CHICK COREA & The Spanish Heart Band

Con il bellissimo album “Antidote” (Universal) Chick Corea torna alla sue radici latine, in un ideale seguito (aggiornato) dei suoi celeberrimi album di quarant’anni fa: “My Spanish Heart” e “Touchstone”, dai quali riprende alcuni temi (primo fra tutti Armando’s Rhumba”, qui trasformato in un travolgente brano in stile merengue). Antidote è un cd quasi esclusivamente acustico, in cui la ‘Spanish Heart Band’ spazia fra tutti i generi latino/contemporanei, dal flamenco alla musica cubana, dal Venezuela a Panama al Latin jazz fino al Brasile con la bossa nova Desafinado.

continua...... »
musica

Arte

libri/cDVD

Viaggi

cultura e tradizioni

Home » Cuba, latin jazz, live jazz, musica, Stati Uniti

Jazz: addio a Charlie Haden

13. luglio 2014 – 17:06No Comment
Jazz: addio a Charlie Haden

“Last Dance” (Ecm – distr. Ducale) è stato il suo ultimo album, in coppia con il pianista Keith Jarrett, pubblicato solo alcune settimane fa.  Da tempo ammalato, il grande contrabbassista statunitense CHARLIE HADEN è scomparso venerdì 11 luglio all’età di 76 anni. Nella sua carriera si è mosso anche nel mondo latin, scrivendo “Song for  Che” e realizzando due album di latin jazz (con Grammy Award) assieme al pianista cubano Gonzalo Rubalcaba.

Lo vogliamo ricordare parlando di “Last Dance”, citando i due cd premiati come migliori album di latin jazz e in seguito riportando un aneddoto di Horacio “El Negro” Hernandez estrapolato da un’intervista  realizzata da chi scrive.

“Last Dance” (Ecm – distr. Ducale) offre nuova musica della magica session da cui era stato tratto un paio di anni fa “Jasmine”, registrato nello studio di casa di Keith Jarrett. In questa nuova selezione di brani, Keith Jarrett e Charlie Haden ampliano i contorni del progetto includendo classici del jazz come “Round Midnight” di Thelonious Monk e “Dance Of The Infidels” di Bud Powell. Anche questa volta ampio risalto è dato a canzoni sentimentali con magnifiche versioni di “ My Old Flame”, “My Ship”, “It Might As Well Be Spring”, “Everything Happens To Me”, “Every Time We Say Goodbye” in aggiunta a takes alternativi di “Where Can I Go Without You” e “Goodbye”, come per creare un legame ideale con “Jasmine”. “Quando suoniamo insieme, è come quando due persone cantano” dice Jarrett del suo sodalizio con Haden. La sostanza dei brani è scandagliata in profondità attraverso le sfumature di significato di una melodia o una lirica esplorata strumentalmente. Haden racconta: “Keith ascolta realmente ed io ascolto. E’ questo il segreto. Ascoltare”. Disco bellissimo, da ascoltare e riascoltare, in profondo silenzio per un addio immenso al grandissimo uomo e musicista Charlie Haden.

*****

Haden ha contribuito ad inventare il free jazz, entra nella storia del jazz e del contrabbasso, ma ha lasciato contributi importanti anche nella world music e soprattutto nel mondo del jazz latino con due splendidi lavori assieme a Gonzalo Rubalcaba e premiati con Grammy Award: “Nocturne” (2001) e “Land of the Sun” (2004).

**********

Nell’intervista che realizzai qualche anno fa al batterista cubano Horacio “El Negro” a un certo punto spuntò fuori il nome di Charlie Haden e la sua musica jazz “impegnata”. Haden oltre che un musicista rivoluzionario è stato anche un uomo che si è battuto per i diritti umani, contro le guerre,  un pacifista.  Ecco di seguito la domanda e la risposta che chiama in causa il contrabbassista.

Domanda: Ci sono voci contrastanti tra i musicisti cubani sulla proibizione del jazz a Cuba fino agli anni Settanta. Tu come hai potuto ascoltare e suonare jazz e con quale gruppo cubano?

Mio padre Horacio, critico e conduttore radiofonico, nel suo programma “Il jazz, la sua storia e i suoi interpreti”, ogni tanto  trasmetteva  opere del contrabbassista Charlie Haden (The Liberation Music Orchestra – figlia della contestazione contro la guerra in Vietnam ecc. -Nda) tra cui il proclama  “Cancion para el Che” (Song for Che) e sai cosa voleva dire nel contesto di Cuba. Così si barcamenava mio padre  mascherando quella musica,  dicendo che era musica dei negri, degli oppressi negli Stati Uniti. E quando mi veniva chiesto: Perché tu suoni jazz? Rispondevo con quegli argomenti convincenti.

********

Gian Franco Grilli

Escribe tu comentario!