MUSICA JAZZ: Francisco Mela da Bayamo

Una delle numerose interviste di MUSICA JAZZ di febbraio 2020 è dedicata al batterista FRANCISCO MELA, cubano, nato a Bayamo ma cresciuto artisticamente tra Santiago de Cuba e L’Avana. E proprio nella capitale fu l’ultimo batterista del fantastico pianista Emiliano Salvador, che scomparve prematuramente nel 1992

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Crossroads: ALESSIA OBINO CORDAS

20. marzo 2017 – 21:21No Comment
Crossroads: ALESSIA OBINO CORDAS

Massa Lombarda (RA) si conferma una piazza privilegiata per le cantanti all’interno  del festival itinerante Crossroads. Qui, venerdì 24 marzo, ore 21, alla Sala del Carmine  si esibirà la vocalist Alessia Obino, del cui gruppo CORDAS fanno parte Dimitri Sillato (violino, effetti), Giancarlo Bianchetti (chitarra, effetti) ed Enrico Terragnoli (banjo, podofono, effetti): tutti solisti dalla spiccata personalità, chiamati a lavorare sulla forma canzone.

CORDAS è uno dei molti progetti creati dalla vocalist bolognese Alessia Obino nel corso della sua intensa attività concertistica, che l’ha vista collaborare con artisti come Elliott Sharp, Markus Stockhausen, Javier Girotto, Greg Burk, Gilad Atzmon… Studi privati di pianoforte e canto, approfondimenti per la tecnica vocale con Sheila Jordan, Jay Clayton, Maria Pia De Vito, Phil Minton, e poi anche regolari studi di conservatorio hanno preparato la Obino a destreggiarsi con abilità sui vari fronti della musica improvvisata.

Dopo l’esordio discografico nel 2009 e una notevole presenza nel Cd Cosm’ethic del gruppo Astral Travel di Tommaso Cappellato, la Obino ha atteso sino al 2016 per pubblicare il suo secondo disco da leader: Deep Changes, proprio con il gruppo CORdas. Questa formazione è andata incontro a diversi mutamenti dal 2011, anno della sua prima apparizione: inizialmente un trio con le chitarre di Enrico Terragnoli e Domenico Caliri, è diventata quartetto soltanto nel 2013 con l’aggiunta del violinista Dimitri Sillato, per poi raggiungere l’attuale configurazione nel 2014, con l’arrivo di Giancarlo Bianchetti. La stabilità dell’organico da allora ha permesso al gruppo di maturare le musiche approdate su Deep Changes: canzoni astratte, talvolta stralunate, espressioni della contemporaneità eppure anche radicate nella tradizione blues più profonda, nel dixieland, nell’arte del song statunitense (Hoagy Carmichael). In un tragitto tutt’altro che lineare, la voce della Obino incontra poi le musiche di Charles Mingus e Duke Ellington e soprattutto le peculiari arcate melodiche di Kurt Weill.

Informazioni

Jazz Network, tel. 0544 405666, fax 0544 405656,

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