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	<description>Associazione Italiana Rapporti Culturali Cuba e Caraibi</description>
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		<title>LEYDIS MENDEZ al Naima Club, venerdì 24 febbraio</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 21:59:34 +0000</pubDate>
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La sensazione è quella di trovarsi tutto ad un tratto all’Avana , magari alla Bodeguita ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La cantante-chitarrista cubana <strong>Leydis Mendez y su Carretera Central </strong>in concerto al Naima Club di Forlì, venerdì 24 febbraio. Inizio ore 22.<span id="more-3869"></span></p>
<p>La sensazione è quella di trovarsi tutto ad un tratto all’Avana , magari alla Bodeguita del Medio tra il fumo di sigari che invade l’aria divisi dal gruppo solo da un piccolo spazio fisico per ballare, quella strisciolina di pavimento che non manca mai in un locale dove suona un&#8217;orchestra di son tipico. Questa particolare atmosfera si respira negli spettacoli della bravissima artista cubana Leydis Mendez (cantante e chitarrista, diplomata al Conservatorio Nazionale dell&#8217;Avana) coadiuvata da virtuosi strumentisti, tra cui un dinamico tresero, un brillante flauto traverso e una tromba evocativa e  magistrale come quella di Mario Zivas. La sezione ritmica invece è affidata ai poliedrici percussionisti, Mr. Top ( bongo) e  Roberto Diaz (congas) a fianco di un energico bassista. Un tuffo negli intensi colori di Cuba, nella magia di quei suoni e di quelle canzoni che hanno reso celebri grandi interpreti come Benny  Moré, Celia Cruz, Compay Segundo, Antonio Mendez e i leggendari ottuagenari del Buena Vista Social Club.  Un concerto dove il ballo è un elemento fondamentale, un caleidoscopio di ritmi caraibici  per coinvolgere snob e salseri doc,  cultori di Cuba,  e romantici appassionati viaggiatori. Un serata latina imperdibile per melodie, sapori, colori e sensualità!</p>
<p>«<em>Il nuovo cd che uscirà nel corso del 2012, su etichetta AI Music (distr, EGEA), sarà una svolta musicale per Leydis Mendez, cantante e chitarrista cubana diplomata al Conservatorio Nazionale dell&#8217;Avana, la quale potrà finalmente dare forma ad un nuovo stile musicale. L&#8217;artista parte da </em><em>son</em><em> e rumba per elaborare uno stile moderno, capace di contaminare la tradizione cubana con </em><em> cumbia</em><em>, </em><em>tango</em><em> e un mix di elettronica. Nome di questo cocktail:</em> <strong>&#8220;ElectroAfroSon&#8221;».</strong></p>
<p>Comunicato Pigagency.</p>
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		<title>Cuba: l&#8217;abisso di Guillermo Rosales, esiliato totale</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Feb 2012 17:29:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Grilli</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La casa dei naufraghi </strong>(Fandango Libri – <a href="http://www.fandango.it/scheda.php/it/la-casa-dei-naufraghi/591">www.fandango.it</a>) è una lettura a dir poco folgorante per la sua crudezza nel raccontare in modo chiaro lo squallore di case di ricovero private in cui viene confinato il protagonista William Figueras, alter ego dell’autore dissidente cubano <strong><span style="font-weight: normal;">Guillermo Rosales</span><span style="font-weight: normal;">, </span></strong>scrittore, affetto da schizofrenia,<strong> </strong>suicidatosi negli Stati Uniti nel 1993 all&#8217;età di 47 anni.<span id="more-3801"></span></p>
<p><strong><a href="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2012/02/Rosales.png"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-3804" title="Rosales" src="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2012/02/Rosales-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a>Guillermo Rosales</strong>, figlio di diplomatici, negli anni Sessanta aveva viaggiato in Cecoslovacchia e URSS; all’Avana si distingueva come praticante giornalista e partecipava al clima di grande creatività rivoluzionaria tanto da riunire nella propria abitazione del Vedado nomi che sarebbero poi diventati delle figure nazionali importanti come il cantautore Silvio Rodriguez, lo scrittore Norberto Fuentes o l&#8217;intellettuale Víctor Casáus. Guillermito (William), ribelle a tutto e a tutti, fugge da Cuba nel 1979 e, via Madrid, l’anno dopo sbarca a Miami con una valigia piena  di edizioni rilegate dei Romantici inglesi e con il sogno nel cuore di potersi vedere pubblicate nella Grande America le sue opere censurate dal regime comunista cubano poichè <em>morbose, pornografiche e irriverenti verso il PCC </em>secondo il parere dei critici letterari fidelisti.</p>
<p>William a quindici anni aveva già letto Proust, Joyce, Miller, Hesse e Mann, ma presto si ammala di nervi, soffre di una grave schizofrenia che lo costringe ad essere ricoverato più volte,  prima a Cuba e poi a Miami. Qui, qualche mese dopo il suo arrivo tra i borghesi cubani della Piccola Havana, la zia gli consiglia come ultima alternativa una boarding home, a 300 dollari al mese, gestita da Curbelo, un paramedico speculatore che lucra sugli assegni sociali dei relitti umani rinchiusi in questa struttura disumana, la tomba di William e degli altri sfortunati naufraghi. Rosales non risparmia al lettore  alcun particolare del degrado che regna in quell’ambiente sporco, vomitevole, con puzze indescrivibili che impregnano le camere e i vestiti di scheletri viventi, uomini e donne rifiutati dalla società perbene nordamericana, società che l’esiliato William sperava fosse migliore rispetto a quella intollerabile di Cuba. William afferma “<em>non sono un esiliato politico, sono un esiliato totale…se fossi nato in Brasile, in Spagna o in Scandinavia sarei fuggito dalle vie di quei paesi”</em>. E questa ammissione toglierebbe alcuni facili pretesti a quanti invece hanno comunque voluto incasellare questo lavoro editoriale in chiave prettamente ideologica. Il testo merita attenzione per la dimensione universale che sa sa toccare con questa efficace prosa. La narrazione cruda, pulita e priva di fronzoli letterari di Rosales ha il pregio di scuotere il lettore fin dalle prime pagine con un paio di quadretti da incubo, di un&#8217;intensità tale che hai qualche dubbio se continuare a scendere con William in questo inferno latino per scoprire la vecchia decrepita Hilda (costretta a farsi penetrare da Arsenio, alcolista e vice di Curbelo), i ritardati mentali  Pepe e René,  Pino, il matto silenzioso, Reyes, il vecchio storto con un occhio di vetro che suppura un liquido giallognolo, l’omosessuale Tato, il nano Napoleon. Insomma, un posto senza luce né speranza. Un barlume di futuro, di ripresa della vita, di amore per William si affaccia invece per qualche giorno con l’arrivo di Francis, una inerme matta cubana dalle belle gambe che in gioventù partecipò alla campagna di alfabetizzazione sulla Sierra Maestra nell&#8217;Oriente di Cuba, esperienza rivoluzionaria che anche William contribuì a realizzare.</p>
<p>Un buon romanzo della diaspora cubana, ma non solo. Infatti è un racconto autobiografico sulla dimensione apocalittica della vita, su un mondo senza vie di scampo se finisci in quel girone dantesco.  Centoventi pagine che si leggono veramente d’un fiato poiché ti sembra di assistere a un mondo irreale, inverosimile, ma vero. Sono gli ultimi brandelli della vita di Guillermo Rosales, autore che si è suicidato nel 1993. Un libro e una storia verso cui non puoi restare indifferente. Come quando si parla o si ritorna da un viaggio a Cuba. <a href="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2012/02/Habana-Osp.-Psich.-orch.-pazienti-1981.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3807" title="Habana, Osp. Psich. orch. pazienti 1981" src="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2012/02/Habana-Osp.-Psich.-orch.-pazienti-1981-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>A questo proposito, e siamo in tema, questo volume mi ha riportato alla mente una mia lontana esperienza su un luogo che Rosales ha calpestato anni prima: il Mazorra, l’ospedale psichiatrico situato nei paraggi dell’aeroporto dell’Avana  che tra la fine anni Settanta/inizio Ottanta era un vero fiore all’occhiello della Sanità a Cuba. Visitando quella piccola cittadella, dotata di ottimi impianti sportivi, restai folgorato vedendo decorosi pazienti con occhi sofferenti impegnati nei laboratori artigianali di legno e oggettistica, nelle attività sportive e in quelle artistiche tanto da poter vantare una <span style="text-decoration: underline;">big band di 50 orchestrali-pazienti </span>(foto) che sfoderavano un repertorio di canzoni a ritmo di son, cha cha, mambo e bolero. Roba da restare a bocca aperta e da far invidia alle equivalenti e criticabilissime (posso dirlo) strutture italiane di anni fa. Rimango con il dubbio che Rosales (alla cui memoria va il pensiero di chi crede nella democrazia e nella giustizia) nella sua follia purtroppo non abbia avuto almeno qualche sprazzo di lucidità per vedere le differenze di trattamento ai malati mentali di un piccolo paese socialista, dittatoriale fin che si vuole,  come Cuba (sto parlando degli anni Ottanta, oggi non so dirvi come vanno le cose con precisione) e a quelli di più &#8220;fortunate&#8221; nazioni liberali e democratiche, come la Grande America o l’Italia dove ahimé&#8230; Bene, non dimentichiamoci che stiamo parlando di diritti primari e di rispetto per le persone. Se siamo d’accordo su questi fondamentali di una società civile, possiamo passare a discutere apertamente di regimi totalitari, di democrazia, di pluralismo, di diritti umani. Se invece questi ingredienti basilari vengono negati ai più deboli nei paesi ricchi e con libertà di parola,  be&#8217; allora gli sputasentenze di professione dovrebbero riflettere più a fondo prima di giudicare gli altri e i loro sistemi imperfetti.</p>
<p>Grilli G.F.</p>
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		<title>VOCES fa 13. Rivista clandestina presentata all&#8217;Avana</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Feb 2012 17:22:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Grilli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[VOCES (numero 13 - febbraio 2012), rivista cubana clandestina, diretta da Orlando Pardo Lazo e Yoani Sanchez, ieri sera è stata presentata all'Avana nella casa di Yoani (foto a fianco) e include anche un articolo  di Gordiano Lupi, unico autore straniero in una testata di soli cubani. L'articolo di Lupi, che vi proponiamo in italiano e spagnolo, racconta la vita esule di Guillermo Cabrera Infante (1929-2005).  Voces è scaricabile al link che trovate in fondo al pezzo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>VOCES</strong> (numero 13 &#8211; febbraio 2012), rivista cubana clandestina, diretta da Orlando Pardo Lazo e Yoani Sanchez, ieri sera è stata presentata all&#8217;Avana nella casa di Yoani (foto a fianco) e include anche un articolo  di Gordiano Lupi, unico autore straniero in una testata di soli cubani. L&#8217;articolo di Lupi, che vi proponiamo in <span style="text-decoration: underline;">italiano e spagnolo</span>, racconta la vita esule di Guillermo Cabrera Infante (1929-2005).  <strong>Voces</strong> è scaricabile al link che trovate in fondo al pezzo.</p>
<h3><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Verdana, Helvetica, Arial;"><span style="font-weight: normal;"><br />
</span><span id="more-3812"></span></span></span></h3>
<h2><strong>Da Gibara a Londra – La vita esule di Cabrera Infante</strong></h2>
<p>Guillermo Cabrera Infante nasce a Gibara il 22 aprile del 1929, povera cittadina della provincia di Oriente che ancora non ha scoperto il fascino del <em>cinema povero</em> di Humberto Solás. Negli anni Trenta a Gibara tutto è povero, non serve un festival cinematografico, si respira miseria frammista al profumo di salmastro che proviene dal lungomare. Oceano Atlantico, testa del Caimano che spinge le fauci in un caldo mare tropicale, diventerà  provincia di Holguín, ma adesso territorio di confine, sperduto paese lambito da venti orientali e da inclementi tempeste di pioggia. Guillermo Cabrera fa il giornalista e trasmette al figlio insieme al nome di battesimo anche la passione per la scrittura. Zoila Infante è la sua compagna di vita e di lotta politica, ché nella piccola cittadina di Gibara sono proprio loro i coraggiosi ad aprire una sezione del Partito Comunista, fondato all’Avana nel 1925 da un romantico personaggio come Julio Antonio Mella. Non è la stagione ideale per essere comunisti, sono gli anni di Machado, il dittatore più terribile della storia di Cuba. I coniugi Cabrera Infante vengono arrestati nel 1936, imputati di attività sovversive, insieme al figlioletto che ha soltanto sette anni e deve conoscere per qualche giorno i rigori d’una prigione. La polizia provinciale della dittatura <em>machadista</em> sono le temute Guardie Rurali, che entrano in casa Infante e fanno man bassa, armi alla mano, catturano la madre e il fratello, distruggono mobili e suppellettili, bruciano libri e incartamenti di partito. Il padre non è in casa, ma si consegnerà alla polizia di Santiago &#8211; cinquecento chilometri a sud-ovest di Gibara &#8211; appena saprà dell’arresto della moglie, mentre il bambino verrà affidato ai nonni fino al giorno della liberazione.</p>
<p>Gibara comincia a stare stretta alla famiglia di Guillermo, la provincia non è il posto ideale per portare avanti la lotta politica, ma soprattutto non va bene per l’educazione culturale d’un figlio così promettente. L’Avana sembra la scelta giusta, vissuta come un sogno lontano, grande città affacciata sull’Oceano Atlantico, delimitata da un muro in granito, tra il mare e i sogni lontani.</p>
