Books Colombia: Una poesia in tasca di H.A. Faciolince

Il 25 agosto 1987, a Medellín alle sei del pomeriggio Héctor Abad Gómez, medico, professore universitario, attivista per i diritti umani, viene ucciso a colpi di pistola in Calle Argentina. La famiglia lo trova riverso sul selciato. Suo figlio, Héctor Abad Faciolince, gli fruga nelle tasche e trova un foglietto con una una poesia su morte e oblio scritta a mano dal padre e siglata da tre iniziali: J. L. B., che per lui significarono senza indugi Jorge Luis Borges. Ma il mistero viene svelato dal “detective” Abad nel giallo, fresco di stampa: Una poesia in tasca (Lindau)

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Bongo e congas pari sono!? … così sembra per Musica Jazz.

23. agosto 2013 – 22:18No Comment
Bongo e congas pari sono!? … così  sembra per Musica Jazz.

Il mensile Musica Jazz scivola sugli accenti afrocubani. Leggendo il numero di agosto il lettore deduce che bongo e congas siano lo stesso strumento ! Le lacune, o speriamo distrazioni, sono  dei due critici-studiosi Antonio Berini e  G. M.Volonté, autori del validissimo dossier su “A drum is a Woman” in cui analizzano la suite del 1957 del grande maestro Duke Ellington, opera dove fanno capolino anche le percussioni afrocubane di Candido Camero.

Il dossier di agosto di Musica Jazz presenta A Drum Is a Woman “uno dei lavori meno conosciuti e reperibili” di Duke Ellington che la prestigiosa rivista ora propone in una nuova edizione in Cd  con “un commento critico dei due maggiori studiosi italiani della carriera di Elligton”. Antonio Berini e Giovanni M. Volonté  sono gli autori del dossier, complessivamente molto interessante. Quindi tutto bene? Noooo, purtroppo. Quando  i due critici  affrontano l’argomento percussioni afrocubane, o caraibiche, ovvero i tamburi impiegati in questo progett0-suite del 1957,  manifestano, alla pari di tanti altri illustri colleghi, molte lacune in merito, tanto da non saper distinguere i timbri  e i linguaggi delle congas da quelli dei bongo.  Pertanto il lettore non esperto di sonorità latin deduce che bongo e congas pari sono. E ciò avviene nonostante che negli ultimi anni la medesima testata ha pubblicato articoli e anche uno speciale dedicati alle musiche latin e ai relativi strumenti tradizionali impiegati nell’afrocuban jazz (oggi latin) con schede di ciascuna percussione. Tra queste la conga, o tumbadora, e la coppia dei bongo,  tutti tamburi che hanno forme, suoni e timbriche nettamente diversi tra loro. Quindi è abbastanza serio, per non dire grave, che due studiosi come quelli appena citati non abbiano saputo andare oltre le scarne e magari imprecise note di copertine e non si siano preoccupati di ascoltare con le orecchie ben aperte il tumbao delle congas nella “fitta improvvisazione” di Candido Camero. Ci si è fidati dei discografici,  coloro che in passato stampavano sulle copertine delle semplificazioni assurde, se parliamo di musiche cubane, brasiliane, eccetera. Pertanto a nostro avviso lo spirito critico e le conoscenze in materia latin non sono state all’altezza del prestigio degli articolisti nel commentare certi dettagli musicali. E spiace dirlo, ma nel 2013 conoscere ancora poco certi fenomeni musicali che oramai hanno dimensione universale rappresenta per un professionista dell’informazione, e/o per un mensile così blasonato cime MJ, qualcosa di alquanto preoccupante se non in grado di divulgare correttamente.

Foto di G.F. Grilli: bongo e congas del Grupo Compay Segundo

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