Il Jazz di Bosso-Guidi & Brotherhood

Capita spesso al termine di un concerto di fare una faticaccia enorme per dare un nome a musiche e progetti di molti jazzisti. Non è stato così ascoltando al Torrione di Ferrara (6 novembre 2019) la “prima” di sei date del tour di The Revolutionary Brotherhood, il progetto del quintetto co-diretto da Fabrizio Bosso e Giovanni Guidi e completato da Francesco Bearzatti, Eric Wheeler e Joe Dyson.

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Brasile: João Gilberto, addio

8. luglio 2019 – 16:17No Comment
Brasile: João Gilberto, addio

João Gilberto, se ne va uno dei padri della bossa nova. La musica piange la perdita di uno dei suoi protagonisti degli ultimi sessant’anni. E’ morto il chitarrista-cantante dalla voce morbida- uno dei padri della bossa nova: João Gilberto. Aveva 88 anni. Assieme al geniale pianista-compositore Tom Jobim e al poeta Vinicius de Moraes, Gilberto contribuì a cambiare il corso della storia della musica popolare brasiliana, alla nascita della bossa nova e del jazz samba.

Il suo nome in particolare è legato a Chega de Saudade (basta con la nostalgia). E in sisntesi di questo si è a parlato su tutta la stampa mondiale. Molti hanno hanno evidenziato il grandissimo successo, Getz / Gilberto, album che ha venduto milioni di copie e ottenuto diversi Grammy Awards, e tra l’altro uno fra i dischi di jazz più venduti della storia. A proposito di questo album, e per capire come andavano e spesso vanno ancora ripartiti gli utili derivanti da alcuni progetti, e del modo come investire i guadagni vi riporto quanto descritto con chiarezza da Ruy Castro nel suo prezioso Chega de Saudadestoria e storie della bossa nova, volume che analizza tutto il fenomeno della bossa nova, il collegamento con la musica popolare brasiliana, la batida da Bossa nova (battuta sulla chitarra intrecciando armonia e ritmo ideata da João,) gli incontri con il jazz e i protagonisti principali e minori del mondo carioca e non solo. Il testo, ricchissimo di aneddoti, parlando del disco Getz/Gilberto, racconta: “Con il denaro guadagnato quando, nel luglio del 1964, il disco Getz/Gilberto fu finalmente lanciato, Stan Getz comprò una casa a Irvington, Stato di New York, che era appartenuta a Frances Gershwin, sorella del defunto George. Era una casa di ventitrè stanze in stile Via col vento, con colonne bianche sui due piani: mancava soltanto che fosse arredata dalla stessa Rossella O’Hara. Per la sua partecipazione allo stesso disco come una delle due star, João Gilberto ricevette 23.000 dollari nel primo trimestre e un paio di agognati Grammy come cantante e chitarrista, due statuette che conservò nell’armadio e che perse quando cambiò casa e dimenticò l’armadio”. Incredibile João, descritto come un personaggio complicato, spesso con problemi di salute da risolvere, che suonava quando e dove voleva e soltanto nella sua lingua, il portoghese, e soprattutto in tutto il suo primo periodo newyorkese (1963-1969). Gilberto non sembrava ragionare in termini di “carriera”, si accontentava spesso di ottenere il minimo per sbarcare il lunario, pagandone poi con il tempo le relative conseguenze.  Infatti João ha concluso la sua vita in solitudine a Rio de Janiero sabato 6 luglio 2019. Era nato nel 1931 a Jazeiro, nello Stato di Bahia, nel nord-est del Brasile dove apprese a suonare la chitarra con il Metodo Elementare Turuna che gli consentì di imparare le posizioni per accompagnarsi e armonizzare le voci dei compagni del suo primo gruppo. Poi a diciotto anni se ne andò a Salvador de Bahia in attesa di proseguire per Rio, dove si dedicò totalmente alla chitarra e al canto, alla musica popolare brasiliana, al samba e al jazz, espressioni che senza di lui sarebbero state più povere.

(GFG)

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