<p>Siamo nel 1941, Guillermo ha soltanto dodici anni quando vede per la prima volta L’Avana, città della sua formazione culturale e umana con la quale sarà sempre legato da un rapporto indissolubile. Frequenta la scuola secondaria quando un professore gli parla per la prima volta dell’Odissea, racconta il ritorno di Ulisse a Itaca e cita l’episodio del cane Argo che nel rivederlo muore per la felicità. Guillermo si emoziona moltissimo, non ha mai sentito una storia così bella, è la spinta decisiva per farlo cominciare a interessare di letteratura. Al liceo il giovane Cabrera Infante è un valente studente di storia della letteratura, non soltanto spagnola e cubana, ma di ogni tempo e latitudine. Nel 1947 s’imbatte ne <em>El Señor Presidente</em>, grande romanzo di Miguel Ángel Asturias, e decide di fare una sorta di parodia del capolavoro scrivendo un racconto con lo stesso titolo. Ha soltanto diciotto anni, ma riesce a usare gli stessi elementi letterari che Asturias inserisce nel testo, soprattutto ripetizioni, suoni, sillabe, assonanze, imitando lo stile. Guillermo lo spedisce a <em>Bohemia</em>, la rivista più popolare di Cuba, quasi come un gioco e con grande sorpresa vede pubblicare quello che lui stesso definisce uno scherzo letterario. Comincia la sua avventura tra le parole, che con il tempo si trasformerà in una professione, ma forse è meglio dire un’ossessione. Sì, perché la croce di uno scrittore è proprio quella di non poter passare una sola giornata senza aver scritto qualcosa, che sia un articolo, un pensiero, una riflessione, una pagina di romanzo, un racconto. Non ha importanza cosa, ma l’importante è scrivere.</p>
<p>Nel 1947 Guillermo ha soltanto diciotto anni, vive le strade d’una capitale sconosciuta e famelica che così bene descriverà nelle pagine de <em>L’Avana per un infante defunto</em>, ama scrivere racconti e come tutti i ragazzi non sa cosa farà della sua vita. La sua prima scelta universitaria si dirige verso la facoltà di medicina, ma la corregge presto perché la materia non fa per lui, così portato al ragionamento letterario, alla giocosa intuizione della parola. Nel 1950 si iscrive alla facoltà di giornalismo &#8211; a Cuba esisteva ed esiste ancora oggi pure se a un italiano può sembrare impossibile &#8211; seguendo le orme del padre. Comprende che il suo mondo sono il cinema e la letteratura, due amori che lo accompagneranno per tutta la vita, forse i soli amori che non tradirà mai perché con le donne non sarà altrettanto fedele.</p>
<p>A Cuba cade Machado e prende il potere Fulgencio Batista &#8211; un sergente mulatto che si autonominerà generale &#8211; in un primo tempo grazie a libere elezioni e sostenuto dal Partito Comunista, poi grazie al golpe più rapido della storia di Cuba, portato a termine a bordo di quattro auto con l’aiuto di diciassette ufficiali. Il Partito dell’Azione Unificatrice (PAU) che fa capo a Batista auspica da tempo l’imposizione di una dittatura per riportare ordine nel paese. Batista prende il potere senza spari e senza ostilità, si proclama capo di Stato senza spargere una goccia di sangue, al termine di quello che i cubani chiamano ironicamente come “il golpe del <em>sun-sun</em>”, alludendo a una canzone che parla del <em>sun-sun</em>, un discreto uccellino mattiniero. Gli scrittori non sono mai simpatici ai dittatori, rappresentano dolorose spine nel fianco, perché  <em>il potere è come una droga e ubriacarsi di storia può essere il suo effetto peggiore</em>. Sono parole del grande poeta cubano José Maria Heredia, morto in esilio dopo aver lottato per una Cuba libera, ma vanno bene per ogni tempo. “Nessuna poesia rovescerà mai un tiranno. Ma gli lascia un segno, a volte indelebile”, aggiunge.</p>
<p>Guillermo Cabrera Infante scrive e lascia segni indelebili sulla pelle del tiranno, è il suo compito, la sola cosa che sa fare. Nel 1952 scrive un racconto che non piace ai censori del regime, lo considerano osceno e lo sequestrano su tutto il territorio nazionale. Guillermo come pena accessoria si vede proibire la possibilità di firmare opere di narrativa, articoli e saggi, divieto che aggira ricorrendo allo pseudonimo di G. Caín, desunto per contrazione dal suo vero nome. Il cinema diventa il suo amore più grande, forse affascina lo scrittore più della stessa letteratura, perché le immagini esprimono con immediatezza le sensazioni. Nel 1954, Guillermo diventa il giovane critico cinematografico della rivista <em>Carteles</em>, come racconta nel romanzo autobiografico <em>Cuerpos divinos</em>, uscito postumo per merito di Miriam Gómez, la seconda moglie. Firma i pezzi con lo pseudonimo che ormai lo caratterizza e che non abbandonerà mai, perché in futuro scriverà sceneggiature cinematografiche come G. Caín. <em>Carteles</em> sarà parte integrate della sua giovinezza, la redazione della rivista lo accoglierà fino al 1960 e sarà proprio da lì che porterà avanti amicizie e incontri sentimentali, unendo lavoro e passioni come <em>leitmotiv</em> della sua vita.</p>
<p>Marta Calvo è la prima moglie che sposa nel 1953 e dal matrimonio nascono le due figlie Ana e Carola, ma nel 1958 conosce l’amore della sua vita, l’attrice cubana Miriam Gómez, che sposa nel 1961, dopo aver divorziato dalla prima moglie. Non è un esempio di fedeltà Guillermo, prerogativa di molti cubani, ma Miriam Gómez sarà la sua compagna per tutta la vita, dobbiamo alla sua lungimiranza se possiamo leggere <em>Cuerpos divinos</em>, nonostante il romanzo racconti storie di tradimenti e di rapidi amori vissuti dallo scrittore con affascinanti ragazze avanere.</p>
<p>Guillermo Cabrera Infante è figlio di comunisti, odia Batista con tutto il cuore, lo considera un dittatore incolto e arrogante, appoggia la Rivoluzione e pensa che i <em>barbudos</em> di Fidel Castro porteranno una ventata d’aria nuova in una realtà asfittica. Per alcuni anni le cose vanno bene, viene nominato direttore del Consiglio Nazionale della Cultura, dirigente dell’Istituto del Cinema e vice direttore della rivista <em>Revolución</em>, diretta da Carlos Franqui. Cabrera Infante dirige il supplemento letterario, il mitico <em>Lunes de Revolución</em> che ancora oggi è ben impresso nell’immaginario collettivo se si pensa che un giovane cubano come Orlando Pardo Lazo intitola il suo irriverente blog <em>Lunes de Post Revolución</em>. La rivista e il suo supplemento sono destinate alla chiusura. Troppo indipendenti e idealiste, lontane anni luce dalle idee di Fidel Castro che non tiene in nessun conto le istanze di libertà e di sviluppo culturale. L’intellettuale deve restare nel solco tracciato dalla Rivoluzione, come avrebbe capito alcuni anni dopo anche Heberto Padilla, condannato e isolato per il coraggioso <em>Fuera del juego</em>. Tra Guillermo Cabrera Infante e il regime instaurato da Fidel Castro non può che esserci una breve luna di miele, al termine della quale i sogni si trasformeranno in realtà e ognuno prenderà la sua strada. Un cortometraggio del 1960 che descrive il modo di divertirsi di un gruppo di avaneri è la pietra dello scandalo, perché è girato da Orlando Jiménez Leal e da Sabá Cabrera, fratello dello scrittore. Fidel Castro non lo apprezza, non ha scopi didattici, non serve a educare alla rigida morale comunista, anzi, mostra al pubblico comportamenti riprovevoli. Nel 1961 il cortometraggio viene sequestrato e proibito, così Guillermo vive nei panni del fratello una situazione negativa già provata sulla sua pelle ai tempi di Batista. Si rende conto che la censura esiste ancora, purtroppo, forse più forte di prima, la sola differenza è che altri detengono il potere, ma gli intellettuali danno sempre fastidio. Guillermo polemizza con la decisione sulle pagine di <em>Lunes de Revolución</em>, ma ottiene l’effetto che la rivista viene fatta chiudere al più presto. Fidel ha già pronto il quotidiano del partito unico che si chiamerà <em>Granma</em> e il supplemento settimanale <em>Juventud Rebelde</em>, anima dei giovani comunisti. Sarà questa la nuova stampa cubana, insieme a <em>Trabajadores</em>, rivista del sindacato unico, chiusa a ogni libera espressione del pensiero e orientata da direttive governative.</p>
<p>Gli intellettuali non godono di nessuna libertà con la Rivoluzione. Fidel Castro lo dice con chiarezza in una frase del famoso discorso <em>Parole agli intellettuali</em>, pronunciato il 30 giugno 1961: “All’interno della Rivoluzione è consentito tutto. Fuori della Rivoluzione, niente!”. Di fatto questa frase sancisce l’esilio di Guillermo Cabrera Infante, inviato a Bruxelles come addetto culturale dell’ambasciata cubana perché scomodo in patria. In Belgio scrive <em>Un oficio del siglo XX</em> (1963), vive per tre anni nella capitale insieme alle due figlie e alla seconda moglie Miriam Gómez. Certo, il Belgio per un cubano sembra proprio <em>l’altra faccia della Luna</em>, ma lui accetta la nuova destinazione di buon grado. Torna a Cuba nel 1965, in seguito alla morte improvvisa della madre, ma viene arrestato dal controspionaggio e trattenuto a Cuba per quattro mesi. Guillermo si rende conto di quanto sia cambiata L’Avana, trasformata dalla dittatura in una città triste, percorsa da uomini e donne che vagano senza meta come zombi. Non riconosce più quella città piena di luci e di vita che aveva lasciato per trasferirsi a Bruxelles. Comprende che non potrà più vivere a Cuba e gli resta come unica scelta un esilio definitivo. Vive a Madrid e a Barcellona, ma la Spagna non è il luogo ideale, perché governa un dittatore come Franco, che non lo vede di buon occhio. La scelta definitiva è Londra, così diversa dalla sua Avana, ma almeno è una terra libera, dove si parla una lingua sconosciuta che imparerà così bene da poter scrivere romanzi e articoli in inglese. Cabrera Infante si sente solo senza la sua gente, perché ama il popolo cubano come fa capire in <em>Tre tristi tigri</em>, un romanzo di complessa lettura, scritto nei diversi dialetti che si parlano a Cuba, facendo ricorso a una serie di giochi di parole e di significati che si rincorrono tra loro. L’autore ama questo modo di scrivere e lo utilizza per far capire il profondo legame con la terra che l’ha generato, un’isola che fa del caos il suo stile di vita, abitata da persone che affrontano l’esistenza con disinvoltura, senza programmi, burlandosi della realtà, invece di accettarla drammaticamente, trasformandola in un’occasione per sorridere.</p>
<p>Nel 1968 la rivista <em>Primera Plana</em> realizza una serie di interviste a scrittori latinoamericani che vivono in Europa ed è in quella occasione che Cabrera Infante esprime pubblicamente le sue perplessità sulle contraddizioni di Cuba e del castrismo. È la prima volta che racconta il suo nuovo incontro con un’Avana triste e sgradevole, ma lo fa con la stampa internazionale e la cosa non passa sotto silenzio in patria. Cabrera Infante è espulso dall’Unione degli Scrittori e degli Artisti di Cuba (UNEAC) e dichiarato traditore della patria. Lo scrittore ha deciso che il suo futuro dovrà essere libero da vincoli e da regimi assoluti, la sola cosa che gli interessa è potersi esprimere senza remore di sorta. L’ostracismo di Fidel Castro serve soltanto a rendere amaro il suo soggiorno distante che si protrarrà fino alla morte.</p>
<p>Nel 1968 pubblica a Londra <em>Tres tristes tigres</em> (<em>Tre tristi tigri</em>), primo romanzo di successo, da lui definito scherzosamente <em>TTT</em> e in origine intitolato <em>Ella cantaba boleros</em> (<em>Lei cantava boleri</em>). Il romanzo è una nuova versione leggermente modificata del vecchio lavoro <em>Vista del amanecer en el trópico</em> (<em>Visione di un’alba tropicale</em>) e si caratterizza per l’uso ingegnoso del linguaggio che introduce molti <em>cubanismi</em> presi dal parlato, oltre a basarsi su continui riferimenti e citazioni di altre opere letterarie. <em>Tre tristi tigri</em> racconta la vita notturna di tre giovani nell’Avana del 1958, ma nonostante tutto l’opera viene qualificata dal governo cubano come controrivoluzionaria e vietata su tutto il territorio nazionale. Il destino di un vero scrittore è quello di essere inviso al potere, Cabrera Infante non fa eccezione alla regola e come novello Heredia lascia un segno indelebile sul volto del tiranno.</p>
<p>La vita di Cabrera Infante scorre nella grigia Londra tra le passioni di sempre, scrittura e cinema, abbozza sceneggiature, scrive <em>The Lost City</em>, il film della sua vita realizzato da Andy Garcia che non farà in tempo a vedere. Non tornerà mai più a Cuba, fedele come pochi alle sue idee e a una rigida dirittura morale. Vive per le sue opere e per il cinema, polemista eccellente, ironico manipolatore del linguaggio, lavoratore infaticabile della parola.</p>
<p>Nel 1970 l’amore tra Guillermo Cabrera Infante e il cinema diventa realtà consolidata perché lo scrittore si trasferisce a Hollywood dove si dedica a sceneggiature interessanti come quella del film tratto da <em>Sotto il vulcano</em> di Malcom Lowry, ma la sceneggiatura della sua vita è dedicata a un’isola che non rivedrà. Nel 1972, <em>Tre tristi tigri</em> viene tradotto in inglese ed è pubblicato<em> </em>a<em> </em>Londra con il titolo<em> Three</em> <em>trapped tigers</em>. Forse il riconoscimento letterario è un’anticipazione della cittadinanza britannica che ottiene nel 1979, anche se la sua opera fondamentale si apprezza a fondo soltanto in spagnolo.</p>
<p>Il Premio Cervantes che gli viene assegnato nel 1997 riconosce la sua grandezza nell’ambito della letteratura ispanica e non ci sono dittatori né ostracismi che tengano. Cabrera Infante è uno dei più grandi scrittori di tutti i tempi che si sono espressi in lingua spagnola. Nel 2003 fa in tempo a ottenere il Premio Internazionale della Fondazione Cristóbal Gabarrón per la letteratura. Poi la salute non lo assiste, viene ricoverato più volte al Chelsea and Westminster Hospital di Londra in seguito alla frattura di un’anca. In ospedale contrae una setticemia e muore proprio di quella malattia, il 21 febbraio del 2005, all’età di 75 anni. A Cuba non viene neppure data la notizia della sua morte, ma verrà il giorno in cui qualcuno dovrà fare i conti con la storia e riparare a troppi torti.</p>
