GIOVANNI GUIDI Digital Tour on Crossoroads

Parte dal festival Crossroads il Digital Tour del pianista Giovanni Guidi. L’appuntamento è per venerdì 27 marzo alle ore 18:30, quando l’esibizione in piano solo di Giovanni Guidi sarà fruibile in diretta dalla pagina facebook di Crossroads, il festival itinerante organizzato da Jazz Network e dall’Assessorato alla Cultura della Regione Emilia-Romagna

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Jazz danese: JAKOB BRO Trio

21. dicembre 2014 – 19:57No Comment
Jazz danese: JAKOB BRO Trio

Immagini (foto e video) della performance del chitarrista danese JAKOB BRO in trio con Thomas Morgan (contrabbasso) e Jon Christensen (batteria) svoltasi nella serata del 23 maggio 2014 al Correggio Jazz, iniziativa inserita nella rassegna Crossroads.

JAKOB BRO TRIO

Jakob Bro – chitarra; Thomas Morgan – contrabbasso; Jon Christensen – batteria

Se il nome di Jakob Bro, chitarrista danese classe 1978, vi è poco familiare, prendete in mano il suo recente disco December Song (2013) e avrete referenze sufficienti a metterlo nel novero degli artisti ai quali prestare molta attenzione. La line up che Bro ha messo assieme per la sua musica è a dir poco sensazionale: Lee Konitz, Craig Taborn, Thomas Morgan e addirittura il collega di strumento Bill Frisell. Ma Bro non è nuovo a situazioni del genere. Anche dal vivo lo si è ascoltato a capo di formazioni da finale dei mondiali di jazz, come quella che raccoglieva al suo fianco Tom Harrell, Joe Lovano e Lee Konitz. Insomma, Bro, che continua a risiedere in quella culla del jazz europeo che è Copenhagen, si muove sfacciatamente bene sulla scena internazionale e dimostra che si può ancora raggiungere la vetta imparando a fare musica alla vecchia maniera: quasi completamente da autodidatta. La sua carriera ha preso slancio a partire dal 2000, soprattutto per via della sua presenza fissa nella Electric Bebop Band di Paul Motian e nel quintetto di Tomasz Stańko. Poi ha accumulato numerose altre collaborazioni di valore (con Mark Turner, Jeff Ballard, Kurt Rosenwinkel, Chris Speed…) nonché premi, raccolti a profusione soprattutto in patria.

Non c’è poi migliore definizione della sua musica, i cui tratti paesaggistici la rendono assai anomala in termini jazzistici, che quella fornita da Frisell: un “oceano”, un luogo dove può accadere di tutto, dove i musicisti galleggiano uno sulla musica dell’altro.

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