto il musicista César Portillo de la Luz

Tutto il mondo della musica piange la scomparsa di uno dei più importanti autori del XX secolo: il cubano César Portillo de la Luz. Cantante, chitarrista, compositore, jazzista, Portillo è morto sabato 4 maggio all’Avana, città dov’era nato il 31 ottobre 1922. Considerato uno dei maggiori compositori di bolero, Cesar è stato anche uno dei padri fondatori del movimento feeling.

César Portillo iniziò prestissimo a lavorare,  fece diversi mestieri tra cui anche l’imbianchino (pintor de brocha gorda) e da ragazzo incominciò a guadagnare qualcosa anche dando lezioni di chitarra. Il giovane trovador esordì nel mondo dello spettacolo quando aveva 19 anni.  Cantava in programmi radiofonici e si esibiva nei club notturni avaneri.

Nella seconda metà degli anni Quaranta incominciò a ottenere riconoscimenti internazionali, che in gran parte gli derivarono dal  lunghissimo elenco di interpreti che interpretarono le sue canzoni. Contigo en la Distancia  e Tu, Mi Delirio sono due delle sue melodie più belle, di cui esistono più di 100 versioni nel Pianeta, che sono entrate a far parte del repertorio di star mondiali come Nat King Cole, Lucho Gatica, Pedro Vargas, Fernando Fernández, Luis Mariano, Luis Miguel, Plácido Domingo, Caetano Veloso, María Bethania, Omara Portuondo. Ma questi due successi di Portillo de la Luz venivano cantati anche dalle vocalist italiane Mina e Nilla Pizzi. Sì, proprio lei, la regina della canzone italiana, vincitrice nel 1951 della prima edizione del Festival di Sanremo, interpretò le canzoni di Portillo: a metà degli anni Ottanta, chi scrive realizzò un’intervista al compositore cubano (oramai dimenticato dal mondo della musica) presso l’Hotel Vedado dell’Avana, e fu lo stesso Portillo de la Luz che parlò dei suo contatti intercorsi con la cantante di Sant’Agata Bolognese per i diritti d’autore relativi alla versione italiana di suddette canzoni.

Assieme a José Antonio Méndez, Ángel Díaz, Ñico Rojas, Rosendo Ruiz (figlio), Aida Diestro, Elena Burke, Frank Emilio, Moraima Secada, Omara Portuondo e altri musicisti, Portillo fondò il “filin” (cubanizzazione del vocabolo inglese “feeling”, ossia sentimento) un movimento estetico-musicale che aprì nuove strade alla canzone cubana. Questi giovani musicisti rielaborarono la tradizione del bolero e della canzone romantica creando un nuovo linguaggio, armonicamente più ricco e moderno: «los muchachos del feeling» amavano sia la musica cubana sia il jazz, non erano esterofili e yanqui, come dissero alcuni, e si riunivano nella casa di Ángel Díaz, in Callejon de Hamel, Centro Avana. Questo cenacolo artistico rappresentò un importantissimo laboratorio i cui risultati contribuirono a modernizzare la musica cubana e anche il canto jazz.

A Cuba le melodie innovative di César Portillo de la Luz hanno influenzato il percorso musicale di molti artisti, tra questi i cantautori della Nueva Trova, ma soprattutto Pablo Milanés e Silvio Rodriguez, e il padre del jazz afrocubano Chucho Valdés.

Grazie maestro César per le bellissime poesie musicali che ci hai regalato. Ma ti ricorderemo anche per la coerenza intellettuale che hai mostrato nel corso della tua lunga carriera artistica e umana.

Ciao.

Gian Franco Grilli

P.S. La foto di apertura è stata scattata nel 1984 presso la sala d’attesa dell’Hotel Vedado dell’Avana. Nelle prossime settimane contiamo di postare su Youtube un video con una breve intervista raccolta circa dieci anni fa all’Avana nella casa di César.

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