<p>“Mi spinsero alla fuga la svolta totalitaria, la censura, i processi e le condanne contro gli oppositori politici che avevano partecipato alla guerriglia. Come molti cubani credetti nelle buone intenzioni di Castro fino a quando, dopo averle promesse per aprirsi la strada verso il potere, disse che le elezioni democratiche erano superflue. Tardai qualche anno nel disfarmi dei legami perché è molto più difficile abbandonare il proprio paese che rinunciare all’appartenenza a un partito. E, per me, a quell’epoca, uscire dal partito poteva significare solo l’esilio, un lunghissimo esilio”.</p>
<p><strong>Gordiano Lupi</strong></p>
<p><strong>www.infol.it/lupi</strong></p>
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<p><strong><!--StartFragment--><span style="color: #0000ff;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Calibri, Verdana, Helvetica, Arial;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://vocescuba.files.wordpress.com/2012/02/voces13.pdf">http://vocescuba.files.wordpress.com/2012/02/voces13.pdf</a></span></span></span></span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #0000ff;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Calibri, Verdana, Helvetica, Arial;"><span style="text-decoration: underline;">***************</span></span></span></span></strong></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #000000;">versione articolo di Lupi in spagnolo</span></span></span></p>
<p><strong>De Gibara a Londres – La vida exilada de Cabrera Infante</strong><strong> </strong></p>
<p>Guillermo Cabrera Infante nace en Gibara el 22 de Abril de 1929, en una pobre pequeña ciudad de la provincia de Oriente que todavía no ha descubierto la fascinación del <em>cine pobre </em>de Humberto Solás.</p>
<p>En los años Treinta en Gibara todo es pobre, no sirve un festival de cine, se respira miseria mezclada al perfume salobre que llega del paseo marítimo Océano Atlántico, cabeza del Caimán que empuja las fauces en un caliente mar tropical, se convertirá en provincia de Holguín, pero ahora territorio de confín, remoto país acariciado por vientos orientales y por inclementes tormentas de lluvia.</p>
<p>Guillermo Cabrera hace el periodista y transmite a su hijo junto al nombre de bautizo la pasión por la escritura también. Zoila infante es su compañera de vida y de lucha política, en la pequeña ciudad de Gibara son ellos mismos los intrépidos que abren una sección del Partido Comunista, fundado en La Habana en 1925 por un personaje romántico como Julio Antonio Mella.</p>
<p>No es la temporada ideal para ser comunista, son los años de Machado, el dictador más horrible de la historia de Cuba. La pareja Cabrera Infante es detenida en 1936, acusada de actividades subversivas, con su hijito que solo tiene siete años y que por algunos días tiene que conocer la inclemencia de una prisión. La policía provincial de la dictadura <em>machadista</em> son las temidas Guardias Rurales, las que entran en casa de Infante y hacen tabla rasa, armas en las manos, capturan la madre y el hermano, destruyen muebles y enredes domésticos,  queman libros y expedientes de partido.</p>
<p>El padre no está en casa, pero se entregará a la policía de Santiago- quinientos kilómetros a sur-oeste de Gibara – en cuanto sepa de la detención de su mujer, mientras el niño será encomendado a los abuelos hasta el día de la liberación.</p>
<p>Gibara empieza a quedar estrecha a la familia de Guillermo, la provincia no es el lugar ideal para seguir con la lucha política, pero sobre todo no está bien para la educación cultural de un hijo tan prometedor. La Habana parece ser la elección justa, vivida como un sueño lejano, grande ciudad asomada al Océano Atlántico, acotada por un muro de granito, entre el mar y los sueños lejanos.</p>
<p>Estamos en el 1941, Guillermo tiene solamente 12 años cuando por primera vez ve a La Habana, ciudad de su formación cultural y humana con la que siempre quedará atado por un vínculo indisoluble. Atiende la escuela secundaria cuando por primera vez un profesor le habla de la Odisea, cuenta el regreso de Ulises a Ítaca y cita el episodio del perro Argos que se muere por la felicidad de volver a ver su patrón. Guillermo se emociona muchísimo, nunca había escuchado una historia tan bella, es el estímulo decisivo para que empiece a interesarse en la literatura.</p>
<p>En el bachillerato el joven Cabrera Infante es un eficiente estudiante de historia de la literatura, no solamente española y cubana, sino de todos los tiempos y latitud. En 1947 se topa con <em>El Señor Presidente, </em>grande romance de Miguel Ángel Asturias, y decide hacer una suerte de parodia de la obra maestra escribiendo una narración con el mismo título. Tiene sólo dieciocho años, pero puede utilizar los mismos elementos literarios que Asturias introduce en el texto, sobre todo repeticiones, sonidos, sílabas, asonancias, imitando el estilo.</p>
<p>Guillermo lo envía a <em>Bohemia</em>, la revista más popular de Cuba, casi como un juego y con grande sorpresa ve publicar su pequeña broma literaria.<em> </em>Empieza su aventura entre las palabras, que con el tiempo se convertirá en una profesión, quizás sería mejor decir en una obsesión. Ya, porque la cruz de un escritor es precisamente el no poder transcurrir un solo día sin haber escrito algo, que sea un artículo, un pensamiento, una reflexión, una página de romance, una narración. No tiene la mínima importancia cual cosa, el importante es escribir.</p>
<p>En 1947 el pequeño Guillermo solo tiene dieciocho años, vive las calles de una capital desconocida y famélica que tan bien describirá en las páginas de <em>La Habana para un infante Difunto, </em>ama escribir relatos y como todos lo chicos no sabe lo que hará de su vida. Su primera opción universitaria se dirige hacia la facultad de medicina, pero la corrige pronto porque la materia no es para él, tan inclinado al razonamiento literario, a la jocosa intuición de la palabra. En 1950, Guillermo se matrícula en la facultad de periodismo – en Cuba existía y existe hoy en día también aunque a un italiano pueda parecer algo imposible- siguiendo las huellas de su padre. Entiende que su vida son el cine y la literatura, dos amores que lo acompañarán para toda su vida, quizás los únicos amores que nunca traicionará, con las mujeres no será tan fiel.<em> </em></p>
<p>En Cuba cae Machado y se impone en el poder Fulgencio Batista &#8211; un sargento mulato que se autonombrará general – en un primer tiempo gracias a las libres elecciones y a el apoyo del Partido Comunista, luego gracias al golpe más rápido de la historia, llevado a cabo arriba de cuatro coches con la ayuda de diecisiete oficiales.</p>
<p>El partido de Acción Unificadora (PAU) que hace cabo a Batista auspicia desde tiempo la imposición de una dictadura para que se instaure otra vez el orden en el país. Batista sube al poder sin disparos ni hostilidades, se proclama jefe de Estado sin esparcir ni una gota de sangre, al final de lo que los cubanos con ironía llaman “el golpe del <em>sun-sun</em>”, refiriéndose a una canción que habla del <em>sun-sun</em>, un discreto pajarito madrugador. Los escritores nunca quedan simpáticos a los dictadores, son dolorosas espinas clavadas en las espaldas, <em>porque el poder es como una droga y emborracharse de historia puede ser su efecto peor.</em> Son palabras del grande poeta cubano José Maria Heredia, muerto en exilio después de haber luchado por una Cuba libre, pero quedan bien en cualquier tiempo. “Ninguna poesía volcará nunca un tirano. Pero le deja un señal, a veces indeleble”, añade. Guillermo Cabrera Infante escribe y deja señales indelebles en la piel del tirano, es su tarea, lo único que sabe hacer. En 1952 escribe un relato que no gusta a los censores del régimen, lo consideran obsceno y lo secuestran en todo el territorio nacional. Guillermo como pena ulterior ve prohibirse la posibilidad de firmar obras de narrativa, artículos y ensayos, prohibición que evita haciendo recurso a lo seudónimo de G. Caín, obtenido de la contracción de su verdadero nombre.  El cine se convierte en su amor más grande, quizás fascina el escritor más de la misma literatura, porque las imágenes expresan con inmediatez las sensaciones. En 1954, Guillermo se convierte en el joven crítico de cine de la revista <em>Carteles</em>, como cuenta en el romance autobiográfico <em>Cuerpos divinos</em>, publicado póstumo gracias a su segunda mujer. Firma las piezas con el seudónimo que ahora lo caracteriza y que no abandonará nunca, dado que en futuro firmará las escenografías cinematográficas como G. Caín. <em>Carteles será </em>una pieza importante de su juventud, la redacción de la revista lo acogerá hasta el 1960 y será precisamente a partir de allí que tendrá nuevas amistades y encuentros sentimentales, juntando trabajo y pasiones como <em>leitmotiv</em> de su vida. Marta Calvo es la primera mujer que casa en 1953, del matrimonio nacen dos hijas, Ana y Carola, pero en 1958 conoce el amor de su vida, la actriz cubana Miriam Gómez, que casa en 1961, después de haber divorciado de su primera pareja. No es un ejemplo de fidelidad Guillermo, prerrogativa esta de muchos cubanos, pero Miriam Gómez será su compañera por toda la vida y debemos a ella la publicación de <em>Cuerpos divinos</em>, a pesar de que el romance cuente historias de traiciones y fugaces amores vividos por el escritor con fascinantes muchachas habaneras. Guillermo cabrera es hijo de comunistas, odia a Batista con todo su corazón, lo considera un dictador inculto y arrogante, apoya a la Revolución y piensa que lo <em>barbudos</em> de Fidel Castro llevarán un aliento de aire nuevo en una realidad asfixiante. Por algunos años las cosas van bien, recibe la nomina de director del Consejo Nacional de la Cultura, gerente del Instituto de Cine y vice director de la revista <em>Revolución</em>, dirigida por Carlos Franqui. Cabrera Infante dirige el suplemento literario, el mítico <em>Lunes de Revolución</em> que hoy también queda  bien imprimido en el imaginario colectivo si se piensa que un joven cubano como Orlando Pardo Lazo titula su blog <em>Lunes de Post Revolución</em>.</p>
<p>La revista y el suplemento cerrarán. Demasiado independientes e idealistas, lejos de las ideas de Fidel Castro, que no considera las instancias de libertad o de desarrollo cultural. El intelectual tiene el obligo de quedarse en el binario marcado por la Revolución, como también entenderá años después Herberto Padilla, condenado y aislado por el coraje de su <em>Fuera del juego</em>. Entre Guillermo Cabrera Infante y el régimen de Fidel Castro hay sólo una breve luna de miel, al final de la cual cada uno seguirá por un camino distinto. Un cortometraje de 1960 que dibuja la diversión de un grupo de habaneros es el elemento que provocará la ruptura, porqué rodado por Orlando Jiménez Leal y Sabá Cabrera, hermano del escritor. A Fidel no le gusta, no tiene intentos didácticos, no sirve para educar a la rígida moral comunista, más bien describe la mala conducta de la sociedad habanera. En 1961 el cortometraje es secuestrado y prohibido, así que Guillermo revive, en la piel del hermano, la misma situación de dolor vivida durante la dictadura de Batista. La censura todavía existe y desgraciadamente más fuerte que antes, los que detienen el poder quieren callar los incómodos intelectuales. Guillermo critica esta decisión en las páginas del<em> Lunes de Revolución</em>, pero el único resultado que obtiene es el cierre de la revista. Fidel ya tiene listo el nuevo diario del partido único, que llamará <em>Granma</em> con el suplemento semanal <em>Juventud Rebelde</em>, alma de los jóvenes comunistas. Ésta es la nueva prensa cubana, lejana a cualquier forma de expresión de ideas y dirigida por directivas gobernativas. En la Revolución, los intelectuales ya no tienen libertad y Fidel Castro lo hace entender claramente en una frase que bien sintetiza el famoso discurso <em>Palabras a los intelectuales</em>, hecho el 30 de junio de 1961: “Dentro de la Revolución todo es permitido, fuera de la Revolución, nada!”.</p>
<p>De hecho, con esta frase empieza el exilio de Guillermo Cabrera Infante, exiliado a Bruselas como encargado cultural por la embajada cubana porque incómodo en la capital Habana. En Bélgica escribe <em>Un oficio del siglo XX </em>(1963), quedándose en la capital con las dos hijas y la segunda mujer Miriam Gómez. Claramente, Bélgica para un cubano es la otra cara de la luna, pero Guillermo acepta el exilio con buena voluntad. Vuelve a Cuba en 1965, fecha de la muerte de su madre, pero es encarcelado por contraespionaje y se quedará en la cárcel cuatro meses. A la vuelta, además de la aventura en la cárcel, Infante se da cuenta de que la Habana ha cambiado, transformada por la dictadura en una ciudad triste, recorrida por hombres y mujeres que andan como zombies. No reconoce la ciudad llena de luces y de vida que había dejado moviéndose a Bruselas. Se da cuenta que ya no puede vivir en Cuba y la única elección que tiene es la de volver a exiliarse. Vive en Madrid y en Barcelona, pero España no es la solución ideal porque allí también opera un dictador, Franco, que no está de acuerdo con su pensamiento. La elección definitiva es Londres, tan diferente de su Habana, pero libre, donde hablan un idioma diferente pero que aprenderá tan bien y que le permitirá escribir libremente. Cabrera Infante se siente solo sin su gente, ama los cubanos, como bien notamos en <em>Tres Tristes Tigres</em>, una novela compleja escrita en los dialectos hablados en Cuba, que utiliza juego de palabras y diferentes recursos lingüísticos. El autor ama esta manera de escribir y la utiliza para transmitir el vínculo profundo con la tierra que lo ha parido, con una isla que hace del caos la manera de vivir, poblada por personas que se enfrentan a la vida con confianza, sin planes, burlándose de la realidad, en vez de aceptarla dramáticamente, transformándola en una oportunidad para sonreír.</p>
