JAMAICA JAZZ: Alexander MONTY

Concerto divertente di musica fascinosa con spunti ironici e un continuo susseguirsi di atmosfere e suggestioni sempre diverse dove jazz swing, blues e funk hanno fatto da cerniera per le escursioni caraibiche delle sapienti mani di Alexander Monty tra calypso, ska, soca, mento, e i colori dello steelpan che riecheggiano sugli ottantotto tasti bianchi e neri

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Fantàsia, crossover di jazz e altro

5. maggio 2022 – 00:42No Comment
Fantàsia, crossover di jazz e altro

Dopo Wood Tales (2021), il talentuoso contrabbassista jazz Jacopo Ferrazza pubblica  Fantàsia (con l’accento sulla sillaba centrale) per l’etichetta discografica Teal Dreamers Factory(2022), ulteriore prova di grande  vena creativa, esplorando, questa volta, il mondo dei sogni, le dimensioni surreali, oniriche, attraverso sonorità apparentemente distanti tra loro. Allo stesso tempo questo crossover accende luci delicate su angoli nascosti del vivere quotidiano di ognuno di noi, a partire dallo stesso Ferrazza. Un progetto artistico-culturale ad ampio spettro  mescolando jazz e molto altro.

Infatti il bravissimo bassista-compositore romano ci mette di fronte a un progetto di grande sinergia che supponiamo, al di là della funzione estetica,  voglia anche delineare meglio  la sua identità umana e la sua dimensione creativa. Diciamolo subito: per apprezzare le nove tracce di Fantàsia, album davvero sui generis,  è richiesta, a nostro avviso, all’ascoltatore tradizionale un’attenzione particolare invitandolo ad abbandonare per una volta i canoni “classici” a cui solitamente ricorriamo di fronte alle musiche di un jazzista.  Qui Ferrazza apre nuovi frontiere nel tentativo di mescolare linguaggi eterogenei e concetti diversificati attraverso composizioni musicali intrecciate a declamazioni extrasensoriali in lingua inglese. Una sorta di ricerca di completezza del musicista-compositore, dotato di spirito creativo abbastanza raro nell’ambiente jazz nostrano, che da un lato porta in scena delle dialoganti ambientazioni oniriche sia acustiche che elettroniche  e, dall’altro, sintassi di jazz e di classica,  accenti rock e mood di contemporanea, partiture e libertà compositiva istantanea.

Per fare tutto ciò Jacopo Ferrazza, cerniera musicale dell’ensemble, si è messo alla testa di un validissimo quintetto: Enrico Zanisi (pianoforte, synth) Alessandra Diodati (voce), Valerio Vantaggio (batteria), Livia De Romanis (violoncello) a cui si sono aggiunti per l’incisione di alcuni brani due ospiti speciali come il geniale trombettista Fabrizio Bosso (Ferrazza è membro del quartetto di Bosso) e l’esperto sassofonista Marcello Allulli.   Un progetto che,  osservando i titoli dei brani in scaletta,  cerca di scoprire i lati nascosti e inquieti del nostro vivere. E sarà una coincidenza, ma osservando le vicende belliche di queste settimane sembra, a chi scrive queste note, che il nostro artista sia dotato anche di un ‘olfatto’ potentissimo, presagendo pagine nere che stavano montando e oggi sotto gli occhi di tutti. Infatti La Course (il riferimento al soldato dello sbarco in Normandia) è purtroppo più che mai tragicamente attuale. Chiudiamo subito questa divagazione su un terreno pericoloso  per continuare invece  su quello musicale sottolineando che tutte le tracce dell’album sono interconnesse come una suite. In sintesi un riuscitissimo lavoro crossover, di forte impatto, dialogico, che va assaporato attentamente,  in bilico tra sonorità cameristiche e contemporanee, jazz e spunti rock,  acustiche (archi) ed elettroniche (synth e live electronics), parti scritte e improvvisate. Una continua sfida nel campo della sperimentazione e ricerca di questo giovane contrabbassista e abile compositore giunto alla sua quinta produzione con una “fusion” intrigante. (gfg)

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