CD Novità: David Virelles, Igbó Alákọrin

CUBA/ David Virelles, trentacinquenne, uno dei pianisti più corteggiati nel panorama jazzistico newyorkese e di musica improvvisata a livello internazionale, ha da poco pubblicato l’album”Igbó Alákọrin- The Singer’s Grove, vol I e II “(PI Recordings – distr. Evolution), un sorprendente “volver”, ritorno particolareggiato alla tradizione afrocubana che piacerà agli appassionati di musica cubana e di latin.

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CD Novità: David Virelles, Igbó Alákọrin

6. gennaio 2019 – 23:23No Comment
CD Novità: David Virelles, Igbó Alákọrin

CUBA/ David Virelles, trentacinquenne, uno dei pianisti più corteggiati nel panorama jazzistico newyorkese e di musica improvvisata a livello internazionale, ha da poco pubblicato l’album”Igbó Alákọrin- The Singer’s Grove, vol I e II “(PI Recordings – distr. Evolution), un sorprendente “volver”, ritorno particolareggiato alla tradizione afrocubana che piacerà agli appassionati di musica cubana e di latin.

 

Dimenticatevi il Virelles sideman di Steve Coleman, Mark Turner, Ben Street, Chris Potter, Henry Threadgill, Tomasz Stanko , Andrew Cyrille oppure il Virelles dei progetti di musica contemplativa su tappeti ritmici ancestrali abakuà raccolti in «Continuum», «Mbókó», Gnosis, cd con musiche evocative che richiedono ripetuti ascolti per scoprirne l’essenza e le profonde radici afrocubane. Invece il nuovo disco “Igbó Alákọrin” rappresenta un fantastico omaggio a cantanti e musicisti della ricca tradizione musicale santiaguera e non solo, con 14 brani di splendenti melodie e ritmi contagiosi della gloriosa epoca d’oro della musica cubana, tra son, danzon oriental, chepinson, trova, ma anche cha cha cha, bolero, cinquillo e sonorità delle big band anni Quaranta/Cinquanta combinate con accenti e fraseggi jazz post-bop da incorniciare. In questo affascinante viaggio dentro la tradizione Virellese si è riservato soltanto un brano dove esplora virtuosamente con la dissonante e complicata cifra “newyorkese” la cultura sonera. Poi chiude sapientemente con quattro danzones accompagnato soltanto dal ritmo raschiato del güiro dello specialista Rafael Abalos.

Un atto d’amore verso la cultura musicale che l’ha formato e un bel riconoscimento ai veterani delle orchestre tipiche di Santiago e dell’Oriente cubano con qualche nota di nostalgia del passato. Atmosfera che nonostante il taglio diverso e più autentico ci ricorda il Buena Vista Social Club sia per il fatto che due leoni di tale fenomeno, Compay Segundo e Ibrahim Ferrer, sono cresciuti proprio nell’ambiente che il buon Virelles vuole preservare, e sia per il motivo che l’album è stato registrato in diretta presso gli storici studi Siboney-EGREM di Santiago, gli stessi dove fu registrato il primo e oramai immortale Chan Chan. Un bel colpo davvero per l’eccellente pianista-compositore David Virelles che corona così nel migliore dei modi il suo sogno, ovvero quello di mostrare le potenzialità della musica afrocubana di ieri e di riconoscenza agli antenati che hanno contribuito a definire la cubanìa, quell’identità culturale che dà al talentuoso artista la giusta energia per tentare di allargare gli orizzonti della musica. E i segnali, viste le tappe che sta bruciando, sembrano proprio molto incoraggianti. In sintesi: consigliamo questo

bellissimo cd, che è anche un ottimo tributo allo spirito indomito di Santiago come ci ricorda Canto a Oriente quando cita tra i suoi figli il poeta-eroe per la libertà dei popoli, Antonio Maceo e José Martì. (GFG)

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