<p>En 1968 la revista <em>Primera Plana</em> realiza una serie de entrevistas a escritores suramericanos que viven en Europa. En una de estas entrevistas Cabrera Infante expresa públicamente sus perplejidades acerca de las contradicciones de Cuba y del castrismo. Es la primera vez que cuenta su encuentro con una Habana triste y desagradable, pero lo hace con la prensa internacional y la cosa preocupa bastante en Cuba. Infante es expulsado por la Unión de los Escritores y Artista de Cuba (UNEAC) y es declarado traidor de la patria. El escritor decide que su futuro tiene que ser libre, que ya no tiene cadenas de vínculos y regímenes dictatoriales, la única cosa que quiere es poder expresarse con libertad y sin miedo. El ostracismo de Fidel Castro sirve sólo para amargar su estancia lejana que perdurará hasta la muerte.</p>
<p>En 1968 publica en Londres <em>Tres tristes tigres,</em> primera novela de éxito, que el mismo autor llama TTT y que en origen se llamaba <em>Ella cantaba boleros. </em>La novela es una nueva versión de la vieja obra <em>Vista del amanecer en el trópico </em>y se caracteriza por el uso de un lenguaje ingenioso que introduce muchos <em>cubanismos</em> del habla común y añade además citas de otras obras literarias. <em>Tres tristes tigres</em> cuenta la vida nocturna de tres jóvenes en la Habana de 1958, y no obstante fue calificada desde el gobierno cubano como contrarrevolucionaria y fue prohibida en todo el territorio nacional. El destino de un verdadero escritor es lo de ser contrario al poder, Cabrera Infante no es una excepción y como si fuera un nuevo Heredia deja una huella indeleble en la cara del tirano. La vida de Cabrera Infante transcurre en la gris Londres, entre las aficiones de toda la vida, el cine y escribir, compone guiones y escribe <em>The Lost City</em>, la película de su vida hecha por Andy García que critica en cada ocasión posible el régimen castrista. Desgraciadamente no tendrá la suerte de llegar a tiempo para verla.</p>
<p>Nunca más volverá a Cuba, fiel a sus ideas y a una rígida rectitud moral. Vive para sus obras y para el cine, polémico y excelente, irónico y manipulador del lenguaje, incansable obrero de la palabra.</p>
<p>En 1970 el amor entre Guillermo Cabrera Infante y el cine se vuelve realidad y el escritor se muda a Hollywood dedicándose a interesante guiones, como él de la peli <em>Bajo el volcán</em> de Malcom Lowry. Pero el guión de su vida está dedicado a una isla que nunca más volverá a ver. En 1972<em> Tres tristes tigres </em>es traducido al inglés y publicado en Londres con el título <em>Three</em> <em>trapped tigers</em>. Quizás la apreciación literaria es una anticipación de la ciudadanía británica que llegará en 1979, aunque su obra cumbre se aprecia completamente sólo en español.</p>
<p>El premio Cervantes llegará en 1997 reconociendo su altura en el campo de la literatura española sin que dictadores y ostracismos puedan con ésta. Cabrera Infante es uno de los mayores escritores españoles. En 2003 llega a tiempo para obtener el Premio Internacional de la Fundación Cristóbal Gabarrón de literatura. Luego empezarán los problemas de salud, es hospitalizado en el hospital de Chelsea y de Westminster de Londres para una ruptura del anca. En el hospital contrae una septicemia que lo llevará a la muerte el 21 de Febrero de 2005 a los 75 años. En Cuba tampoco circula la noticia de su muerte, pero pronto llegará el día en que alguien pagará para sus errores.</p>
<p>“A la huida me empujó la vuelta totalitaria, la censura, los procesos y las condenas contra de los opositores políticos que habían participado a la guerrilla. Como muchos de los cubanos he creído en las buenas intenciones de Castro hasta cuando,  llegando al poder, dijo que las elecciones demócratas eran inútiles. Me demoré unos años para dejar atrás  los vínculos porqué es mucho más difícil dejar tu propio país que renunciar a la pertenencia a un partido. Y, para mí, en aquella época dejar el partido significaba sólo una cosa, el exilio, un larguísimo exilio”.</p>
<p><strong>Gordiano Lupi</strong> (Piombino, Italia &#8211; 1960). Periodista de <em>La Stampa</em> de Torino. Traductor de Alejandro Torreguitart Ruiz, Yoani Sánchez, William Navarrete, Felix Luis Viera, Heberto Padilla, Rafael Bordao y otros escritores cubanos. Escribe ensayos sobre el cinema italiano por la editorial Profondo Rosso de Roma. Escribe sobre www.tellusfolio.it columnas sobre cultura y politica cubana, cinema y literatura italiana. Escribe un blog sobre Cuba: <em>Ser cultos</em> <em>para ser libres</em> (www.gordianol.blogspot.com) y un blog de cinema, dedicado a Guillermo Cabrera Infante: <em>La cineteca de</em> <em>Caino</em> (http://cinetecadicaino.blogspot.com/). Entre sus trabajos mas distacados: Nero tropicale (Il Foglio, 2000) &#8211; cuentos cubanos -, Orrori tropicali (Il Foglio, 2002) &#8211; cuentos de horror cubano -, <strong>Cuba Magica </strong>(Mursia, 2003) &#8211; ensayo sobre la santeria &#8211; , <strong>Un’isola a passo di son </strong>(Bastogi, 2004) -<strong> sobre la musica cubana -,</strong> <strong>Almeno il pane Fidel &#8211; Cuba quotidiana </strong>(Stampa Alternativa, 2006) &#8211; sobre el periodo especial y la Cuba cotidiana &#8211; , <strong>Mi Cuba</strong> (Mediane, 2008) &#8211; ensayo fotografico sobre Cuba &#8211; , <strong>Fellini</strong> &#8211; <strong><em>A cinema greatmaster</em></strong> (Mediane, 2009), <strong>Sangue Habanero</strong> (Eumeswil, 2009) &#8211; novela negra cubana &#8211; , <strong>Una terribile eredità</strong> (Perdisa, 2009) &#8211; novela negra cubana &#8211; , <strong>Per conoscere Yoani Sánchez</strong> (Il Foglio, 2010) &#8211; biografia de la bloggera cubana &#8211; , <strong>Fidel Castro – biografia</strong> <strong>non autorizzata</strong> (A.Car, 2010) &#8211; vida y obras de un dictador. Traduce el blog <em>Generación Y</em> de Yoani Sánchez e es el traducotor para Rizzoli de su primer libro italiano: <strong>Cuba libre – Vivere e</strong> <strong>scrivere all’Avana</strong> (2009). Web: www.infol.it/lupi. E-mail: lupi@infol.it</p>
<p>Traduccion al español de Barbara La Torre y Francesca Desogus</p>
<p>Rivista da Rafel Bordao, poeta cubano residente a New York</p>
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		<title>America latina: che succede&#8230;(18 febbraio 2012)</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Feb 2012 17:13:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Grilli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[BRASILE/Tregua carioca dei Poliziotti in lotta/ CILE: dopo 39 anni identificati i resti di tre guardie del corpo del presidente Salvador Allende/ Camila Vallejo all'ONU per i diritti umani /COLOMBIA: Un altro uomo di Alvaro Uribe in fuga per evitare il carcere / CUBA: Cinquant’anni di embargo - Fidel non perde il pelo e neanche il vizio / VENEZUELA: Henrique Capriles Radonski sfida Hugo Chávez. / L 'attore Sean Penn, ambasciatore itinerante di Haiti, incontra a Caracas il presidente Chavez per  la ricostruzione della nazione haitiana.  Aggiornamenti al 18 febbraio 2012.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<p><strong> BRASILE: </strong><em>tregua dei Poliziotti in lotta</em><strong>/ CILE: </strong>dopo 39 anni  identificati i resti di tre guardie di Salvador Allende ; Camila Vallejo all&#8217;ONU per denunciare legge con le proteste<strong>/ COLOMBIA: </strong>Un altro uomo di Alvaro Uribe in fuga per  evitare  il carcer<em>e </em><strong>/ CUBA: </strong>cinquant’anni di embargo; <strong><em><span style="font-weight: normal;"> <span style="font-style: normal;">Fidel non perde pelo e vizio / </span></span></em>VENEZUELA:</strong>Henrique Capriles Radonski vs Hugo Chávez; l&#8217;attore-ambasciatore Sean Penn a Caracas per incontrare Chávez e aiutare Haiti<strong>. </strong><strong><span style="font-weight: normal;">A</span><em><span style="font-weight: normal;">ggiornamenti al 18 febbraio.</span></em><span id="more-3307"></span><br />
</strong></p>
<p><strong>BRASILE/</strong> <em><strong>tregua dei Poliziotti in lott</strong></em><em><strong>a</strong></em></p>
<p><a href="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2012/02/brazil-Olinda.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3863" title="brazil Olinda" src="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2012/02/brazil-Olinda-150x150.jpg" alt="" width="120" height="120" /></a>Mentre a Salvador, capitale dello stato di Bahia, avvenivano 185 omicidi in 12 giorni con la Polizia in sciopero, i loro colleghi di Rio de Janeiro sono entrati in lotta mettendo a rischio il Carnevale. Alla fine il megacarnevale è salvo grazie alla momentanea sospensione  decisa con senso di responsabilità per non &#8220;danneggiare&#8221; il grande evento, che si è aperto il 17 febbraio e si concluderà il 22, mercoledì delle Ceneri. Le chiavi della città sono state consegnate dal sindaco  di Rio a Milton Junior,  Rey Momo per la quarta volta e guardiano per la riuscita della festa più importante del Brasile a cui parteciperanno oltre 2 milioni di persone. E fin qui tutto lineare, cose già sentite. Ciò che invece oggi suscita stupore in questo paese non è la contesa sindacale tra governo e agenti, ma il grado di violenza tuttora esistente in questa grande nazione di circa 200 milioni di persone, paese che ha raggiunto sì livelli economici e sociali senza precedenti con i governi Lula e ora Rousseff. Qualcosa però continua a non funzionare se ci si ammazza con tanta facilità. Un’antinomia a nostro giudizio inconcepibile.</p>
<p><strong>CILE/</strong> Il Servicio Médico Legal cileno ha concluso dopo 39 anni il processo di identificazione dei resti di tre guardie del corpo del presidente Salvador Allende che sono stati consegnati il 17 febbraio ai famigliari dei tre militanti socialisti. Che furono massacrati durante il colpo di Stato del 1973. Con queste tre vittime sono a tutt&#8217;oggi 46 quelle identificate correttamente dei 124 corpi ritrovati nel Patio 29 del Cimitero Generale di Santiago.</p>
<p><strong><a href="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2012/02/camila-vallejo.fotomorfosis-4_thumb.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-3859" title="camila-vallejo.fotomorfosis-4_thumb" src="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2012/02/camila-vallejo.fotomorfosis-4_thumb-150x150.jpg" alt="" width="120" height="120" /></a>Camila Vallejo denuncia all&#8217; ONU la legge per reprimere le proteste in Cile.</strong></p>
<p>La  vicepresidentessa della Federación de Estudiantes de la Universidad de Chile, Camila Vallejo (foto), si è incontrata con l&#8217;Alto commissario ONU per i diritti umani, Navi Pillay, nel quadro della visita fatta in Europa assieme alla segretaria generale  delle organizzazioni Gioventù Comunista , Karol Cariola, e al dirigente sindacale Jorge Murua.</p>
<p><strong>COLOMBIA</strong>. <em>Un altro uomo di Alvaro Uribe è fuggito all&#8217;estero per evitare l&#8217;arresto</em></p>
<p>Luis Carlos Restrepo, ex «commissario alla pace» dal 2002 al 2009 nel periodo del presidente Alvaro Uribe, è stato condannato per aver inventato dei &#8216;falsi guerriglieri&#8221; della Farc ad abbandonare la lotta armata: un trucco ideato per sostenere il successo del governo Uribe. Molti di quei «guerriglieri» smobilitati, secondo loro confessione, non c&#8217;entravano nulla con le Farc ma erano dei poveretti comprati per due lenticchie nei quartieri più degradati di Bogotà per pochi pesos in cambio.  Restrepo ha lasciato  appena in tempo la Colombia altrimenti sarebbe finito in gattabuia.<br />
<strong> </strong></p>
<p><strong>CUBA</strong><strong>. Se cinquant’anni di embargo vi sembran pochi&#8230; /</strong>Il blocco commerciale, economico e finanziario più lungo della storia moderna è quello ai danni  del governo dell’Avana dal 1962 per mano degli Stati Uniti (con tanti alleati occidentali, ora sono pochi). Obiettivo: sconfiggere il socialismo di Fidel Castro e riportare democrazia e capitalismo. Chi ha pagato le conseguenze maggiori di quest&#8217;aggressione è la popolazione, mentre il regime cubano è ancora al potere e in qualche si è rafforzato. Il bloqueo è sempre ingiusto, anacronistico, e in questo caso non è azzardato constatare che paradossalmente i due contendenti in questo modo hanno irrobustite le rispettive posizioni di dominio.</p>
<p><strong><a href="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2012/02/fidel-castro.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3860" title="fidel castro" src="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2012/02/fidel-castro-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Fidel non perde pelo e vizio/ </strong>Un gruppo di 69 intellettuali di 22 paesi hanno partecipato all’incontro del 10 febbraio con Fidel presso il Palazzo delle Convenzioni dell’Avana. La maggioranza erano scrittori e scienziati presenti alla XXI fiera del Libro dell’Avana. Tema del dibattito, svoltosi in un clima abbastanza intimo, era  sulla “difesa della pace e dell’ambiente”. Fidel ha conversato per ore nonostante la malattia che lo ha colpito negli scorsi anni e il tempo che dovrebbe passare anche per lui. Ma guardando le foto sembra proprio ritornato in forma dopo tutto ciò che gli è successo : capelli e barba intatti, grande voglia di interloquire e una memoria infallibile. Pro o contro Fidel,  va dato atto che il lider maximo tiene duro.</p>
<p><strong>VENEZUELA</strong>/<strong>Henrique Capriles Radonski vs Hugo Chávez</strong>.</p>
<p>- Dopo tredici anni di governo bolivariano l’opposizione di destra, sembra aver trovato l&#8217;unità, e potrebbe tornare a vincere. Il candidato che sfiderà <strong>Hugo Chávez </strong>alle elezioni presidenziali del 7 ottobre è un avvocato di  39 anni: <strong>Henrique Capriles Radonski </strong><a href="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2012/02/h_capriles_candidato_presidencial.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-3861" title="h_capriles_candidato_presidencial" src="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2012/02/h_capriles_candidato_presidencial-150x150.jpg" alt="" width="120" height="120" /></a>(foto a destra in basso).</p>
