Bologna Jazz Festival 2019 in 33 giorni

Diciamolo subito: nel favoloso Bologna Jazz Festival 2019 (25 ottobre-26 novembre) spiccano nel cast artistico le presenze di Pat Metheny (che chiuderà il festival) e del disegnatore Altan, che firma l’immagine della rassegna emiliano romagnola. Tra i protagonisti di questa estesa programmazione (da Bologna a Forlì) anche star del Jazz latino & dintorni, come il brasiliano Hermeto Pascoal, i cubani del gruppo di Horacio El Negro Hernandez, Chucho Valdés (prodotto da teatro EuropAuditorium) e Eddie Gomez.

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BRASILE, CILE, CUBA e ECUADOR a TERRA DI TUTTI FILM

15. settembre 2014 – 13:37No Comment
BRASILE, CILE, CUBA e ECUADOR a TERRA DI TUTTI FILM

Torna dall’8 al 12 OTTOBRE 2014  a Bologna (Cinema Lumiere) la rassegna Terra di Tutti Film Festival, ossia il meglio del cinema dal Sud del Mondo. In programma anche focus su America Latina e in particolare ci porteranno  sugli schermi tematiche su Brasile, Cile, Cuba e Ecuador.

Ritorna a Bologna la rassegna cinematografica che accende i riflettori su storie e luoghi dimenticati dai media mainstream. Tra le novità di quest’anno, una selezione dal festival francese Alimenterre, la mostra di fumetti Strip to Gaza: pencils not war! contro la guerra nella Striscia e focus sui movimenti giovanili dalla Turchia al Brasile della Coppa del Mondo, passando per il Cile e il bacino del Mediterraneo, dal Maghreb ai Balcani.

La vita nella striscia di Gaza, le proteste in Turchia, il Brasile dei mondiali di calcio e una comunità Rom in un campo di Napoli. E, ancora, una transessuale a Belgrado e donne che lavorano in una miniera. Sono solo alcune delle storie raccontate nei film selezionati per l’ottava edizione del Terra di Tutti Film Festival, la rassegna di documentari e cinema sociale dal Sud del mondo organizzata dall’8 al 12 ottobre dalle ong Cospe e Gvc, che porta sugli schermi del cinema Lumière di Bologna (via Azzo Gardino, 65/B) e del Tpo (via Casarini 17/c) le storie di conflitti, persone e luoghi spesso dimenticati dai media mainstream.

“Grazie all’impegno ed alla rete di partenariati che le nostre Ong portano avanti in vari Paesi del mondo, da quest’anno abbiamo deciso di sostenere personalmente la coproduzione di tre documentari – raccontano i due direttori artistici Jonathan Ferramola e Stefania Piccinelli –. Eco de Femmes di Carlotta Piccinini (coprodotto da Gvc e Elefant Film), ritrae la vita, il lavoro e le speranze di sei donne che abitano in zone rurali tra il Marocco e la Tunisia, Quello che resta di Antonio Martino (coprodotto da Cospe e BoFilm) va a scoprire la città di Mostar (Bosnia) dopo vent’anni dalla distruzione del Ponte Vecchio, abbattuto durante il conflitto nei Balcani, e infine Teaching Microcredit, di Miko Meloni, che mostra modelli diversi di microcredito in un viaggio che va dal Bangladesh all’Ecuador, passando per Mozambico e Tunisia”.

Tra le pellicole iscritte al concorso, anche About Gaza (Italia, 21 minuti), il documentario di Simone Camilli, il videoreporter rimasto ucciso dall’esplosione di una bomba a Gaza, firmato con Pietro Bellorini. Attraverso le immagini, gli autori raccontano la vita nella Striscia, il problema dell’approvvigionamento di acqua e gli ostacoli alle famiglie nella gestione dei fabbisogni quotidiani.

Il Festival  si aprirà con Two at the border, documentario che racconta la storia due giovani, uno palestinese e uno siriano, che in Turchia aiutano i rifugiati ad attraversare il confine con la Grecia. Altri titoli saranno Mama Jaky di Paolo Bernardi (Italia, 16 minuti), una produzione del Cuamm sulla maternità in Tanzania, e When I was a boy, I was a girl di Ivana Todorovic (Serbia, 30 minuti) che racconta la storia di una trans a Belgrado e le difficoltà della vita quotidiana. In Terrapromessa (Italia, 26 minuti), Mario Leombruno e Luca Romano mostrano le condizioni fatiscenti di un campo Rom a Napoli, sorto vicino a una discarica.

