Books Colombia: Una poesia in tasca di H.A. Faciolince

Il 25 agosto 1987, a Medellín alle sei del pomeriggio Héctor Abad Gómez, medico, professore universitario, attivista per i diritti umani, viene ucciso a colpi di pistola in Calle Argentina. La famiglia lo trova riverso sul selciato. Suo figlio, Héctor Abad Faciolince, gli fruga nelle tasche e trova un foglietto con una una poesia su morte e oblio scritta a mano dal padre e siglata da tre iniziali: J. L. B., che per lui significarono senza indugi Jorge Luis Borges. Ma il mistero viene svelato dal “detective” Abad nel giallo, fresco di stampa: Una poesia in tasca (Lindau)

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Argentina: MERCEDES SOSA cantata da Ginevra Di Marco

27. settembre 2015 – 16:06One Comment
Argentina: MERCEDES SOSA cantata da Ginevra Di Marco

“Todo cambia” è il magnifico omaggio alla cantante argentina MERCEDES SOSA (e a tutta la canción latinoamericana) regalatoci sabato 26 settembre alla FLOG di Firenze dalla bravissima GINEVRA DI MARCO. Auditorium stracolmo, mai vista tanta gente, di ogni età, in questo storico locale di Musica dei Popoli. Sei musicisti hanno accompagnato la performance applauditissima della cantante fiorentina. Durante la serata sono stati ricordati anche altri grandi autori sudamericani come Violeta Parra, Victor Jara e Luiz Gonzaga.

Una serata da incorniciare, certamente uno spettacolo tra i più intensi e partecipati di tutte le ultime edizioni della importantissima rassegna diretta dall’ottimo Leonardo D’Amico, il quale con un lavoro sapiente ci stupisce con continue innovazioni e apre nuove strade a questa impareggiabile e longeva manifestazione. Il festival 2015 continua con altri grandi interpreti di world music che potrete conoscere andando sul sito www.musicadeipopoli.com o quello della Flog. Nell’attesa del prossimo appuntamento,  leggetevi queste note di Ginevra Di Marco sulla cantora più popolare dell’America latina: Mercedes Sosa. E al termine di tutto guardatevi  un po’ di foto del concertone (2 ore abbondanti) della Di Marco all’Auditorium Flog.

Non ho mai sentito una voce più bella di quella di Mercedes Sosa, é stata la voce che mi ha fatto riconsiderare il significato del termine “cantare”; una voce colma di sonorità, un tesoro che spalanca l’anima. C’é qualcosa in lei che non si sa da quale profondità provenga. Un timbro purissimo, legato alle sue radici ma capace di trasmettere una straordinaria universalità, un amalgama equilibrato e perfetto tra intimità e vita collettiva. Ho sempre ammirato, insieme al talento, il coraggio di utilizzare la sua voce come strumento di mediazione per tutti gli uomini messi a tacere dalla violenza, dall’ingiustizia e dall’abbandono. Esistono intellettuali e sapientoni. esistono artisti e pupazzi che indossano la maschera della protesta per poi toglierla dietro le quinte.

Mercedes Sosa ha vissuto l’esilio e una sofferenza grande per le sue scelte ma ha continuato a cantare, ovunque, sui palchi più prestigiosi del mondo; l’eco della sua voce ha saputo arrivare in ogni angolo della Terra. Ha contribuito ad educare al dovere civico, un insegnamento senza il quale uomini e donne sarebbero un branco di ignoranti, genitori di figli destinati ad essere carne per nuove guerre. Quando canta é una bandiera alzata e al contempo un cuore che non cessa di gemere; una donna calata nel suo tempo ma che ha elevato la sua arte a vette uniche, una voce che é dono, grazia e mistero uniti a un forte senso di responsabilità intellettuale, feroce nella sua coerenza. Viva Mercedes la cantora, la Negra, la Sosa di tutti.” Ginevra Di Marco

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