<p>- L&#8217;attore statunitense <strong>Sean Penn </strong>(foto con Chavez)<a href="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2012/02/penn4-580x413.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3862" title="penn4-580x413" src="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2012/02/penn4-580x413-150x150.jpg" alt="" width="120" height="120" /></a>, ambasciatore itinerante di Haiti, dopo aver visitato i presidenti di Argentina, Bolivia e Uruguay  ha incontrato a Caracas il presidente <strong>Chavéz </strong>per coordinare iniziative umanitarie per la ricostruzione di Haiti.  Con lo scopo di raccogliere fondi,  <strong>Sean Penn</strong> ha invitato <strong>Hugo Chavéz </strong>a cantare alla maratona che sta organizzando negli Stati Uniti. Il presidente venezuelano ha detto che va a cantare, ma ancora non ha deciso il repertorio. Penn è una figura molto apprezzata dai leader latinoamericani  per il suo concreto impegno, che invece gli procurano critiche nel suo paese: &#8221; <em>Negli Stati Uniti mi attaccano perché dicono che sto allevando i miei figlio come socialisti rivoluzionar</em>i&#8221;.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #ff0000;"><strong>aggiornamenti al 18 febbraio 2012.</strong></span></span></p>
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<p><strong><span style="font-weight: normal;"><strong>Argentina.</strong> Il ministro argentino del’Interno, </span><span style="font-weight: normal;">Florencio Randazzo</span><span style="font-weight: normal;">, ha qualificato “assolutamente offensiva” una dichiarazione del primo ministro britannico, </span><span style="font-weight: normal;">David Cameron</span><span style="font-weight: normal;">, con la quale ha accusato Buenos Aires di “colonialismo” per la tenzone in atto sulle Malvinas. Al di là della ragione dove sta, è  abbastanza strano sentire pronunciare oggi tale sostantivo da un discendente di un impero che in passato, assieme a quello spagnolo, ha invaso e colonizzato mezzo Pianeta.  Serve moderazione english!</span></strong></p>
<h4><span style="font-weight: normal;"> </span><span style="font-weight: normal;"><strong>Argentina- Bolivia.</strong> Il governo boliviano ha consegnato all’Argentina il militare Luis Enrique Baraldini per reati commessi durante la dittatura (1976-1983).</span></h4>
<p><strong>Bolivia</strong>. 23.01.2012 &#8211; Il presidente <strong>Evo Morales</strong> ha cambiato dieci dei venti ministri durante questo suo secondo mandato presidenziale giunto al terzo anno. Due dei ministri riconfermati, per gli importanti risultati raggiiunti, sono<br />
David Choquehuanca ( Relazioni Estere), considerato l&#8217;esponente più importante della corrente indigena del governo Morales,  e il ministro dell&#8217;Economia Luis Arce. Tra i nuovi ministri anche quello delle Culture: Pablo Groux sostituisce Elizabeth Salguero.</p>
<p><strong><a href="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2011/12/rousseff-dilma.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3587" title="rousseff-dilma" src="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2011/12/rousseff-dilma-150x150.jpg" alt="" width="120" height="120" /></a>Brasile.</strong> A fine gennaio la presidente <strong>Dilma Rousseff </strong>(foto), andrà in visita ufficiale a Cuba. Sono previsti accordi economici tra Brasilia e L’Avana.  Nel 2011 Il Brasile (secondo partner di Cuba dopo il Venezuela)  ha ricavato 550 milioni di dollari dall’export (+ 30% sono alimenti) verso L’Avana, mentre le esportazioni cubane in Brasile ammontano a 92 milioni di Usd.</p>
<p>Il Pil de Oro del Brasile  ha regalato alla grande nazione sudamericana  il ruolo di sesta economia del mondo superando l’Inghilterra.</p>
<p><strong><a href="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2011/12/oliviero-pluviano-ed-il-progetto-fitzcarraldo-L-vebyf3.jpeg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3578" title="oliviero-pluviano-ed-il-progetto-fitzcarraldo-L-vebyf3" src="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2011/12/oliviero-pluviano-ed-il-progetto-fitzcarraldo-L-vebyf3-150x150.jpg" alt="" width="120" height="120" /></a>Brasile</strong>. Oliviero Pluviano, genovese, corrispondente Ansa dal Brasile, e innamorato di questo paese ora diffonde il cinema nei villaggi indios sulle sponde del Rio delle Amazzoni spostandosi con il suo battello Gaia (foto).</p>
<p>Questo progetto culturale-civile che si chiama <strong><em>Fitzcarraldo</em></strong><strong> </strong>merita tutta la nostra stima.</p>
<p><strong>Cile. </strong>Il presidente <strong>Sebastian Piñera</strong> vuole applicare la legge antiterrorismo contro le popolazioni indigene mapuche, cui viene imputato di essere responsabili degli incendi delle foreste nella regione Auracanìa causando la morte di sette vigili del fuoco.</p>
<p><strong>Cile</strong>. “<em>Il generale Pinochet fu un semplice dittatorello”</em> secondo l’attuale ministro cileno dell’Educazione Beyer.  Come cancellare la storia correggendo il sillabario! Si resta senza parole. <a href="http://www.micaribe.it/2012/01/cile-come-far-credere-che-pinochet-non-un-dittatore/">Leggi qui.</a></p>
<p><strong><a href="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2012/01/victor-jara.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3683" title="victor jara" src="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2012/01/victor-jara-150x150.jpg" alt="" width="120" height="120" /></a>Cile. </strong>24/01/2012. I famigliari del cantautore cilen0  <strong>Víctor Jara</strong> hanno chiesto al ministro della Difesa, Andrés Allamand, di sollecitare le Forze Armate a fornire le informazioni sul personale che dirigeva le operazioni all&#8217;ex Estadio de Chile, trasformato in campo di concentramento durante il golpe di Pinochet dell&#8217;11 settembre 1973 e dove qualche giorno dopo essere stato torturato venne fucilato assieme ad altri giovani. A tutt&#8217;oggi la vedova Joan Turner (danzatrice britannica) e la figlia Manuela non conoscono i nomi degli artefici del crimine e chiedono di sapere e giustizia.</p>
<p><strong><a href="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2012/01/medellin.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3682" title="medellin" src="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2012/01/medellin.jpg" alt="" width="158" height="120" /></a>Colombia.</strong> Da poco più di tre settimane <strong>Medellín</strong> ha le <strong>prime scale mobili</strong> pubbliche all’aperto <strong>del mondo</strong> per la mobilità delle persone. Le scale d’acciaio inossidabile sono state installate in una zona umile di 12.000 abitanti chiamata Las Independencias 1, che prima collegata al centro di Medellín da 350 ripidi gradini di cemento e molti anziani non ce la facevano più a salire.  Ora le sei rampe mobili, lunghe 130 metri (costo totale tre milioni di euro) rendono la vita più facile a tutti i cittadini di questo quartiere poverissimo che si arrampica su una collina.(17 gennaio)</p>
<p><strong>Cuba.</strong> Il Vaticano e il governo cubano stanno organizzando per il 27 marzo un incontro tra Benedetto XVI e il “lider maximo” Fidel durante la visita che il pontefice effettuerà  nell’isola caraibica ricevuto dal presidente Raúl Castro.</p>
<p><strong>Cuba e Uruguay.  La Habana. <em>“</em></strong><em>L’obbedienza non può essere il destino dell’America Latina”</em> ha affermato <strong>Eduardo Galeano</strong>, scrittore e giornalista uruguaiano, durante la presentazione all’Avana della Giuria del 53° premio letterario Casa de las Américas.  Galeano, uno dei più grandi scrittori del continente e non solo, non ritornava a Cuba da una decina di anni e nella parole di presentazione ha voluto significare l’importanza della Casa de Las Americas ricordando il 28 aprile 1959. “<em>giorno che fu fondata a Cuba la Casa che più di tutti ci ha aiutato a scoprire l’America e le molte Americhe che l’America contiene</em>”. Poi  ha aggiunto “<em>Questa Casa è la mia casa, la casa di tutti noi… così la sento e continuerò sempre a essere suo amico, conforme alla definizione di amicizia che ci lega a Carlos Fonseca, fondatore del Frente Sandinista: “Il vero amico è quello che critica di fronte ed elogia alle spalle”</em>. Parole sacre e condivisibili anche per chi scrive, ma fino a qualche tempo fa questo modo di esser amico sincero, i burocrati cubani non lo ammettevano, e ti isolavano.<a href="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2011/12/eduardo-galeano-en-cuba-2-580x474.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3580" title="eduardo-galeano-en-cuba-2-580x474" src="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2011/12/eduardo-galeano-en-cuba-2-580x474-150x150.jpg" alt="" width="120" height="120" /></a> Queste parole facevano riferimento a una sua (di Galeano &#8211; al centro della foto) presunta critica alle autorità cubane del 2003 per la fucilazione di tre sequestratori di una barca per fuggire  dall’isola e l’incarcerazione di 75 dissidenti? Qualcuno lo sostiene ma&#8230;La 53° edizione del Premio Casa de las Américas è iniziata il 16 e terminerà il 26 gennaio.</p>
<p><strong><a href="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2012/01/chucho-y-buika-580x426.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-3637" title="chucho-y-buika-580x426" src="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2012/01/chucho-y-buika-580x426-150x150.jpg" alt="" width="120" height="120" /></a>Cuba.</strong> Chucho Valdés con la vocalist nera del flamenco Concha Buika il 21 gennaio a New York per un concerto alla Carnegie Hall, che segna la loro prima esibizione insieme negli Stati Uniti. Il repertorio che suonerà include brani di Chucho’S Steps (con la band AfroCuban Messengers), la stellare, antologica e immortale <em>Misa Negra</em> e alcuni pezzi del cd ‘El ultimo trago ‘ fatto con Buika (in omaggio alla cantante Chavela Vargas) e che nel 2010 ha vinto un Grammy Latino come “Migliore Album Tropicale.</p>
<p><a href="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2012/01/derrumbe-edificio-580x839-1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3632" title="derrumbe-edificio-580x839-1" src="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2012/01/derrumbe-edificio-580x839-1-150x150.jpg" alt="" width="120" height="120" /></a><strong><a href="http://www.cubadebate.cu/noticias/2012/01/18/tres-muertos-y-seis-heridos-en-derrumbe-de-edificio-en-la-habana-foto-y-video/">La Habana. 4 morti e 6 feriti</a></strong> causati dal crollo di un edificio situato tra le strade Infanta y Salud. Una tragedia annunciata secondo alcuni che abitano nella zona in quanto in passato c&#8217;era stato un un altro incidente del genere.</p>
<p>Altre macerie che si aggiungono, purtroppo, ad altre che si incontrano girando i quartieri avaneri in stato di degrado.</p>
<p><strong>Giamaica.</strong> Kingston, Festival Jazz e Blues dal 26 al 28 de enero Montego Bay — Greenfield Stadium, Trelawny. Le superstar sono Shaggy &#8211; che si esibirà dal vivo nella serata di giovedì 26 gennaio per celebrare il 50° anniversario dell’indipendenza della Giamaica &#8211; e la cantante canadese <a href="http://www.celinedion.com/">Celine Dion</a>, vincitrice di 5 Grammy Awards &#8211; in calendario venerdì 27 gennaio. In programma anche Richie Stephens y Gentleman, John Holt, Yellow Man, Half Pint, Marcia Griffiths, Lloyd Parkes y We the People, George Nooks, Luciano, Mykal Rose, AJ Brown, Pluto Shervington, Etana, Chris Martin, Marcia Barrett (de Boney M), Derrick Morgan, Assassin (Agent Sasco) y los Dragonaires de Byron Lee.  Per info sul festival <a href="http://jamaicajazzandblues.com/">clic </a>.</p>
<p><strong><a href="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2011/12/Portia-Simpson-Miller.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-3588" title="Portia-Simpson-Miller" src="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2011/12/Portia-Simpson-Miller-150x150.jpg" alt="" width="108" height="108" /></a>Giamaica</strong>. La nuova premier, <strong>Portia Simpson Miller </strong>(foto), ha annunciato che in Giamaica si abolirà la monarchia a favore del sistema repubblicano. 66 anni, Portia ha portato alla vittoria il People’s Party, formazione di centro-sinistra e diventa la prima donna ad assumere la carica di primo ministro nell’isola caraibica, famosa per la musica reggae, per le sue spiagge di sabbia bianchissima, ma anche, purtroppo, per la diffusa criminalità e il consumo di droghe.</p>
<p><strong>Guatemala</strong>. Città del Guatemala. Il deputato, Oscar Valentin Leal, e suo fratello sono stati freddati nella capitale guatemalteca da due motociclisti che hanno affiancato la loro auto per poi sparargli. Questo è avvenuto a meno di 24 ore dall&#8217;insediamento del presidente <strong>Otto Pérez Molina</strong>, ex generale di destra, primo militare  alla presidenza dopo 26 anni di democrazia.  Sembra che il deputato stesse per passare nel partito del presidente. (13 gennaio)</p>
<p>La sanità in Guatemala è al collasso e così il 16 gennaio Otto Pérez Molina, ha proclamato lo stato di emergenza e calamità nei servizi di salute pubblica: mancano i medicinali.</p>
<p><strong>Haiti. </strong>Dopo due anni dal terremoto verificatosi nel paese più povero dell’America latina ancora 500.000 persone sono senza casa, centinaia sono morte per il colera e alcune migliaia rischiano di morire per il contagio. Inoltre solo l’1% degli aiuti internazionali sono arrivati al governo e un altro 1% alle Ong. Un dramma nella vergogna.</p>
<p><strong>Honduras</strong><strong>.</strong> Il Congresso honduregno ha approvato una nuova legge, &#8220;Ley Fundamental de Educación&#8221;, che gradualmente dal 2013 in avanti porta da sei a nove anni l’educazione gratuite e obbligatoria per bambini fino a 14 anni. La ‘casta’ dei docenti è contraria alla misura, che invece vuole tirare fuori piano piano dall’ignoranza in cui si trovano i figli della gente più umile del paese.</p>