La vita degli allevatori nomadi nel deserto è al centro di Wojoh “Faces” di Said Najmi (Giordania, 16 minuti), mentre in Minerita (Spagna, 27 minuti), il regista Raul De La Fuente, racconta le condizioni delle donne che lavorano nelle miniere. E ancora Na hora, un paso di Aitor Iturriza e Bernat Gual (Spagna, 14 minuti), un docufiction sulla vita di un detenuto spagnolo in un carcere egiziano e Bamako, year 0 di Julien Fiorentino e Stanislas Duhau (Francia/Mali, 55 minuti), sulla guerra in Mali.

In programma anche un focus sull’America Latina, con i film Ecuador, con los ojos cerrados, di Daniel Chamorroche (Spagna, 19 minuti), sullo sviluppo economico ecuadoregno, e Esperando a mañana, di Jeanne Nouchi e Jacqueline Lameiras (Spagna e Francia, 33 minuti), sulla società cubana e i suoi meccanismi, completamente diversi da quelli occidentali.

Le rivolte a Gezi Park sono al centro di Cennetin Dususu (Turchia, 79 minuti), di Ersin Kana, mentre Sexy Shopping di Antonio Benedetto e Adam Selo (Italia, 20 minuti) racconta la storia di Miah, un ragazzo proveniente dal Bangladesh che ogni sera si copre da testa a piedi di oggetti in vendita.

Tra le novità di questa edizione c’è anche la collaborazione con il festival francese Alimenterre, con film sulla riappropriazione da parte dei cittadini dell’agricoltura, per sostenere un modello agricolo equo e per sensibilizzare i futuri agricoltori sul modello di coltivazione scelto. Cinque i film presenti in cartellone al Terra di Tutti Film Festival, tra cui  Food savers di Valentin Thurn (2013, 53 minuti), che racconta in che modo consumatori, cuochi e gestori di negozi di alimentari cercano di combattere lo spreco di cibo, e Nourrir les villes: un enjeu pour demain (2013, 52 minuti) di Irja Martens, film che guarda al futuro: nel 2050 la Terra avrà quasi 10 miliardi di abitanti, concentrati in grandi città. Come potremo nutrirle tutte?

Il Festival chiuderà con il documentario Sexy Money di Karin Junger (Paesi Bassi, 75 minuti), un’esclusiva Terra di Tutti Film Festival in collaborazione con Gender Bender, festival internazionale sull’identità di genere e sull’orientamento sessuale. Il film racconta la storia di alcune ragazze nigeriane venute in Europa come prostitute e poi tornate in Nigeria per costruirsi una nuova vita.

Terra di Tutti Film Festival ospiterà inoltre l’inaugurazione di Strip to Gaza: pencils not war!, mostra di tavole e fumetti contro la guerra a Gaza, allestita al TPO.  Alla Sala Cervi della Cineteca di Bologna si terrà invece la presentazione di Stop water grabbing!, piattaforma online che denuncia lo sfruttamento delle risorse idriche nel mondo, negando la dignità delle popolazioni locali e determinando l’impoverimento e il degrado ambientale. Interverranno le associazioni Cospe, Altraeconomia e Comitato Acqua Bologna. Sabato sera, un grande party al TPO concluderà il Terra di Tutti Film Festival con musica e balli, per costruire insieme un nuovo momento di socialità.

I video che verranno selezionati per il concorso potranno competere per tre riconoscimenti: il premio per la miglior produzione italiana, assegnato dalla giuria di qualità del TTFF; il premio per la miglior produzione internazionale, consegnato da una giuria composta dai membri del Consiglio dei cittadini stranieri e apolidi della Provincia di Bologna e intitolato alla memoria di Cheikh Sarr (in collaborazione con il festival “Segnali di pace” organizzato dalla Provincia di Bologna per il mese della pace); infine, il premio speciale intitolato alla memoria del cooperante Benedetto Senni e dedicato ad Africa, sviluppo sostenibile, agricoltura e lotte per la terra. In più sarà assegnata una menzione speciale “Fair trade Italia” sul commercio equo e solidale.

Il programma completo è disponibile sul sito www.terradituttifilmfestival.org.

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