BOLOGNA JAZZ FESTIVAL: 30 ottobre/15 novembre 2020

Bologna Jazz Festival (30 ottobre/15 novembre 2020), edizione dei ricordi e delle celebrazioni: una ricorrenza storica imprescindibile (il centenario della nascita di Charlie Parker affidato a una trinità di sax: Francesco Cafiso, Mattia Cigalini, Jesse Davis); il sentito saluto a Steve Grossman, figura imponente della storia jazzistica di Bologna; il progetto monografico di Paolo Fresu su David Bowie.

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BJF: JAMES FARM di Joshua Redman, 10 novembre

6. novembre 2015 – 20:41No Comment
BJF: JAMES FARM di Joshua Redman, 10 novembre

Un quartetto all stars che è un vero asso nella manica: sono i James Farm, con la stella planetaria del sax Joshua Redman assieme ad Aaron Parks (pianoforte), Matt Penman (contrabbasso) ed Eric Harland (batteria). Questa è la carta che il Bologna Jazz Festival sfodera martedì 10 novembre per l’unica serata della sua decima edizione che si terrà al Teatro Duse (ore 21:15). Una collaborazione di titani del jazz capaci di fondere assieme vigorose scorribande improvvisative e un sognante abbandono alla forma-canzone.

Per chi vuole proseguire col jazz after hours, alle ore 23 al Take Five Genuine Music Club grazie all’organizzazione dell’Arci Bologna si esibirà il Quartet Diminished: una jazz band tutta iraniana che promette un incontro di linguaggi, ritmi e suoni afro-americani e medio-orientali.

James Farm è una sorta di collettivo musicale che raccoglie alcuni dei nomi più significativi del mainstream contemporaneo: il sassofonista Joshua Redman, il pianista Aaron Parks, il bassista Matt Penman e il batterista Eric Harland. Una band che si è costituita intorno a una comune sensibilità per il jazz ma anche per la forma-canzone, il groove e l’attenzione al suono contemporaneo.

Quando nel 2009 il gruppo cominciò a esibirsi nei festival (la prima testimonianza su CD del loro lavoro, James Farm, arrivò solo nel 2011) Redman, Harland e Penman avevano già suonato insieme nel San Francisco Jazz Collective, mentre Aaron Parks si era avvalso della stessa ritmica per il suo CD Invisible Cinema (Blue Note 2008). Il nuovo disco del gruppo, City Folks (2014), è una vera prova di maturità: l’incisiva coesione dell’insieme, la fibrillazione ritmica, gli interventi solistici incastonati in un superbo interplay, la raffinatezza urbana del contemporary jazz della east coast trasportata in una dimensione di sublime accessibilità per l’ascoltatore.

Joshua Redman (nato nel 1969 a Berkeley, California) iniziò a farsi notare nel mondo del jazz nei primi anni Novanta. All’epoca lo aiutò l’essere il figlio del celeberrimo sassofonista Dewey Redman. Ma prima che questo vantaggio si trasformasse in un’ombra onnipresente, Joshua sviluppò uno stile tutto suo, fortemente legato alla tradizione, con un senso infallibile per la costruzione melodica, iniziando un’inarrestabile ascesa artistica.

Il suo trampolino di lancio fu la Thelonious Monk Competition, vinta nel 1991. Da quel momento la gavetta fu breve, e presto Redman poté mostrarsi a capo di propri gruppi (tanto per farsi un’idea, la sua prima band stabile annoverava Brad Mehldau, Christian McBride e Brian Blade, tutti destinati al successo che ora sappiamo).

Dopo numerosi dischi pubblicati per le etichette del gruppo Warner e collaborazioni con Ray Brown, Dave Brubeck, Chick Corea, Jack DeJohnette, Bill Frisell, Charlie Haden, Herbie Hancock, Milt Jackson, Elvin Jones, Quincy Jones, Pat Metheny e innumerevoli altri artisti (anche classici e rock: su tutti i Rolling Stones), oggi Redman è tra i tenorsassofonisti più ammirati del panorama internazionale. Assieme a Brad Mehldau (col quale tra l’altro collabora anche in duo), lo si può anzi considerare uno dei musicisti più rilevanti tra quelli emersi nel corso degli anni Novanta.

Nato nel 1983 a Seattle, Aaron Parks ha frequentato la Manhattan School of Music e già durante gli studi iniziò a suonare nella band di Terence Blanchard, con cui ha registrato diversi album. Fu durante un tour con Kurt Rosenwinkel che entrò per la prima volta in contatto con Harland e Penman.

Matt Penman è originario di Auckland (Nuova Zelanda). Una borsa di studio lo portò alla Berklee nel 1994. Qui si fece notare, iniziando la carriera da professionista: ha suonato con Kurt Rosenwinkel, Kenny Werner, Brad Mehldau, Chris Cheek, Brian Blade, Seamus Blake, Mark Turner…

Eric Harland è nato nel 1978 a Houston (Texas). Dopo aver frequentato la Manhattan School of Music ha cominciato una carriera che con fulminea rapidità lo ha portato a registrare decine di dischi con nomi del calibro di Terence Blanchard, McCoy Tyner, Charles Lloyd, Dave Holland, Ravi Coltrane, Greg Osby. Ma la sua attività di sideman non si ferma qui: ha suonato tra gli altri con Betty Carter, Joe Henderson, Wynton Marsalis, Michael Brecker, John Patitucci…

Teatro Duse: Via Cartoleria 42, Bologna

Informazioni:

Associazione Bologna in Musica

tel.: 334 7560434 – e-mail: info@bolognajazzfestival.com

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