<p><strong>Messico.</strong> Traffico di bambini.  Conciencia Civica, Ong che difende i diritti umani dei bambini ha denunciato la deputata federale <strong>Joan Novoa</strong>, sposa del ex gobernavotore di Jalisco, Alberto Cárdenas, per &#8220;traffico di minori” e di “vendita di bambini a stranieri” . Sempre di queste violenze a minori parla anche <strong>Lydia Cacho</strong> nel <a href="http://www.micaribe.it/2012/01/messico-memorie-di-uninfamia-di-lydia-cacho/">libro “Memoria di un’Infamia”</a>. Ecco com’è ridotta la terra di Zapata.</p>
<p><strong>Panama. </strong>Operai che lavorano nell’ampliamentodel Canale di Panamà sono in sciopero per protestare contro il mancato pagamenti degli straordinari e del lavoro festivo oltreché a richiedere maggiori misure di sicurezza.</p>
<p><strong><a href="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2012/01/Lugo.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-3595" title="Lugo" src="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2012/01/Lugo-150x150.jpg" alt="" width="108" height="108" /></a>Paraguay.</strong> Asuncion. Il governo presieduto da <strong>Fernando Lugo </strong>(foto) ha decretato  &#8220;emergenza alimentare&#8221; per i piccoli agricoltori e le comunità indigene, dovuta alla grave e prolungata siccità che ha colpito il paese. Che metterà a disposizione le risorse necessarie per assistere i contadini e gli indios danneggiati. (17 gennaio)</p>
<p><strong>Perù.</strong> Lima. Omar Chehade, secondo vicepresidente della Repubblica del Perú, ha rinunciato al suo incarico poche ore prima del voto proposto dal Congresso per  ottenre le sue dimissioni a seguito di un presunto scandalo. (17 gennaio)</p>
<p><strong><a href="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2011/12/comrade-artemio.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3582" title="comrade-artemio" src="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2011/12/comrade-artemio-150x150.jpg" alt="" width="120" height="120" /></a>Perù.</strong> Florindo Flores Hala, nome di battaglia Artemio (nella foto), leader per trent’anni di Sendero Luminoso, movimento guerrigliero maoista peruviano, ha deciso di deporre le armi e voler entrare in politica come rappresentante del Partito Comunista Peruviano, formazione politica fuori legge.</p>
<p>Questa scelta sarà una presa d’atto dei cambiamenti in atto in America latina o mancanza di forze?</p>
<p><strong>SudAmerica tour nominations</strong><strong>.</strong> Il quotidiano New York Times  ha indicato tra le sue 45 destinazioni turistiche da visitare nel 2012  le realtà centroamericane di Panama (1° posto) e La Habana, Cuba (10°). Troviamo poi Puebla (Messico, 13°), Isla de San Vicente (Caribe, 17°), Paraty (Brasile, 22°), Samanà (Rep. Dominicana, 35°), Chiloé (Chile, 37°), Nosara (Costa Rica, 41°). Curiosità: Firenze (16°), Portovenere (45°).</p>
<p><strong>Uruguay.</strong> Il presidente <strong>José Mujica</strong> durante una visita privata a Sao Paulo ha incontrato l’ex-presidente brasiliano <strong>Lula Da Silva</strong> “<em>Il quale sta lavorando – ha detto Mujica- per creare un gruppo di intellettuali e saggi in grado promuovere maggiore integrazione tra i paesi dell’America Latina</em>”. “<em>Lula – ha continuato Mujica &#8211; sta seguendo il trattamento contro un cancro alla laringe e si sente molto bene di cuore e di testa, ed è allegro</em>”.</p>
<p><strong>Venezuela.</strong> <strong>Hugo Chávez</strong>, 57 anni,  sembra  in piena forma come ai tempi migliori, se lo giudichiamo in base ai discorsi fiume. Chávez, un cancro appena debellato con operazioni a Cuba e cicli di chemioterapia, nei giorni scorsi ha parlato per quasi nove ore (come il suo mentore Fidel) in Parlamento, a reti radio-tv unificate, illustrando i risultati del suo tredicesimo anno di potere consecutivo e per puntare alla rielezione in ottobre per altri sei anni.</p>
<p><strong><a href="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2011/12/Livia-Acosta-console-venezuela-145a1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3584" title="Livia Acosta Noguera, Venezuela's Consul to Miami." src="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2011/12/Livia-Acosta-console-venezuela-145a1-150x150.jpg" alt="" width="120" height="120" /></a>Venezuela Vs Usa</strong>, diplomazie ai ferri corti. Il Governo venezuelano &#8211; dopo la decisione degli Stati Uniti di espellere il console generale di Caracas a Miami <strong>Livia Acosta Noguera</strong> (foto), accusata di essere coinvolta in un complotto &#8211; fa rimpatriare tutti i suoi funzionari.(16 gennaio 2012)</p>
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<h3><strong><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;">2</span></span><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #0000ff;">8 dicembre 201</span></span></strong><strong><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;">1</span></span></strong><strong><span style="text-decoration: underline;">:</span></strong></h3>
<h4><strong>ARGENTINA</strong>/ La chiesa cattolica e le torture ESMA- il bis di Cristina de Kirchner e la malattia. <strong>BRASILE</strong>/Luiz Lula è un buon paziente &#8211; Dilma Rousseff ha le &#8220;palle&#8221;. <strong>COLOMBIA/</strong>Inondazioni interminabili e 141 morti. <strong>COSTA RICA/</strong>Nicaragua dice No a a Chinchilla. <strong>CUBA</strong>/Pirati all’Avana -“El Infierno” di Estrada vince il 33° Festival del Cine latino de la Habana. MESSICO/il viaggio di Benedetto XVI e Los Angelitos di Tijuana. <strong>NICARAGUA</strong>/La vittoria di Ortega spacca la sinistra italiana. <strong>PANAMA</strong>/Noriega in carcere per altri 60 anni? <strong>PERÚ</strong>/I primi 100 giorni moderati del presidente  <strong>Humala Ollanta. VENEZUELA/</strong>Il povero Chavéz sfida la borghesuccia Machado. Caracas: è nato il Celac per l&#8217;unità intergovernativa del continente latino.   Leggi gli aggiornamenti al <strong>28 dicembre</strong> al seguente link <a href="http://www.micaribe.it/micorner/">MiCorner</a>.<!--more--></h4>
<p><strong> </strong><strong><a href="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2011/12/Sinistra-di-Dio-br.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3315" title="Sinistra di Dio br" src="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2011/12/Sinistra-di-Dio-br-150x150.jpg" alt="" width="105" height="105" /></a><span style="text-decoration: underline;">ARGENTINA</span></strong><strong>. </strong>La chiesa cattolica argentina conosceva e approvava i metodi dei militari durante la dittatura come quello di buttare in mare persone vive perchè era un modo “cristiano e poco violento” di morire. Di questa incredibile tragedia che ha visto torturare centinaia di persone presso la scuola  di meccanica della marina (Esma)  ne ha parlato il reportage <strong>“La mano sinistra di Dio”</strong> pubblicato su Internazionale (25 novembre).</p>
<p><strong><em><a href="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2011/12/kirchner.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-3334 alignright" title="kirchner" src="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2011/12/kirchner-150x150.jpg" alt="" width="84" height="84" /></a>/Buenos Aires</em></strong>.Cristina Fernandez de Kirchner (nella foto)  è al secondo mandato come presidente dell&#8217;Argentina. Ha prestato giuramento di fronte all’Assemblea Legislativa il 10 dicembre. E dopo due settimane si è saputo anche che le hanno diagnosticato un tumore alla tiroide, ma sembra sia curabile. E tutti noi glielo auguriamo di cuore.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">BRASILE</span></strong>.  L’ex presidente brasiliano <strong>Luiz Lula da Silva</strong> oltre ad essere stato un ottimo presidente ora è un buon paziente. Infatti sta affrontando con il morale alto il percorso di chemioterapia per combattere il cancro alla laringe.</p>
<p><strong><a href="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2011/12/rousseff.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-3316" title="Brazil's President Rousseff enters a school ship, which will transport children to schools in Brazil, during a seminar on government procurement, in the hotel Royal Tulip Brasilia Alvorada in Brasilia" src="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2011/12/rousseff-150x150.jpg" alt="" width="105" height="105" /></a></strong>Mano ferma di <strong>Dilma</strong>: fuori un altro ministro. Con le dimissioni di <strong>Carlos Lupi,</strong> ministro del Lavoro, accusato di corruzione, ora  sono ben 7 i ministri che dal gennaio 2011 sono stati cacciati dal presidente <strong>Dilma Rousseff,</strong> che nel discorso di insediamento promise <em>“tolleranza zero con la corruzione”</em> per ridare credibilità al paese. Dilma ha le palle, mentre governanti di casa nostra sembrano proprio privi di tali attributi.</p>
<p><strong><a href="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2011/12/COLOMBIA-map-1.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-3317" title="COLOMBIA map 1" src="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2011/12/COLOMBIA-map-1-150x150.jpg" alt="" width="105" height="105" /></a><span style="text-decoration: underline;">COLOMBIA</span></strong>. Allarme rosso per i fiumi Magdalena, Cauca e Bogotà. la regione Cundinamarca, con capitale, Bogota, è stata inondata dal rio Magdalena, il fiume più importante che attraversa da sud a nord tutto il paese e dopo 1.558 kilómetros sbocca nerl mar Caribe. Dall’inizio di settembre all’inizio di dicembre  la grave situazione meteo ha provocato 141 morti e oltre 540 feriti. E alcuni quartieri di Bogotà, quelli poveri, addirittura sono stati inondati da acque putrefatte, e la stampa locale non ha dato sufficiente risalto a questa tragica vicenda. Certo, fa più notizia l’eliminazione di due guerriglieri delle Farc.</p>
<p><strong><a href="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2011/12/Chinchilla.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3318" title="Chinchilla" src="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2011/12/Chinchilla-150x150.jpg" alt="" width="105" height="105" /></a><span style="text-decoration: underline;">COSTA RICA.</span></strong> Chinchilla Vs Ortega. Alzi la mano (si fa per dire) chi sa rispondere su due piedi come si chiama il presidente costaricano. Nessuno, o pochissimi.  Prima di tutto è una donna, Laura Chinchilla (nella foto),  e in America latina oramai le donne al potere non sono una novità, in Europa invece sono rarità, se togli la Markel…. Comunque la signora Chinchilla non vuole dialogare con il suo collega dirimpettaio nicaraguense Daniel Ortega circa la costruzione di una strada di 120 chilometri lungo la frontiera dei due paesi centroamericani ad opera del Costa Rica. Il Nicaragua dice No,  considerando tale iniziativa un crimine contro la natura.  Le diplomazie rispettive sono al lavoro per imbastire rapporti di buon vicinato.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">CUBA</span></strong><strong>/ </strong><strong>Pirati all’Avana</strong>. La blogger cubana Yoani Sánchez nella sua rubrica su <strong>Internazionale </strong>(10 dicembre) dice che ora “…<em>Uno dei mestieri più diffusi nel paese è proprio quello di venditore ambulante di film e musica pirata…”.</em> Tutto il testo dell’articolo è on line su Internazionale.it ( <a href="http://www.internazionale.it/opinioni/yoani-sanchez/2011/12/10/le-conseguenze-della-pirateria/">http://www.internazionale.it/opinioni/yoani-sanchez/2011/12/10/le-conseguenze-della-pirateria/</a>)</p>
<p><strong>Papa Benedetto XVI</strong> andrà  a Cuba (e in Messico) nella primavera 2012, forse nel mese di marzo, per rafforzare la fede dei credenti cubani.</p>
<p><strong><a href="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2011/12/el-infiernoe2809d-dirigida-por-luis-estrada.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-3319" title="el-infiernoe2809d-dirigida-por-luis-estrada" src="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2011/12/el-infiernoe2809d-dirigida-por-luis-estrada-150x150.jpg" alt="" width="120" height="120" /></a>33° Festival Internacional del Cine de La Habana</strong> / Primo premio al  film messicano <strong>“El Infierno” di Luis Estrada.</strong>Trama: un corrosivo ritratto della violenza prodotta dai narcotrafficanti in cui si muove la storia di un messicano clandestino negli USA e dopo 20 anni viene rispedito a casa e diventa un braccio di organizzazioni criminali. E&#8217; possibile vedere il film completo in Youtube.</p>
<p><a href="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2011/12/siete-dias-en-la-habana-foto-kaloian-2-580x3851.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3321" title="siete-dias-en-la-habana-foto-kaloian-2-580x385" src="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2011/12/siete-dias-en-la-habana-foto-kaloian-2-580x3851-150x150.jpg" alt="" width="105" height="105" /></a>Il Brasile con 17 Corales ha avuto il maggior numero di premi in queste dieci giornate di festival (concluso domenica 11 dicembre) in cui sono stati omaggiati il premio Nobel Gabriel García Márquez, uno dei padri fondatori della rassegna, e il pittore cileno Roberto Matta (1911-2002). Ma i riflettori principali del festival habanero erano puntati su “Siete dias en La Habana”, film, fuori concorso, codiretto dall’attore portoricano Benicio del Toro (foto).</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">MESSICO</span></strong>. Il pontefice Benedetto XVI ha confermato durante la messa celebrata il 12 dicembre in San Pietro per i paesi dell’America latina che ha   &#8220;intenzione di fare un viaggio apolistico prima di Pasqua 2012 in Messico e a Cuba per proclamare la parola di Cristo”. Sarebbe auspicabile che toccasse i cuori dei narcotrafficanti che stanno massacrando migliaia di civili e decine di giornalisti senza che si alzi una protesta internazionale, Usa in primis poiché sono confinanti e dunque… Ma in questo caso i diritti umani e i valori della convivenza civile negati al popolo messicano non sono un problema sensibile per i vigilantes del mondo.</p>
