MICHEL CAMILO: “Essence”, 40 anni di jazz e latin

Il pianista e compositore dominicano Michel Camilo ha voluto festeggiare in grande stile la sua fortunata carriera producendo il suo 25° album come bandleader di una strepitosa big band di 18 musicisti. Con “Essence” (Resilience Music, 2019) sul mercato da ieri, é la terza volta che Michel incide come leader di una big band: le altre due occasioni furono One More (1994) e Caribe (2009), quest’ultimo registrato a Santo Domingo per celebrare un ritorno momentaneo alla sua terra.

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BLACK MUSIC per MIGRANTI

29. gennaio 2019 – 00:57No Comment
BLACK MUSIC per MIGRANTI

BLACK MUSIC per i MIGRANTI. Chi ama jazz, blues, r&b, black music, ritmi afrocubani, caraibici e sudamericani nel tempo ha maturato un legame affettivo indissolubile con l’Africa e le Americhe. Pertanto , di fronte a drammi e violenze che accadono da quelle parti (e che ci vede coinvolti) è ingiusto restare totalmente indifferenti, rassegnati e timorosi di esporsi con il pensiero verso leaders pressapochisti e boriosi. Marco Zurzolo dieci anni fa  si è mosso con MIGRANTI – Un mare di sogni (Egea).

Ripensando al fenomeno ho riflettuto un po’: si sa che i musicisti hanno dei privilegi, che i loro canti possono influire per dire basta o sostenere una causa per combattere le sofferenze, che la musica non è solo evasione e lanciata da un palcoscenico credibile può creare consapevolezza politica e sociale, può dir la sua su tolleranza e giustizia. Ad esempio, il poeta della salsa Ruben Blades fuori dai denti diceva ” alle persone che non sono sole”. Così, senza illudermi più di tanto, mi è tornato in mente un bellissimo disco di jazz afro-partenopeo di dieci anni fa: MIGRANTI – Un mare di sogni, firmato dall’ottimo sassofonista napoletano MARCO ZURZOLO (fratello del mitico bassista Rino Zurzolo della band di Pino Daniele). E’ una goccia in mezzo all’Oceano, è vero, ma lui l’ha messa, tocca ad altri seguirlo. Bene, senza pensare agli storici megaeventi contro la carestia in Africa, l’Apartheid. Live Aid, ecc…. non credete che sarebbe auspicabile la nascita di nuovi sacerdoti musicali per cantare e suonare in onore della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo delle Nazioni Unite? Per la pace…. e la fame nel mondo? Sì, avete capito capito bene: fame!!! perché la gente scappa dalle guerre e la moltitudine dalla miseria. E, come si diceva all’inizio, le musiche nate dall’intreccio di culture bianche e nere hanno i requisiti più di altre per cantare il problema dei razzismi al di qua e al di là dell’Atlantico. Marco Zurzolo nelle note di copertina affermava: “…non voglio entrare nel merito della politica dell’immigrazione che ancora oggi ha problemi immensi che potrebbero essere risolti con un po’ di buon senso….e dedico questa cd a tutti coloro che partono con la speranza che , “sull’altra riva”, via sia una vita dignitosa”. Ma a dieci anni di distanza le cose non sembrano affatto cambiate, la vita dignitosa è una chimera, e il buon senso non è sentimento dei governanti, purtroppo. Allora non ci resta che sperare e stimolare i musicisti, gli artisti per lavorare su questo fronte e magari offrirsi per nuove campagne musicali atte a focalizzare l’attenzione sui migranti di tutto il mondo, per le libertà, i diritti umani, la pace. Uno sponsor c’è già: Papa Francesco. E se vi sembra poco…. (gfg)

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