MUSICA JAZZ: Francisco Mela da Bayamo

Una delle numerose interviste di MUSICA JAZZ di febbraio 2020 è dedicata al batterista FRANCISCO MELA, cubano, nato a Bayamo ma cresciuto artisticamente tra Santiago de Cuba e L’Avana. E proprio nella capitale fu l’ultimo batterista del fantastico pianista Emiliano Salvador, che scomparve prematuramente nel 1992

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Horacio “El Negro” & Italuba (Torrione, Gallery)

29. ottobre 2016 – 10:44No Comment
Horacio “El Negro” & Italuba (Torrione, Gallery)

Vi proponiamo alcune immagini del concerto che il quartetto cubano Italuba diretto dal formidabile batterista Horacio “El Negro” Hernandez ha regalato al numerosissimo pubblico del Jazz Club Ferrara venerdì 28 ottobre. Spettacolare e anche divertente performance di questi quattro musicisti che sono ritornati sul meraviglioso palcoscenico del Torrione con un entusiasmo ( e moltissima gratitudine) incredibile e tantissima voglia di stupire. Un repertorio di jazz en clave sempre in bilico tra danzon, rumba, latin jazz e con incastri azzeccatissimi nonostante brani improvvisati al momento.

Tutto questo all’interno del miglior jazz club italiano, diretto da Francesco Bettini e con la collaborazione di Eleonora Sole Travagli, due bravissimi professionisti e di grandi aperture culturali.

All’insegna del ritmato canto in coro “Se me perdió la maleta” (ho perso la valigia) si è aperto e concluso il lungo e applauditissimo concerto di Italuba, band capeggiata da Horacio “El Negro” e completata dal pianista (e abile conguero, ne ha dato prova durante la serata) Ivan Bridon, dal trombettista Amik Guerra e dal bassissta Daniel Martinez. Locale pienissimo e tra il pubblico, oltre i fan del latin, erano presenti diversi batteristi e percussionisti accorsi per ammirare ancora una volta la potenza tecnico-espressiva sui tamburi e con la clave a pedale di Horacio “El Negro”. Che si è voluto ritagliare, qua e là, qualche piccola pausa per raccontare la sua (ma il discorso vale per molti artisti cubani) storia di musicista errante in cerca di fortuna, poichè si deduce che la realtà cubana gli stava molto stretta. Tant’é che all’inizio degli anni Novanta, in tournée in Italia con Gonzalo Rubalcaba,  “El Negro” decise di non rientrare a Cuba e si stabilì tre anni a Roma (fondando Tercer Mundo), prima del tanto sospirato salto verso New York, dove iniziò la sua ascesa tra i grandi del jazz (e non solo, vedi Carlos Santana) planetario. Poi in uno dei suoi ritorni nostalgici verso l’amata Italia incontrò qui altri tre musicisti connazionali e assieme crearono il progetto Italuba, formazione con due dischi pubblicati e altri due che dovrebbero uscire nel 2017. Horacio, dunque, è un batterista inquieto, sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo, e pronto anche alla protesta. E che spesso offre spunti per aprire nuove pagine musicali, come il refrain “Se me perdió la maleta”. Che dire: per un artista giramondo come lui è inevitabile ogni tanto smarrire la valigia tra un volo e l’altro,  “perdere anche le mutande” (come ha piacevolmente sottolineato), ma da buon caraibico sa trasformare gli episodi in energia per imbastire nuovi brani e arricchire i suoi numerosi progetti. E tutti sempre con spirito creativo cubano (nonostante viva all’estero da più di vent’anni).  Interessante poi vedere che i tempi cambiano e anche le persone modificano i propri atteggiamenti.  Un esempio significativo il fatto che tra poche settimane il ribelle Horacio “El Negro” Hernandez tornerà un mese all’Avana per un lavoro discografico con il pianista jazz Hilario Duran, cubano, da tempo residente a Toronto, Canadà. Come dire, che tornare a respirare aria di casa propria è abbastanza naturale per tutti, indipendentemente dalle mille motivazioni che hanno spinto molti artisti ad emigrare.  E allora, Horacio, attenti a non perdere la “maleta” all’aeroporto José Martí, pena una nuova rumba,  guaguancò o columbia che sia. (Gfg)

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