<p><a href="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2011/12/Messico-Angelitos-br.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-3322" title="Messico Angelitos -br" src="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2011/12/Messico-Angelitos-br-150x150.jpg" alt="" width="105" height="105" /></a>A proposito della barriera che divide <strong>Messico e Usa</strong>, leggete l’interessante, emozionante ma anche  incredibile reportage che parla dell’esperienza umanitaria dell’emiliana Francesca Messori tra <strong>Los Angelitos &#8211; i bambini salvati dall’inferno di Tijuana</strong> (testo di F. Gerardi-  QN il Giorno – RdC &#8211; Nazione &#8211; inserto il Caffè del weekend, sabato 26 novembre 2011-  ).</p>
<p><strong><a href="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2011/12/Nicaragua-manifesto-br.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3325" title="Nicaragua manifesto br" src="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2011/12/Nicaragua-manifesto-br-150x150.jpg" alt="" width="105" height="105" /></a><span style="text-decoration: underline;">NICARAGUA</span></strong><strong>.</strong> Il giornalista del Manifesto Gianni Beretta l’11 novembre ha scritto un pezzo sulla vittoria elettorale di Daniel Ortega che ha scatenato polemiche a non finire da parte di lettori. “<strong><em>Ma di quale Nicaragua parlate?</em></strong>” è il titolo della rubrica  Posta &amp; Risposta (Il manifesto, 22 novembre)  che ha raccolto le opinioni di lettori italiani che conoscono e vivono nel paese centroamericano e non concordano con la fotografia fornita da Beretta. Siamo alle solite: le regole democratiche non valgono quando ci conviene.</p>
<p><strong><a href="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2011/12/juan-manuel-noriega-2-300x300.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3326" title="juan-manuel-noriega-2-300x300" src="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2011/12/juan-manuel-noriega-2-300x300-150x150.jpg" alt="" width="105" height="105" /></a><span style="text-decoration: underline;">PANAMA</span></strong>. Il vecchio caudillo, ex generale Manuel Antonio Noriega, 77 anni, «faccia d&#8217;ananas» (cara de piña), per la pelle butterata, è stato riportato nella capitale panamense a bordo di un aereo Iberia proveniente dalla Francia. L&#8217;ex dittatore &#8211; il cui processo di estradizione si e&#8217; cosi&#8217; completato dopo oltre venti anni di carcere negli Stati Uniti ed in Francia per reati legati al narcotraffico &#8211; e&#8217; stato condotto nel carcere &#8216;El Renacer&#8217;. dove potrebbe restarci ad altri 60 anni per crimini commessi ai danni di oppositori politici negli anni ’80. Ma è molto probabile che, secondo una legge per gli ultrasettantenni, sconterà la pena al suo domicilio.</p>
<p><strong><a href="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2011/12/ollanta_humala.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-3328" title="ollanta_humala" src="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2011/12/ollanta_humala-150x150.jpg" alt="" width="105" height="105" /></a><span style="text-decoration: underline;">PERÚ</span></strong>.  I primi 100 giorni del presidente  <strong>Humala Ollanta</strong> sono andati avanti con moderazione, ma la recentissima designazione di ex-militare come primo ministro, Oscar Valdés,  è interpretata come un segno autoritario per bloccare le proteste della gente della regione Cajamarca che non vuole saperne del progetto minerario di Conga nelle mani USA. A poco più di tre mesi dall&#8217;inizio del suo incarico, Ollanta Humala, presidente del Perù, ex tenenete colonnello dell’esercito, profondo, autoctono, maggioritario, sembra non aver deluso il suo elettorato. Anzi. Le principali promesse di campagna sono state mantenute. Così ne ha parlato Gianni Proiettis in un bel servizio apparso su Il Manifesto del 24 novembre.  Nella rete potete leggere l’articolo completo ma le cose laggiù corrono veloci.</p>
<p><strong><a href="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2011/12/chavez-mariacorina.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3332" title="chavez-mariacorina" src="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2011/12/chavez-mariacorina-150x150.jpg" alt="" width="120" height="120" /></a><span style="text-decoration: underline;">VENEZUELA.</span></strong><span style="text-decoration: underline;"> </span><strong>Chavez vs Machado </strong>(nella foto)<strong>. </strong>E&#8217; donna la candidata che sfiderà Hugo Chávez alle elezioni presidenziali venezuelane del prossimo ottobre. Chávez ha detto di essere lieto di confrontarsi con la ‘borghesuccia’ María Corina Machado, 43 anni, 3 figli, deputata,  poiché è un’occasione per dimostrare la forza delle sue radici umili  e del suo socialismo bolivariano  in grado di battere ancora una volta i ricchi e la politica di destra.  (leggi in spagnolo l’articolo su <a href="http://www.americaeconomia.com/politica-sociedad/politica/unica-precandidata-venezolana-condimenta-la-campana-presidencial.">AmericaEconomia</a>)</p>
<p><strong>. </strong></p>
<p><strong>Venezuela</strong>/<strong>CELAC, uniti contro la crisi in America Latina.</strong> Durante il summit di Caracas tra i leader governativi latinoamericani e caraibici è nato il Celac, la Comunità degli stati dell’America Latina e dei Caraibi. questo nuovo organismo  vuole essere una risposta all’inefficienza dell’OSA (Organizzazione degli Stati Americani) e serve a rafforzare il commercio, le industrie locali e le economie di tutta la vasta regione.  Per Chávez sarebbe un modo per colpire l’influenza USA esercitata da sempre sul continente, e altri leader come Evo Morales , Raul Castro, Daniel Ortega erano ben allineati con Chávez. Il Presidente dell’Uruguay, Pepe Mujica (nella <a href="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2011/12/mujica-evi.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3329" title="Uruguayan President Jose Mujica arrives" src="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2011/12/mujica-evi-150x150.jpg" alt="" width="105" height="105" /></a>foto), ha sostenuto di <em>“andare avanti insieme oltre le differenze”.</em> E il pragmatismo vuole che sia stato eletto presidente pro-tempore del CELAC,  il cileno Sebastian Piñera, conservatore, ma che crede nella bontà di questo progetto di cooperazione nonostante gli orientamenti diversi dei governi firmatari dell’unione. In sintesi, un bel segno di discontinuità con l’OSA e con altri precedenti tentativi politico-commerciali di unire l’America Latina, molti dei quali falliti. Ora bisogna vedere il coordinamento di Celac all’opera per capire se si è cambiato veramente registro verso l’autodeterminazione.</p>
<p>(gfg)</p>
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		<title>CD: Blue Moon, Alma, Strictly Romancin&#8217;, Córdoba, Montevideo, Barranquilla e States tra jazz, afro-latin e worldmusic</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Feb 2012 01:20:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Novità Cd, febbraio 2012: Ahmad Jamal, Blue Moon (Jazzbook Records - distr. Ducale);  Paolo Fresu &#038; Omar Sosa, Alma  (Tuk Music); Catherine Russell, Strictly Romancin' ( World Village - Distr. Ducale)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Novità Cd, febbraio 2012: Ahmad Jamal, Blue Moon (Jazzbook Records &#8211; distr. Ducale);  Paolo Fresu &amp; Omar Sosa, Alma  (Tuk Music); Catherine Russell, Strictly Romancin&#8217; ( World Village &#8211; Distr. Ducale)</h3>
<h3><span id="more-3598"></span></h3>
<p><strong><span style="font-weight: normal;"><a href="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2012/02/ahmad_jamal_blue-moon_feb2012-300x300.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3839" title="ahmad_jamal_blue-moon_feb2012-300x300" src="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2012/02/ahmad_jamal_blue-moon_feb2012-300x300-150x150.jpg" alt="" width="105" height="105" /></a>Tre album freschissimi che stanno per entrare sul mercato. Da un primo e rapido ascolto risultano essere lavori di grandissimo spessore. Il primo è del fantastico pianista </span>Ahmad Jamal, Blue Moon <span style="font-weight: normal;">(Jazzbook Records &#8211; distr. Ducale) che per l&#8217;occasione ha imbarcato il percussionista Manolo Badrena. Ritmiche e sonorità azzeccate. Per capire meglio  dai un&#8217;occhiata al video su <span style="color: #ff0000;"><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=74P0708htk0&amp;ob=av2e">Youtube</a></strong></span>.<a href="74P0708htk0&amp;feature"> </a> </span>Alma <span style="font-weight: normal;">(Tuk Music) esprime allo stesso tempo l&#8217;anima ritmica latina e quella universale: il lavoro è firmato dal principe della tromba </span>Paolo Fresu<span style="font-weight: normal;"> e dal poliedrico pianista tastierista cubano </span>Omar Sosa,<span style="font-weight: normal;"> con ospite il colossale violoncellista brasiliano </span>Jaques Morelenbaum<span style="font-weight: normal;">. Energico e spirituale, piacevolissimo.<a href="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2012/02/fresusosa_alma.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-3840" title="fresusosa_alma" src="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2012/02/fresusosa_alma-150x150.jpg" alt="" width="105" height="105" /></a><br />
</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-weight: normal;">Il terzo cd è della bravissima cantante di jazz e blues </span>Catherine Russe<span style="font-weight: normal;"><strong>ll</strong>, ancora poco nota dalle nostre parti ma dotata di una voce strepitosa, tra le cui corde vocali riecheggiano le grandi vocalist afroamericane del Novecento. Il titolo dell&#8217;album è </span>Strictly Romancin&#8217; <span style="font-weight: normal;">( World Village &#8211; Distr. Ducale). Da comprare ad occhi chiusi tutti e tre. Aggiornamento 19 febbraio 2012.</span></strong></p>
<p><span style="font-weight: normal;">********************************************************************</span></p>
<p>Tre album per un giro musicale  intorno al mondo: dall&#8217;Argentina all&#8217;Uruguay, dall&#8217;Italia agli Stati Uniti. Questi i titoli: <strong>Córdoba Reunion, </strong><strong>Sin Lugar a dudas </strong> (Abeat Records); <strong>Beatriz Aguiar,</strong> <strong>Nomade</strong> (Felmay) e <strong>Filippo Cosentino</strong>, <strong>Lanes </strong>(Green Production).</p>
<p><strong><a href="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2012/01/100-cordoba-1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3599" title="100-cordoba-1" src="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2012/01/100-cordoba-1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></strong></p>
<p><strong>Córdoba Reunion, </strong><em>Sin Lugar a dudas </em> (Abeat records)<strong> </strong></p>
<p>Alla fine dell’ultima nota di <em>Huayno en 5</em> che chiude il Cd ti rendi conto che il nome dell&#8217;album, <strong>Sin Lugar a Dudas</strong>, calza a pennello per suggerirti che dei dubbi proprio non te ne rimangono rispetto a questo progetto. Poiché hai di fronte uno dei dischi più belli usciti nel 2011 e quattro musicisti argentini di grande spessore, tutti nativi della città argentina di Córdoba e che vivono da tempo in paesi diversi. Ma per fortuna, anche nostra, ogni tanto si ritrovano e creano nuove pagine di musica. E&#8217; il caso di <em><strong>Sin Lugar a Dudas. </strong><span style="font-style: normal;">C</span></em>on studiato equilibrio questo lavoro mescola tradizione argentina, temerarietà cordobese, espressività latinoamericana, spiritualità, ritmiche, timbriche, colori e linguaggi senza confini. Insomma come si legge nella note di copertina vengono fuori i caratteri della cultura cordobese, il sacro e il profano, la dolcezza e l&#8217;aggressività, un ritmo pari e uno dispari. Tutto questo si amalgama poi al ricchissimo patrimonio di sonorità assimilato nel corso di anni di esperienze diverse e combinato in modo unico alla sintassi jazzistica  magicamente dominata dai membri del quartetto, ossia il bassista Carlos “El tero” Buschini, il sax Javier Girotto, il pianista Gerardo Di Giusto e il percussionista Gabriel &#8220;minino&#8221; Garay. Risultato, a nostro avviso: etnojazz con tinte latine in grado di distaccarsi e allo stesso tempo di fornire nuovi colori all&#8217;oramai classico ombrello del latin jazz in cui predomina dai tempi di Chano Pozo e Gillespie la modalità afrocubana o afroboricua. <strong>Córdoba Reunion</strong> va appunto oltre quelle impronte di <em>latin mainstream</em>, ci  apre una nuova finestra sul mondo delle musiche e al contempo tenta di restituirci gli umori e la biodiversità culturale del pianeta attraverso le specifiche sensibilità maturate dai quattro vecchi (si fa per dire, sono ancor nel bel mezzo del cammin&#8230;) amici di Córdoba. Tra le undici composizioni, oltre alla track-list scritta da Buschini, merita un plauso <em>La Cambiada</em> con un groove e un  impasto sonoro entusiasmanti pungolati di continuo dal basso di Carlos &#8220;El Tero&#8221; in particolare stato di grazia.</p>
<p><strong><a href="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2012/01/beatriz_aguiar_nomade_big_30222.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3600" title="beatriz_aguiar_nomade_big_30222" src="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2012/01/beatriz_aguiar_nomade_big_30222-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Beatriz Aguiar,</strong> Nomade (Felmay)</p>
