Cuba: Back toThe Sunset di Dafnis Prieto

“Back To The Sunset” è il titolo dell’ultimo disco del musicista-compositore-batterista cubano Dafnis Prieto realizzato con una Big Band di 17 talentuosi strumentisti più tre special guest da novanta come il trombettista Brian Lynch (Track 1) e i sassofonisti Henry Threadgill (Track 4) e Steve Coleman (Track 6). L’album è pubblicato da Dafnison Music.com, la casa discografica di Prieto, che cura anche la promozione e vendita di questo progetto totalmente autogestito.

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Manhattan Transfer, senza età

12. maggio 2018 – 00:00No Comment
Manhattan Transfer, senza età

La sera del 10 maggio 2018 i jazzofili e gli appassionati senza etichette musicali dell’Emilia Romagna (e altri fan arrivati da fuori regione) la ricorderanno a lungo per la grandiosa e swingante performance del celebre quartetto vocale composto da Cheryl Bentyne, Alan Paul, Janis Siegel, Trist Curless.

Se la memoria non mi tradisce (ma è possibile, data l’età), non ricordo tanto entusiasmo (pubblico quasi in delirio fin dal primo brano), e per due ore tiratissime, al Teatro Alighieri nelle ultime quindici edizioni di Ravenna Jazz. Un successo nel successo, visto il tutto esaurito.
Il sodalizio di questi vocalist ha mostrato una freschezza davvero impressionante, incastri, vitalità e armonizzazioni vocali da brivido, spaziando nel ricchissimo e variegato repertorio (che è sempre stata una caratteristica degli album della band) lanciato da note dell’eponimo disco The Manhattan Transfer del 1975 e via via inanellando alcune delle pietre miliari incise in oltre quarant’anni di carriera (Vocalese, Extensions …). Con una prospettiva a trecentosessanta gradi, TMT ci hanno regalato alcune delle loro migliori rivisitazioni delle musiche del mondo con il filtro della jazz song, deliziando così il fantastico teatro ravennate. Che con il Ravenna Jazz ha visto le più prestigiose formazioni della musica afroamericana di tutti i tempi, ma stavolta ha cominciato a “scricchiolare” quando il quartetto (accompagnato da un trio eccellente, con una colonna portante come il pianista Yaron Gershovsky) ha intonato Tequila (sessantenne supercoverizzata, dopo i Champs se ne contano decine di versioni trasversali), una versione in bilico tra cha cha/mambo e salsa; poi l’apoteosi con Birdland e un paio di bis ripescando note tropicalizzate da Brasil. Bravi!Bravi! Bravi! Emozione palbabile degli artisti sul palcoscenico per le ovazioni, un tripudio!!! (gfg)

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