CROSSROADS 2019: 100 giorni di jazz, latin e altro

Dal 28 febbraio al 7 giugno, giro del mondo con il festival Crossroads, che celebra la sua ventesima edizione con una cifra tonda e altisonante (100 giorni di musica), coinvolgendo oltre 500 artisti in più di 70 concerti, sparsi su tutto il territorio dell’Emilia-Romagna. Un vero festival itinerante non solo nelle scelte artistiche ma anche nel continuo spostamento da un estremo all’altro della regione passando per oltre venti comuni. Evento clou della rassegna: duetto Stefano Bollani e Gonzalo Rubalcaba

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CHANO POZO, 70° della scomparsa

3. dicembre 2018 – 22:03No Comment
CHANO POZO, 70° della scomparsa

CHANO POZO a 70 anni dalla morte, ma la sua rumba vive. Il 2 dicembre 1948, alle ore 22.15, al Rio Café & Lounge di Harlem veniva assassinato dal mulatto Eusebio Muñoz El Cabito (di origine portoricana) uno dei padri dell’odierno Latin Jazz: Luciano Pozo González, nato all’Avana il 7 gennaio 1915. 
Vediamo gli ultimi istanti di Chano di quel giovedì di dicembre di settant’anni fa. Chano si avvicina al juke box per ascoltare il suo Manteca, il brano più gettonato in quel momento. Sorride per il successo che sta riscuotendo, tamburella sul vetro del juke box, la sua mente si muove tra i quartieri dell’Avana per ritrovare i volti dei famigliari e degli amici più cari, e non si accorge dei rischi che sta per correre. E’ assorto nei suoi pensieri, una voce lo chiama, Chano si gira e il suo sguardo incontra quello de “El Cabito”, che estrae l’arma dalla tasca e a bruciapelo spara sette colpi sul cranio di Chano. Il tumbadór cubano cade a terra esanime tra rumori di bicchieri e la confusione degli avventori. Mario Bauzá e Machito (i primi ad accorrere al Rio Café) riescono finalmente a comunicare la tristissima notizia a Miguelito Valdés, ma le sue orecchie si rifiutano di credere a quelle parole tragiche. Il tamburo di Cuba è morto. Miguelito Valdés, sconvolto e incredulo della tragica fine di Chano, organizza una veglia funebre alla quale interverranno tantissime persone tra cui Duke Ellington, Count Basie, Dizzy Gillespie, Cab Calloway, Tito Puente, Machito, Bauzá e altri musicisti. Eppoi si incarica di far ritornare la salma di Chano all’Avana, dove oggi riposa nel Cimitero Cristobal Colón.
Così finì la vicenda terrena del re del tamburo afrocubano che stava conquistando New York. Ma la sua musica e il suo spirito rumbero vivono ancora oggi all’Avana e nel mondo.
Il grande merito (ma ne avrebbe altri) di Chano è stato quello di incorporare congas, canti e i ritmi afrocubani dentro il bebop. Dalla strettissima collaborazione e amicizia con Dizzy Gillespie nacque il Cubop. Musicista eclettico, abilissimo rumbero, ma anche prolifico compositore e tra i suoi brani troviamo: Blen blen, Pin Pin, Ampárame, Nagüe, Zarabanda. Ariñañara, Vamos a bailar la rumba, Guarachi Guaro, Cubana Be, Cubana Bop, Manteca, Tin Tin Deo eccetera. UN LIBRO FONDAMENTALE per conoscere e approfondire la vicenda di questo grande musicista che ha cambiato la direzione del jazz alla fine del Quaranta è la corposa biografia uscita (per ora solo in lingua spagnola) con il titolo CHANO POZO. La Vida (1915-1948) della bravissima ricercatrice cubana Rosa Marquetti Torres, che ha analizzato una quantità gigantesca di documenti, studiato aspetti finora sottovalutati e confrontato varie fonti per chiarire alcuni dettagli controversi sulla vita dell’artista. Inoltre è anche un TESTO OBBLIGATO per conoscere la storia del fenomeno musicale raccolto sotto l’ombrello del Latin Jazz. Il libro è pubblicato a Cuba dall’Editorial Oriente, mentre in Colombia è uscito per L’Editorial Iguana Ciega di Barranquilla.
(Grilli G.F.)

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