Miguel Zenón, Sulle tracce di MAELO

Senza mai perdersi nel generico sabor del Latin, il sassofonista jazz portoricano Miguel Zenón rimescola e jazzifica elementi culturali, tradizioni, citazioni e frammenti in un quadro vivificante e nuovo. Dopo i suoi dodici alcum da leader, era ormai arrivato il momento di dedicargli un’ampia retrospettiva. Una parte dell’enciclopedica intervista che segue è stata pubblicata su Musica Jazz, marzo 2020.

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Brasile: addio a Claudio Roditi

20. gennaio 2020 – 17:27No Comment
Brasile: addio a Claudio Roditi

Purtroppo, anche il grande trombettista carioca CLAUDIO RODITI non ce l’ha fatta a sconfiggere il cancro che stava combattendo da tempo. Il jazz, il latin jazz e la musica brasiliana piangono la scomparsa di uno dei più importanti trombettisti latin degli ultimi cinquant’anni scomparso nel New Jersey il 18 gennaio 2020 all’età di 73 anni.

Nato nel 1946 a Rio de Janeiro (suo padre Alberto era nato a Milano) è diventato un raffinatissimo melodista apprendendo l’arte ascoltando i chansonniers francesi, affascinato da Henri Salvador, Nat King Cole,  intraprese la strada del jazz influenzato inizialmente da due trombonisti, Raul De Souza e Edson Maciel, che furono tra i pionieri dei tentativi di fusione strumentale tra jazz, samba e baiao. Dopo aver studiato a Vienna e Città del Messico, nel 1970 entrò a perfezionarsi alla Berklee School of Music di Boston e dopo lunghe jam come Joe Henderson, Charlie Rouse, Herbie Mann, McCoy Tyner approdò nel gruppo del batterista cubano Ignacio Berroa, dove venne scoperto da Paquito D’Rivera. Che lo ingaggiò subito nel suo quintetto dove rimase per circa dieci anni diventandone poi amico fraterno e punto di riferimento per saperne di più di musica brasiliana.  In quel quintetto, tra l’altro, militava anche il pianista dominicano Michel Camilo. “Imparai moltissimo da Claudio Roditi – mi confermò Paquito in una intervista -, che è un compositore e un solista strepitoso, formidabile, e come pochi riesce a combinare be-bop con gli elementi della tradizionale musicale del Brasile. Oltretutto si tratta di una persona speciale con cui ho condiviso esperienze indimenticabili raccogliendo anche molto aneddoti divertenti che se vuoi ti racconto…” Intanto  Claudio si era stabilito a vivere a New York e solo  negli ultimi anni si trasferì nel New Jersey, ma New York era a un tiro di schioppo per i suoi contatti. Maturò anche esperienza importante nella Dizzy Gillespie United Orchestra in compagnia di altri nomi stellari da Arturo Sandoval a Danilo Perez, a Giovanni Hidalgo.  Per desumerne lo spessore e lo stile personalissimo (mescolando post bop, Lee Morgan, Clifford Brown, bossa nova, samba..) provate a immaginarlo tra Dizzy Gillespie e Arturo Sandoval alle trombe, più Paquito, Steve Turre, Airto Moreira, James Moody e altri. Come leader ha inciso numerosi splendidi album. Lo ricordiamo con tristezza della perdita e l’allegria della sua musica immortale che resta. Addio Claudio!

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