Ravenna JAZZ 2020: dal 30 giugno al 14 novembre

Ravenna Jazz 2020 “Reloaded”: la quarantasettesima edizione dello storico festival ravennate torna a proporsi in versione letteralmente “ricaricata” -post-Covid. Stesso numero di serate a quelle annullate per emergenza pandemia ma distribuite nel corso di vari mesi: dal 30 giugno al 14 novembre 2020.

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Ravenna Jazz: 2-11 maggio 2015

26. aprile 2015 – 14:30No Comment
Ravenna Jazz: 2-11 maggio 2015

Ravenna Jazz 2015, con la sua ricca sfilata di vocalist, avrà molto da dire (e da far ascoltare) in tema di jazz cantato. Scorrendo il cartellone della 42a edizione del festival, in scena dal 2 all’11 maggio, c’è da diventare ebbri di canto: Dee Dee Bridgewater con China Moses, Dianne Reeves, Gregory Porter, Sarah Jane Morris, Cristina Donà, Jennifer Maidman, Mina Agossi, le tre Blue Dolls, senza trascurare l’imponente massa corale del “Pazzi di Jazz” Young Project (che coinvolgerà anche Paolo Fresu).

Concentrata nel giro di dieci intensi giorni, questa parata di star trasformerà il festival ravennate in una specie di interminabile notte degli Oscar del jazz vocale.

Ma anche sul fronte del jazz puramente strumentale Ravenna Jazz 2015 ha in mano carte vincenti come Arturo Sandoval, Francesco Bearzatti con martux_m, Alessandro Scala con Flavio Boltro.

Il notevole successo della precedente annata spinge Ravenna Jazz a proseguire nella sua ritrovata magniloquenza: ben 10 giorni fitti di appuntamenti, con concerti serali al Teatro Alighieri, i live di “Ravenna 42° Jazz Club” in vari club della città e dei dintorni (il Mama’s Club, il Teatro Socjale di Piangipane, il Cisim di Lido Adriano), oltre ai concerti ‘Aperitifs’ che si terranno ogni pomeriggio in numerosi locali cittadini.

Ravenna Jazz è organizzato da Jazz Network con la collaborazione degli Assessorati alla Cultura del Comune di Ravenna e della Regione Emilia-Romagna, con il contributo della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, con il sostegno del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, e con il patrocinio della SIAE.

I concerti principali del festival, al Teatro Alighieri (con inizio sempre alle ore 21), chiameranno a raccolta le più prestigiose voci del jazz statunitense, a partire dalla data inaugurale, sabato 2 maggio, con la leggendaria vocalist Dee Dee Bridgewater, al cui fianco ci sarà l’altrettanto portentosa voce di sua figlia, China Moses: “Just Family” è l’inevitabile titolo di un programma che attraversa le generazioni e gli stili musicali.

Sarà parecchio stimolante ascoltare, solo pochi giorni dopo, un’altra grande star del canto afro-americano, Dianne Reeves, che presenterà il repertorio R&B, latino e pop del suo più recente album, Beautiful Life (venerdì 8): la più aurea tradizione del canto jazz in un sontuoso incontro con le musiche popolari.

Sul fronte delle voci maschili ecco Gregory Porter, che arriverà a Ravenna domenica 10: il più sensazionale cantante emerso nella black music degli ultimi anni completerà il quadro sulla più esaltante vocalità afro. Cresciuto coltivando il mito di Nat King Cole, Porter ha poi fatto confluire blues e gospel nell’alveo delle strutture della jazz song: la sua voce vibrante ed espressiva ha fatto il resto.

La serata di giovedì 7, con “Soupsongs”, l’omaggio alla musica di Robert Wyatt eseguito dal gruppo della trombonista inglese Annie Whitehead, sarà invece una specie di tour vocale europeo con ben tre cantanti di primissimo piano in front line: l’italiana Cristina Donà e le britanniche Sarah Jane Morris e Jennifer Maidman.

Musica solo strumentale, e assolutamente travolgente, si ascolterà sabato 9, con una leggenda della musica jazz-cubana, Arturo Sandoval: la più vigorosa tromba del latin jazz risalterà sulle infuocate trame di un sestetto dalla spiccata propensione ritmica.

Le voci spiccano anche nel cast artistico dei concerti di “Ravenna 42° Jazz Club”.

Il primo degli appuntamenti nei club ravennati (tutti con inizio alle ore 21:30) sarà infatti con l’adorabile swing delle Blue Dolls (domenica 3 maggio al Teatro Socjale di Piangipane). Canzoni ripescate dai radio days italiani, costumi e movenze sceniche sapientemente impostate. Le tre Blue Dolls (ovvero le vocalist Viviana Dragani, Angelica Dettori e Flavia Barbacetto) stuzzicano l’ascoltatore con una serata vintage DOC.

Sarà poi il conturbante impatto emotivo della cantante franco-africana Mina Agossi a chiudere le serate nei club e anche il festival, lunedì 11, ancora al Socjale. Angelica e demoniaca, sorta di Jimi Hendrix della voce, Mina Agossi, con la sua vocalità palpitante di ritmi e timbri imprevedibili, inietta nelle canzoni che interpreta tutta la sua variegata esperienza: le origini africane, l’amore per il rock, una teatralità innata.

