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Omar Sosa ritorna a Cuba con “Ilé”, tra clave e tumbao

9. marzo 2015 – 23:09No Comment
Omar Sosa ritorna a Cuba con “Ilé”, tra clave e tumbao

Dopo aver indagato musiche di mezzo mondo, l’inquieto fuoriclasse pianista e compositore  Omar Sosa finalmente ritorna alle proprie radici, ai suoni, ai rituali e ai sogni cullati nella Calle Garrido di Camagüey, nel centro di Cuba, con un bellissimo progetto uscito in questi giorni intitolato “Ilé” (Otá Records  -distr. I.R.D.). Afrocuban jazz moderno, clave, conga, rumba, charanga, hip hop e flamenco sono stati magicamente intrecciati in questo cd realizzato con il Quarteto AfroCubano e ospiti cubani e internazionali eccellenti.

Da quando ha lasciato Cuba nel 1993, Omar Sosa ha intrapreso un personalissimo percorso musicale (e umano) che lo ha portato a mettere a contatto le proprie radici afro-cubane con il jazz,  l’hip hop, l’elettronica, la musica africana e la world music.  Ora, il nuovo album “Ilè” segna il ritorno del pianista e  compositore di Camagüey al latin jazz delle sue esperienze formative a l’Havana negli anni Ottanta e primi Novanta. Anni in cui Omar Sosa si è nutrito della musica di Pancho Quinto, Lázaro Ross, Rubén González, Machito, Benny Moré, Ismael Rivera, Arsenio Rodriguez, Cachao, Lili Martinez, Peruchin, Chucho Valdés e Irakere.

Il “ritorno a casa” di Omar Sosa è peraltro già evidenziato nel titolo del CD: nel dialetto  Yoruba dell’Africa Occidentale Ilè significa “patria”, mentre nella tradizione cubana Lucumí  sta per “casa”, “terra”. Ovviamente, Omar Sosa non si è limitato ad un’operazione nostalgica o di ripasso storico, ma ha impresso la propria sensibilità e il proprio estro creativo ad alcuni stili classici della musica cubana. Con Sosa si ascolta il suo Quarteto AfroCubano, che allinea il sassofonista e flautista Leandro Saint-Hill e il batterista Ernesto Simpson, entrambi nativi di Camagüey. Come lo sono  anche  gli ospiti  Yosvany Terry (sax soprano e chekere), suo padre, il maestro virtuoso di chekere Eladio “Don Pancho” Terry, patriarca della famosa famiglia musicale Terry, il talentuoso percussionista cubano Pedro Martinez e il chitarrista statunitense Marvin Sewell.   In due brani si ascolta la voce di Kokayi, artista dall’indiscusso spessore e talento; e in tre (tra cui una versione de “La Tarde” del compositore Sindo Garay, esponente della trova) figura il cantante catalano José “El Salao” Martin, che dona al progetto un profumo di flamenco jazz.

Da parte sua Sosa suona pianoforte acustico ed elettrico, colora le trame sonore di effetti elettronici ma soprattutto favorisce ancora un volta l’incontro fra culture apparentemente lontane fra loro, ma in realtà comunicanti.

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