Cuba resiste, vademecum di Squillace

Scoprire lo spirito della gente di Cuba con una mission affidatagli a Lisbona da una ragazza tedesco-cubana. Questo in estrema sintesi il pretesto del viaggio alla base del reportage raccolto nel libro Cuba resiste firmato dal rocker-blogger-scrittore Massimiliano Squillace per i tipi di Infinito edizioni. Da tenere presente per un simpatico regalo natalizio, ma valido tutto l’anno per chi ha in vista un tour alternativo in questo attrattivo arcipelago caraibico.

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Cuba resiste, vademecum di Squillace

23. novembre 2018 – 16:52No Comment
Cuba resiste, vademecum di Squillace

Scoprire lo spirito della gente di Cuba con una mission affidatagli a Lisbona da una ragazza tedesco-cubana. Questo in estrema sintesi il pretesto del viaggio alla base del reportage raccolto nel libro Cuba resiste firmato dal rocker-blogger-scrittore  Massimiliano Squillace per i tipi di Infinito edizioni. Da tenere presente per un simpatico regalo natalizio, ma valido tutto l’anno per chi ha in vista un tour alternativo in questo attrattivo arcipelago caraibico.

Diciamolo subito: è una lettura facile, fresca, giovane che, con il pretesto di consegnare una collana di Kira, ci accompagna tra la gente e le strade di Cuba partendo dall’Avana per imboccare la strada per Matanzas, Varadero ma solo dopo aver partecipato allo storico concerto alla Ciudad Deportiva dei Rolling Stones, che come scrive l’autore Massimiliano Quillace “è stato la scintilla che ha acceso la luce di questo libro” concepito in un viaggio del 2016.  Si prosegue per Trinidad, Playa Ancon, Santa Clara, Moròn, da qui si attraversa il terrapieno che conduce a Cayo Coco, Cayo Guillermo, poi al festival del Cinema Povero di Gibara e giù giù fino al mirador di Guantanamo (per tentare di sbirciare nella base militare Usa), e infine alla meta di Siboney (una ventina di chilometri da Santiago de Cuba), dove è nato tra gli altri Compay Segundo (ricordate il leader dei nonnetti del Buena Vista Social Club?) e abita il padre dell’amica Kira, ossia il taxista cubano Nelson, soprannominato il tedesco. Che dopo la prevedibile cascata di lacrime riaccompagnerà il “postino” di tutta fretta in una vecchia auto americana del 1954 (Buick, Chevrolet o Pontiac, non è dato sapere) all’aeroporto José Martì della capitale percorrendo 900 km sulla Carretera Central e l’autopista (l’unica autostrada, dove transitano anche motorette, trattori e animali da traino), appena in tempo per imbarcarsi su un volo Aeroflot e rientrare a casa. Per concludere: il testo di Massimiliano Squillace (classe 1977) non è una guida turistica, ma un diario di viaggio  intelligente che aiuta a capire e a riflettere su com’era, com’è oggi e dove sta andando il Paese-spina nel fianco degli Stati Uniti, che sognano ancora di soffocare (nonostante la recente apertura di Barack Obama ma poi Trump ha rimesso in discussione gli accordi del suo predecessore con Raul Castro)  il socialismo tropicale che resiste dal 1959 e che lotta contro il bloqueo, l’ embargo economico e politico davvero anacronistico, condannato da tutto il mondo tranne l’amministrazione Usa e Israele.  Libro- reportage consigliato anche ai più navigati sul tema!!!. (Gfg)

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