Gli altri due appuntamenti nei club ravennati saranno invece nel segno del jazz strumentale. Lunedì 4 al Cisim di Lido Adriano si ascolterà un omaggio jazz-hi-tech al capolavoro A Love Supreme di John Coltrane: ad officiare il ‘rito’ saranno il sassofonista Francesco Bearzatti e la crew del guru dell’elettronica martux_m.

Il quartetto del sassofonista Alessandro Scala, impreziosito dalla presenza di Flavio Boltro alla tromba, applicherà coinvolgenti groove e sonorità ricche di effetti alla fondamentale cultura hardboppistica di questi due solisti (mercoledì 6 al Mama’s Club).

Dopo gli esaltanti numeri della precedente edizione (con oltre 4000 spettatori), torna anche quest’anno il concerto a ingresso gratuito “Pazzi di Jazz” Young Project, che si svolgerà il martedì 5 (ore 21) nella spettacolare scenografia del palcoscenico galleggiante allestito sul Canale Corsini “Candiano” (Darsena di Città). Una produzione originale della quale saranno protagonisti ben 250 giovanissimi musicisti tra orchestra, percussioni e cori: studenti delle scuole ravennati che hanno preso parte all’iniziativa didattica “Pazzi di Jazz”, diretti da Tommaso Vittorini, Ambrogio Sparagna e Alien Dee, ai quali va aggiunta la tromba di Paolo Fresu.

Ravenna Jazz conserva al suo interno anche lo storico appuntamento coi seminari di “Mister Jazz”, che quest’anno si integrano con le attività didattiche di “Pazzi di Jazz” e del festival Crossroads sotto il nuovo marchio “A Jazz Education”.

A Ravenna si potranno seguire ben tre workshop. Il primo, tenuto da Alien Dee, sarà dedicato all’approfondimento delle tecniche dello human beatbox: “The Alien Beatbox” si terrà al Cisim sabato 2 e domenica 3 maggio (ore 10-13, 15-18). Verrà poi il seminario “Trova la tua voce” affidato a Francesco Bearzatti: un corso di improvvisazione aperto a tutti gli strumenti (al Cisim, lunedì 4, ore 10-13 e 15-17). Un ulteriore workshop di approfondimento delle tecniche dell’improvvisazione jazzistica rivolto ai praticanti di qualunque strumento musicale sarà “Trumpet Therapy” con Flavio Boltro (mercoledì 6 al Mama’s Club, ore 10-13, 15-17).

Al fianco dei grandi live nei teatri e nei club, Ravenna Jazz 2015 ripropone anche quest’anno i concerti ‘Aperitifs’: appuntamenti pomeridiani, tutti a ingresso gratuito, che si terranno nei locali più alla moda del centro cittadino, naturalmente all’ora dell’aperitivo (inizio sempre alle 18:30). Confermata anche la curiosa formula, che è quasi una sfida gettata ai musicisti: quella di esibirsi in solo, talvolta con strumenti assai anomali per questo tipo di performance e spesso con progetti ideati appositamente per l’occasione. Esempio perfetto del tocco di piacevole follia musicale che sta alla base degli ‘Aperitifs’ è il primo appuntamento della serie, il solo di Marcello ‘Jandu’ Detti intitolato “Trombon’n’ Bar”, che vedrà il musicista romagnolo imbracciare una pittoresca strumentazione: trombone, basso tuba, tromba a coulisse, conchiglie giganti (sabato 2 maggio al Fellini Scalino Cinque). Seguiranno le percussioni esotiche di Marco Zanotti: il suo “Kanimambo” accosta musica etnica e improvvisazione (domenica 3 alla Pasticceria Ferrari). Lunedì 4 toccherà quindi al polistrumentista Alfredo Nuti Dal Portone, il cui “Frantumi di musiche dal mondo” promette appunto suoni della più varia provenienza geografica, passati nel vortice di una centrifuga musicale (Antica Bottega di Felice). Martedì 5 ci si sposta ai Furfanti per le “StorieNote” del cantautore e chitarrista Andrea Grossi. Arriverà quindi il “Piano Solo con parole” di Giacomo Toni: ancora cantautorato, ma decisamente iconoclasta (mercoledì 6 al Cabiria Wine Bar). Giovedì 7 il Due Dame ospiterà il tastierista e violinista Dimitri Sillato, con le creazioni sonore estemporanee del suo “Rooms and Time”. Le percussioni etniche, questa volta addizionate di elettronica, torneranno venerdì 8 al Caffè degli Ariani con il pandeiro di Gian Luigi ‘Bubi’ Staffa. Un vero e proprio ‘arsenale’ di chitarre sarà quello che ‘Don’ Antonio Gramentieri porterà sabato 9 alla Pasticceria Ferrari, per un incontro tra sound americano e orgoglio musicale romagnolo. Un’altra chitarra ma assai peculiare, l’ukulele, sarà protagonista dell’Aperitif swing-latino con Christian Lisi e il suo “Song for Ukulele” (domenica 10, Taberna Boaria). L’ultimo brindisi si terrà lunedì 11 alla Pasticceria Ferrari con il fisarmonicista e tastierista Enrico Pelliconi: “Jazz & Folk: viaggio per due tastiere” ha inscritto nel titolo il suo contenuto musicale.

Informazioni

Jazz Network, tel. 0544 405666, fax 0544 405656

e-mail: ejn@ejn.it  – website: www.erjn.it

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