BOLOGNA JAZZ FESTIVAL: 30 ottobre/15 novembre 2020

Bologna Jazz Festival (30 ottobre/15 novembre 2020), edizione dei ricordi e delle celebrazioni: una ricorrenza storica imprescindibile (il centenario della nascita di Charlie Parker affidato a una trinità di sax: Francesco Cafiso, Mattia Cigalini, Jesse Davis); il sentito saluto a Steve Grossman, figura imponente della storia jazzistica di Bologna; il progetto monografico di Paolo Fresu su David Bowie.

continua...... »
musica

Arte

libri/cDVD

Viaggi

cultura e tradizioni

Home » bolero, Cuba, cultura e tradizioni, danzon, live jazz, musica, rumba, World music

Cuba: Omar Sosa a Carpi per Mundus

31. luglio 2014 – 18:02No Comment
Cuba: Omar Sosa a Carpi per Mundus

La carovana musicale itinerante di Mundus, il festival dedicato alle musiche di tutto il mondo (promosso da Ater, provincia di Reggio Emilia, Regione Emilia Romagna e dai Comuni che ospitano gli eventi) farà tappa a Carpi, lunedì 4 agosto 2014- ore 21.30, con il formidabile musicista cubano Omar Sosa, che presenterà il suo ultimo cd di piano solo intitolato “Senses”. Il concerto si terrà in piazzale Re Astolfo. (video)

Pianista eccezionale, buon percussionista, poliglotta musicale che unisce i continenti, cubano di Camagüey, Omar Sosa, tra l’utopia e la realtà, è un’allegoria dello scambio artistico universale. Sosa esemplifica perfettamente lo spirito di Duke Ellington come creatore di una musica che trascende le categorie, testimoniata anche dai circa 20 album come leader: è un musicista planetario che meglio di ogni altro rientra nella world music, nella sua classificazione più ampia. La sua curiosità, uno spirito musicale generoso, una dedizione al gruppo come elemento fondamentale della creazione, e un’apertura a sonorità nuove e combinazioni insolite animano tutto ciò che Omar fa. La sua ricerca di libertà musicale trascende l’ortodossia e personifica la determinazione di Monk nel non voler suonare mai la stessa cosa due volte. Sosa realizza un linguaggio jazz globale ma esaustivo, stilisticamente unico, che celebra la diversità delle anime della musica nera delle Americhe e oltre. Omar coltiva sempre un’intima connessione con le sue radici afro-cubane. “L’Africa e la Diaspora rappresentano una fonte musicale senza uguali” dice l’artista. “Ho provato a raccontare il profilo melodico del continente, e la sua grande forza ritmica. Il ritmo mette in collegamento ogni persona con lo Spirito supremo; e ogni terra ha il suo modo di chiamare lo Spirito, di unire le persone. Filosoficamente, attraverso il jazz che è forse il genere più rappresentativo della Diaspora, abbiamo cercato di mettere insieme i Caraibi, l’America Latina e l’Africa in un espressione di libertà, una celebrazione della Diaspora che sopravvive ancora oggi”.

E veniamo a Senses, il suo settimo album per piano solo.

(Ota Records – distr. italiana I.R.D.)

Senses, composto da 16 brani intimistici, a tratti introspettivi, che infondono calma e tranquillità è una nuova tappa di un viaggio fra sentimenti ed emozioni vissuti in prima persona e talmente forti da far nascere l’esigenza di volerli condividere con altri. L’album è nato all’EMPAC (Experimental Media and Performing Arts Center) dell’Istituto Politecnico di Rensselaer di Troy, nello stato di New York, nel febbraio 2012: Sosa era stato lì invitato a prendere parte a una residenza artistica insieme alla danzatrice e coreografa dello Zimbabwe Nora Chipaumire, per comporre la musica di un pezzo di teatro-danza in parte ispirato alla vita della cantante sudafricana Miriam Makeba. Durante la residenza il musicista di Camagüey ha pensato di utilizzare le attrezzature all’avanguardia presenti all’EMPAC, tra cui un magnifico pianoforte a coda Yamaha CFIII: in questo modo ha preso vita Senses.

Sentiamo cosa dice Omar Sosa del nuovo progetto: “Non ho potuto resistere e sono rimasto nello studio per ore, improvvisando. Ho pensato a ciò che stava succedendo nella mia vita: stavo attraversando un momento molto difficile dal punto di vista emotivo. Ma come si dice, tutto succede per una ragione, e grazie a questo momento duro nella mia vita personale, ho avuto l’opportunità di restare solo con le mie paure e con i miei dubbi, così come con i miei antenati e con gli Spiriti”. “Non ho ascoltato le registrazioni fino ad un mese più tardi”, continua il pianista camagueyano, “Non volevo che mi richiamassero alla mente quel difficile momento che era parte integrante del processo creativo. E sapevo bene che la musica scaturita era il riflesso della mia tristezza, della mia angoscia, della disperazione e della nostalgia per la pace dell’anima che in quel momento non avevo. Ma al primo ascolto non è stato ciò che ho provato: ascoltando i brani non posso dire che mi abbiano fatto sentire triste. Tutt’altro”.  “Oggi mi sento tranquillo”, conclude Omar Sosa, “provo amore per il bene dell’amore. L’improvvisazione è un viaggio musicale durante il quale emergono le mie radici cubane in maniera inusuale, decostruite, affascinandomi per come hanno trovato posto nell’album”.

In sintesi, pur se avete già visto recentemente spettacoli di questo pianista vi suggeriamo di non perdervi questo concerto carpigiano poiché Omar Sosa non suona mai due volte uguali le stesse composizioni. Dietro l’angolo ci sono sempre belle novità.

Il video che segue è un mix di frammenti del concerto di Carpi

Escribe tu comentario!