Cuba/ José Martí  en Nueva York

L’immortale José Martí jazzificato dal pianista-compositore cubano MANUEL VALERA. Di questo progetto si parla sul mensile Musica Jazz di novembre 2020. Sul numero di dicembre uscirà la seconda parte che completa il corposissimo articolo-intervista realizzato da Gian Franco Grilli.

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Marialy, Joo e un certo jazz trascurati dal pubblico: a torto!

6. settembre 2020 – 15:56No Comment
Marialy, Joo e un certo jazz trascurati dal pubblico: a torto!

Di ritorno dal festival itinerante Crossroads  con un po’ di immagini del formidabile concerto svoltosi il 5 settembre 2020 a La Tenda di Modena: sul palco, il duet dell’affascinante pianista Marialy Pacheco e del trombettista-vocalist-percussionista Joo Kraus. (+ reportage foto di Euriolo Puglisi)

 

Marialy Pacheco e Joo Kraus duet. In un formato così ridotto non é consentito fare miracoli ma questi due eccellenti musicisti ci sono andati molto vicini con una prestazione superlativa, purtroppo snobbata, trascurata dal pubblico dei jazzofili di Modena e dintorni, per lo meno: soltanto una ventina di persone (ma non era andata meglio a Bagnacavallo, stessa rassegna, per due ottimi olandesi, secondo fonti affidabili presenti). E per due talenti così è, a dir poco, preoccupante circa la crescita e diffusione di nuove sonorità jazz e la conoscenza di musicisti misconosciuti (ma con gli attributi) nella nostra Regione. Sarà la paura del Covid-19 (eravamo all’aperto e con giusti distanziamenti!)? Forse e ci sta. Sarà che di sabato si va meno ai concerti? Possibile. Sarà che la gente va ancora al mare? Probabile. Sarà… sarà… sarà quel che sarà….ma, senza offendere nessuno e da nessuna cattedra, una cosa certa da dire e che notiamo da tempo (e non solo al tempo del coronavirus) è questa: esiste tra i tanti jazzofili emiliani (parlo per il mondo che ho sotto controllo) abbastanza provincialismo e pigrizia culturale. Si seguono solo i grandi nomi internazionali, le icone (anche con le stampelle) e quei due o tre jazzisti nostrani, di moda, che rassicurano pubblico e gli organizzatori (per il sold out), quasi sempre.

Insomma, quando qualcheduno (ad. esempio, Crossroads) ti invita a guardare oltre il già noto e a fare scoperte sbalorditive (vedi anche Correggio Jazz con Ramon Valle e Omar Calvo) le risposte del pubblico sono deludenti, purtroppo. Fatta questa premessa, triste ma doverosa, il duo cubano-tedesco Pacheco- Kraus ha offerto una prova jazzistica di altissimo spessore con un pronunciato senso di innovazione delle musiche proposte, dall’immortale son-pregón El Manisero (cubano, di Moises Simon) alla song italiana jazzificata Estate (di Bruno Martino). In mezzo, omaggi a Sting, Keith Jarrett partendo però da una narrazione centrale di una parte fantastica della storia musicale di Cuba sintetizzata nello splendido danzòn Tres Lindas Cubanas (immancabile) e una combinazione elegantissima e sottile di conga con jazz fusion nel brano finale, non prima però di una toccantissima e profonda escursione nel blues di Marialy e affascinanti quadretti tra tromba, canto, effetti ritmici sussurrati ed elettronica del poliedrico e ultracreativo Joo Kraus. Bravissimi solisti in grado di rendere memorabili ogni espressione musicale. (gfg)

LE SEGUENTI 14 FOTO, STRAORDINARIE, di formato medio, SONO DEL FOTOGRAFO EURIOLO PUGLISI

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