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America Latina… in rassegna (1 febbraio 2016)

1. febbraio 2016 – 22:32No Comment
America Latina… in rassegna (1 febbraio 2016)

Le notizie latinoamericane di questa settimana selezionate sulle nostra stampa parlano di Cuba, Argentina, Perù, Venezuela, Brasile, El Salvador, Colombia e Messico.

CUBA/ La distensione blinda i medici…Il governo USA ha deciso di revocare il programma che stimolava i medici cubani in missione all’estero a disertare e rifugiarsi negli Stati Uniti. Era stato creato  nel 2006 dall’amministrazione BUSH, figlio per rispondere all’utilizzo di laureati da parte del governo dell’Avana in programmi di assistenza sanitaria all’estero in cambio di valuta pregiata. (Sette| Latinos, Rocco Cotroneo, 22.01.2016)

ARGENTINA/ Il giornalista epurato accusa. Si considera vittima di una epurazione voluta dal nuovo governo di Mauricio Magri il celebre giornalista sportivo argentino Victor Hugo Morales, che ha perso posto e programma quotidiano a Radio Continental, in quanto – sostiene lui – difensore ad oltranza del kirchnerismo. Morales è star della radio argentina dal 1986 quando descrisse in estasi il famoso gol di Maradona all’Inghilterra. (Sette| Latinos, Rocco Cotroneo, 22.01.2016)

Perù/ La corsa tutta a destra. Puntano sul liberismo i primi tre candidati alla presidenza. Con la Fujimori in testa. Nelle elezioni presidenziali fissate il prossimo 10 aprile, il Perù potrebbe essere un altro Paese a cavalcare l’onda antigovernativa che percorre il Sudamerica e decidere una svolta a destra. I primi tre candidati in testa alle preferenze di voto, invocano scelte liberali in economia, criticando il governo uscente di Ollanta Humala, nazionalista di sinistra moderata eletto nel 2010. (Sette| Latinos, Rocco Cotroneo 22.01.2016)

Venezuela/ Seminate, gente, seminate. Appena nominata la nuova ministra dell’Agricoltura Urbana in Venezuela, Enma Ortega, ha tenuto fede alla sua missione, invitando la popolazione a seminare e coltivare verdura ovunque sia possibile. L’economia venezuelana sta attraversando una grave crisi con l’inflazione al 200 per cento e la mancanza di beni di prima necessità sugli scaffali. (Sette| Latinos, Rocco Cotroneo 22.01.2016)

Brasile/Non fate più figli. L’America latina ha paura di Zika. Il virus delle zanzare colpisce i feti. Allarme fino al 2018. Emergenza Brasile. Monito alle donne in Salvador, Colombia e Ecuador. “Non fate bambini, per favore. Se stavate progettando una gravidanza evitatelo, almeno per i prossimi due anni”. L’angoscia per la nuova pandemia che si estendo lungo l’America Latina ha convinto il Salvador a consigliare alle donne di non restare incinte per i rischi di Zika. (La Repubblica, Omero Ciai, 27 gennaio2016)

America Latina/ Cosa rischiano le donne incinte? In Brasile dove è diffuso lo Zika si è visto un aumento di casi di neonati con microcefalia fino a ottobre 2015. (La Repubblica, 27 gennaio 2016)

Messico/Le Chapo.  Mujeres Fatal. Claudia Ochoa ha 179 mila follower, minigonne vertiginose e kalashnikov. Sexy, popolari tra le ragazze e pronte a prendere il posto dei leader in cella. Anatomia delle nuove donne narcos. La sinoalense Claudia Ochoa Feliz ha una trentina di profili facebook, varie comunità e una decina di gruppi a suo nome. La Guera Loca, comandane dei sicari del Golfo, è morta sgozzata a 23 anni (Il Venerdì, Gabriella Saba, 22.01.2016)

Brasile/ Scontri di piazza per il caro trasporti. Come già nel 2013 prima dei mondiali di calcio, un aumento del prezzo dei trasporti ha innescato la miccia della protesta in Brasile, già provato da recessione economica e inflazione: gli scontri a colpi di pietre e lacrimogeni tra agenti e manifestanti, per lo più a San Paolo, sono finiti con 17 fermi. (Il Venerdì, 22.01.2016)

Colombia/ La nostra guerra fatta coi bastoni. I Nasa, popolo indigeno non violento della Colombia, da decenni si battono contro le pistole e i fucili della polizia di Stato e dei guerriglieri delle FARC (Forze Armate Rivoluzionarie Colombia). Per difendere la loro terra. E per reclamare diritti. In totale sono 186mila. E il loro “esercito” è composto da 700 persone. Ora cercano anche di salvare la lingua a rischio di estinzione. (L’Espresso, Daniele Castellani Perelli, 21 gennaio 2016)

La foto di apertura è stata ripresa da Vanity Fair.it, che ringraziamo.

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