Miguel Zenón, Sulle tracce di MAELO

Senza mai perdersi nel generico sabor del Latin, il sassofonista jazz portoricano Miguel Zenón rimescola e jazzifica elementi culturali, tradizioni, citazioni e frammenti in un quadro vivificante e nuovo. Dopo i suoi dodici alcum da leader, era ormai arrivato il momento di dedicargli un’ampia retrospettiva. Una parte dell’enciclopedica intervista che segue è stata pubblicata su Musica Jazz, marzo 2020.

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ZUCCHERO trionfa a Bologna con la Sesión Cubana, ma…

12. giugno 2013 – 00:39No Comment
ZUCCHERO trionfa a Bologna con la Sesión Cubana, ma…

11 giugno 2013, manca poco alla mezzanotte quando termina il concertone  della tappa bolognese del World  Tour 2013 La Sesión Cubana di Zucchero Sugar Fornaciari. Il pubblico è andato in delirio per la coinvolgente performance del cantautore-chitarrista  emiliano che ha calato il suo show dentro una gigantesca scenografia cubana. L’immagine del paese caraibico ha lasciato il segno, non altrettanto invece a nostro avviso hanno spiccato i musicisti cubani della band. Per colpa di chi, chi, chi?

Non certamente per mancanza di talento dei musicisti cubani. Ma esaminando lo spettacolo nel suo insieme vien da pensare che sia una scelta del bandleader (succede anche altri grandi nomi) il fatto di far mantenere un profilo basso a grandi solisti presenti nell’orchestra. Infatti da una formazione di 16 elementi con due batterie, tre fiati, tre percussionisti afrocubani, due chitarre, basso, tastiere, tre coriste-ballerine, ci si aspettava di ascoltare qualcosa di più in virtuosismi e novità sonore. Ad esempio, i ritmi e gli accenti afrocubani non hanno certo avuto la parola, e dar loro cinque minuti per creare vera rumba sarebbe stato importante sia per l’insieme del nuovo progetto latino di Zucchero sia per mettere in mostra i tesori che tra l’altro si trova già in casa. Uno su tutti El Negro Hernandez, una delle migliori batterie al mondo oppure la sezione ritmica afrocubana (timbales, congas, batà, bongo, guiro eccetera) che dominava dall’alto il palcoscenico e che non è usuale vedere e ascoltare dalle nostre parti e in quei contesti di musica popular. Senza voler dire poi del trio dei fiati,  un po’ sacrificati, poco utilizzati, a mo’ di belle statuine. Il bravissimo bluesman italiano non ce ne voglia per una volta, ma non si può non rilevare che il progetto live di Zucchero, ispirato al cd registrato all’Avana (album molto apprezzato dal pubblico), manca  di un po’ di quell’originalità e autenticità  che è alla base della musica cubana, quella tradizione musicale che tanto sembra aver affascinato Zucchero nel soggiorno avanero. E invece, a parte un paio di pezzi come la versione di Guantanamera o il suo Sabor a Ti ispirato alla figura del Che, il mondo sonoro di Cuba nel concerto è un po’ in sordina,  ma non per i fan di Sugar che hanno dimostrato di apprezzare enormemente il loro idolo anche in salsa cubana. Tuttavia Cuba emerge dalla grande  scenografia che accompagna il concerto, un vero tripudio di colori e sabor cubani, e spicca anche dalle parole di affetto del cantante per l’isola ribelle, terra che Sugar (o in spagnolo Azucar, già che ci siamo…) dice di  adorare fin da  ragazzo, quando andava di moda parlare di rivoluzioni, di lotte antimperialiste. Noi contiamo di riparlare del concerto ma soprattutto di questa fase cubana di Sugar Fornaciari; intanto, eccovi alcune foto scattate all’Arena Unipol di Casalecchio.

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