<p>Questo nuovo album evidenzia le molteplici influenze musicali della cantante uruguaiana, Beatriz Aguiar, che vanno dalle musiche popolari e afro del continente Sudamericano, alla Spagna al Sud italiano. Così come incorpora l&#8217;affascinante viaggio della musica dei gitani dell&#8217;Europa orientale e del Medio Oriente, prima musica degli schiavi africani e quella degli emigranti del secolo scorso. Nelle sue composizioni e in quelle di altri compositori come nel caso del poeta sardo Antonio Mura Ena o di Luigi Marielli (Tazenda), Beatriz ha fuso un mix di stili e generi dove passione, miti e leggenda diventano un punto di incontro.</p>
<p>« … il nuovo continente era permeato di suoni del Mediterraneo e di lamenti gitani da oriente a occidente. Questi, incontrando i ritmi e la potenza dello spirito e del corpo africani e i miti degli indigeni hanno dato vita a un mondo nuovo: la giovane e bella America Latina &#8230; ». E i  cui timbri più afrolatini spiccano nelle tracce Manzanilla e Ululu Bambo.</p>
<p><strong><a href="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2012/01/Lanes-300x300.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3601" title="Lanes-300x300" src="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2012/01/Lanes-300x300-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Filippo Cosentino</strong>, Lanes (Green Production- filippo cosentino.com)</p>
<p>Il bravo chitarrista-arrangiatore <strong>Filippo Cosentino</strong> per questo suo esordio discografico con <em>Lanes </em>ha voluto al proprio fianco un nome  del calibro di Fabrizio Bosso,  uno dei migliori giovani trombettisti in circolazione in Europa e non solo. Bosso collabora in due brani dei nove che completano il progetto: cinque composizioni sono firmate da Cosentino mentre le altre quattro sono  interessanti arrangiamenti di evengreen jazzistici di Gil Evans, Benny Golson, Thelonius Monk e Miles Davis. <em>Lanes </em>è uno di quei dischi che ti prende subito fin dai primi accordi anche perché non è complicato riconoscere  i linguaggi prediletti dal talentuoso musicista piemontese che spaziano  tra jazz-rock, fusion e blues e qua e là spruzzatine latine. Suggeriamo l&#8217;ascolto di <em>Blue Monk</em>, la titletrack <em><strong>Lanes</strong></em><strong> </strong>(in cui fa la sua figura anche il loop di batteria) in cui fanno capolino accenti ritmici di bossa, ma l&#8217;esecuzione che ci ha affascinato maggiormente è la corta ma efficace <em>Hassan&#8217;s Dream</em> in cui brilla lo spirito ispano-americano. Tutto l&#8217;album  comunque è un tripudio di swing. Una bellissima scoperta, meglio tardi che mai, l&#8217;aver conosciuto e apprezzato l&#8217;ottimo Filippo Cosentino.</p>
<p><a href="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2012/01/Barranquilla-Carnaval1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3628" title="Barranquilla Carnaval" src="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2012/01/Barranquilla-Carnaval1-150x150.jpg" alt="" width="120" height="120" /></a>E&#8217; in arrivo il  <strong><span style="color: #ff0000;"><a href="http://www.carnavaldebarranquilla.org/">Carnevale 2012 di Barranquilla</a>.</span></strong></p>
<p><strong>ascolta la ritmatissima canzone del carnevale di quest&#8217;anno: </strong></p>
<p><strong><a href="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2012/01/Colores-de-Febrero-17Dmaster.mp3">Colores de Febrero 17Dmaster</a></strong></p>
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		<title>OSCAR ACEVEDO e Jazz-in Colombia</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Feb 2012 14:17:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il pianista, compositore, arrangiatore e produttore OSCAR ACEVEDO racconta il suo jazz e le nuove sperimentazioni colombiane. Nel filmato anche due frammenti di un suo concerto in quartetto al club-ristorante Andrés DC di Bogotà. Un ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il pianista, compositore, arrangiatore e produttore OSCAR ACEVEDO racconta il suo jazz e le nuove sperimentazioni colombiane. Nel filmato anche due frammenti di un suo concerto in quartetto al club-ristorante Andrés DC di Bogotà. Un locale della capitale molto alla moda.<span id="more-3783"></span></p>
<p>Oscar Acevedo vanta una carriera professionale nella musica di oltre venticinque anni. Ha spaziato dalla musica popolare, musiche per il cinema fino alle varie espressioni del jazz. Numerose le sue tournée all&#8217;estero: Caracas Jazz festival, Lisbona, Madrid, Barcelona (dove ha vissuto per un lungi periodo), Bruxelles, Tolouse, Cile , Argentina, Uruguay e Messico. Il mondo musicale brasiliano lo conosce molto bene e ha lavorato con artisti brasiliani in tour in Colombia.</p>
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		<title>Cuba in lutto: si è spenta SARA GONZALEZ (+video)</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 02:02:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Grilli</dc:creator>
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		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
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		<category><![CDATA[Cuba]]></category>
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		<description><![CDATA[La musica cubana piange la scomparsa della cantautrice cubana Sara González, che fondò assieme a Pablo Milanés e Silvio Rodriguez il Movimento della Nuova Trova. Nata il 13 luglio 1951 a Marianao (Habana), Sara è deceduta mercoledì 1 febbraio; era stata operata diversi mesi fa al colon per un tumore che purtroppo si è rivelato incurabile  (la ricordiamo con la canzone Giron + Video).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La musica cubana piange la scomparsa della cantautrice  <strong>Sara González</strong>, che fondò assieme a Pablo Milanés e Silvio Rodriguez il Movimento della Nuova Trova cubana. Nata il 13 luglio 1951 a Marianao (Habana), Sara è deceduta <strong>mercoledì 1 febbraio</strong>; era stata operata diversi mesi fa al colon per un tumore, che purtroppo si è rivelato incurabile  (la ricordiamo con la canzone Giron + Video).</p>
<p><span id="more-3732"></span><a href="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2012/02/sara2.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3773" title="Roberto Chile" src="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2012/02/sara2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Stroncata da un cancro al colon, Sara era nata a Marianao (Habana) nel 1951,  aveva portato la canzone poetico-rivoluzionaria cubana in tutto il mondo. Negli anni Ottanta cantò anche a Venezia in duo con Silvio Rodriguez (foto sotto) nell’ambito di una Settimana dedicata alla Cultura del paese caraibico. <a href="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2012/02/Sara-Gonzales-e-Silvio-Rodriguez-a-Venezia-anni-Ottanta.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-3770" title="Sara Gonzales e Silvio Rodriguez a Venezia anni Ottanta" src="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2012/02/Sara-Gonzales-e-Silvio-Rodriguez-a-Venezia-anni-Ottanta-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Molti dei volontari che hanno partecipato alle    Brigate di Lavoro  José Martì  ricorderanno che la sveglia al Campamento di Caimito-Bauta (a circa 50 km dalla capitale) avveniva con un&#8217;introduzione di piano e dopo le note ben scandite di quella melodia sorgeva come il sole la voce di Sara che  attaccava  la celebre    <em>Giron &#8211; La Victoria</em>. Per il momento la ricordiamo con quella stupenda canzone registrata in questo video.</p>
<p style="text-align: center;">
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<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;">Il testo della  canzone:</p>
<p style="text-align: center;">Cuando cambia el rojo color del cielo<br />
por el blanco color de palomas<br />
se oyen las campanas de los hombres<br />
que levantan sus sonrisas de las lomas.</p>
<p style="text-align: center;">Después que entre pecho y pecho<br />
haya tenido el deseo de quemar,<br />
de matar, de vengar y de vencer.</p>
<p style="text-align: center;">Y cuando no se olvida que no hay<br />
libertad regalada, sino tallada<br />
sobre el mármol y la piedra<br />
de monumentos llenos de flores y de tierra,<br />
y por los héroes muertos en las guerras<br />
se tiene que luchar y ganar,<br />
se tiene que reír y amar,<br />
se tiene que vivir y cantar,<br />
se tiene que morir y crear.</p>
<p style="text-align: center;">Canto y llanto de la tierra,<br />
canto y llanto de la gloria,<br />
y entre canto y llanto de la guerra,<br />
nuestra primera victoria.</p>
<p style="text-align: center;">De luces se llenó mi cielo<br />
de esta tierra insurrecta,<br />
y entre luces se batió seguro<br />
buscando la victoria nuestra.</p>
<p style="text-align: center;">Hoy se camina confiado<br />
por los surcos de la historia,<br />
donde pelearon los héroes<br />
para alcanzar la victoria.</p>
<p style="text-align: center;">(1974)</p>
<p style="text-align: center;">Leggi l&#8217;articolo in spagnolo su <a href="http://www.cubadebate.cu/noticias/2012/02/01/murio-la-cantautora-cubana-sara-gonzalez/">Cubadebate</a> o in i<a href="http://it.cubadebate.cu/notizie/2012/02/02/sara-gonzalez-costernazione-nella-cultura-cubana/">taliano</a></p>
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		<title>MUSICA JAZZ: in vetrina Nascimento, Jobim e López Nussa</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 19:17:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Grilli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Brasile]]></category>
		<category><![CDATA[Cuba]]></category>
		<category><![CDATA[Samba Bossanova]]></category>
		<category><![CDATA[TOP NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[latin jazz]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[bossanova]]></category>
		<category><![CDATA[Harold Lopez Nussa]]></category>
		<category><![CDATA[latinjazz]]></category>
		<category><![CDATA[Milton Nascimento]]></category>
		<category><![CDATA[Paulo Jobim]]></category>

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		<description><![CDATA[Musica Jazz di febbraio (in edicola da pochi giorni) presenta due importanti protagonisti della musica brasiliana e un giovane talento del pianismo cubano. Si parla di bossanova, samba, choro, Tom Jobim, Vinicius de Moraes e di ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Musica Jazz </strong>di<strong> </strong>febbraio (in edicola da pochi giorni) presenta due importanti protagonisti della musica brasiliana e un giovane talento del pianismo cubano. Si parla di bossanova, samba, choro, Tom Jobim, Vinicius de Moraes e di altro, con <strong>Milton Nascimento</strong> e <strong>Paulo Jobim; </strong>di latin jazz e clave, con il pianista avanero, figlio d&#8217;arte, <strong>Harold López Nussa</strong>. <strong><span id="more-3749"></span></strong></p>
<p><strong><a href="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2012/02/Paulo-Jobim-br.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3751" title="Paulo Jobim - br" src="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2012/02/Paulo-Jobim-br-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Milton Nascimento </strong>(cantante e polistrumentista del Minas Gerais, Premio Tenco 2008)  e <strong>Paulo Jobim </strong>(nella foto,<strong> </strong>chitarrista e figlio del grande Maestro carioca Antonio Carlos Jobim) parlano dei cinquant’anni della bossanova,  di <em>samba-cançao, </em> di choro, di Chega de Saudade, del Cd Novas Bossas, dei rapporti tra samba e jazz,  e dei padri più famosi della bossa: <strong>Tom Jobim, João Gilberto, Newton Mendonça e Vinícius de Moraes</strong>. E alla fine quando si cerca di trovare una definizione di bossa, Paulo Jobim dice: &#8220;&#8230;non saprei dire cos’è esattamente, ma i primi tre dischi di João Gilberto per me sono la <em>bossa nova&#8221;. Foto di copertina: courtesy Roberto Cifarelli<br />
</em></p>
<p><em> </em><strong><a href="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2012/02/Lopez-Nussa-Sobre-Atelier.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-3753" title="Lopez Nussa , Sobre Atelier" src="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2012/02/Lopez-Nussa-Sobre-Atelier-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Harold </strong>racconta il suo cammino e sottolinea che<strong> </strong><em>«Come cubano e per tradizioni famigliari sono doppiamente legato al ritmo e al mondo magico dei tamburi afrocubani ». Poi vengono presentati</em><strong> </strong>gli album fin qui registrati a suo nome:<strong> «Canciones» (Connector Records); «Herencia» (World Village) e «El País de las Maravillas» (World Village- Ducale distr.). </strong></p>
<p><a href="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2012/02/lopez-nussa_mj2_2012-grilli-br.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3754" title="lopez nussa_mj2_2012 - grilli - br" src="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2012/02/lopez-nussa_mj2_2012-grilli-br.jpg" alt="" width="288" height="169" /></a>E noi aggiungiamo che recentemente ha  collaborato a «Ninety Miles», un ottimo Cd a firma di David Sanchez, Stefon Harris (vibrafono) e Christian Scott (tromba) pubblicato da Concord Picante.</p>
<p>Tra le altre cose interessanti in questo numero di <strong>Musica Jazz</strong>, ora diretta da Luca Conti, vi segnalo l&#8217;inserto e cd dedicato a Gil Evans. Perché? Ho scoperto un po&#8217; di cose , che non conoscevo o mi erano sfuggite, di sapore latino tra le 17 tracce del cd allegato. In particolare le percussioni di Candido Camero o quelle di Don Elliott  rappresentative del tumbao alla Chano Pozo anni Quaranta. Si tratta di interventi ritmici molto semplici  rispetto ai virtuosismi  che ascoltiamo oggi anche dai congueri meno celebrati. In questo campo i percussionisti di impronta afrocubana o afrocaraibica hanno fatto passi da gigante negli ultimi trent&#8217;anni. Grazie mille a Luca Conti e Filippo Bianchi che con il lavoro di selezione fatto per la produzione del cd hanno consentito a molti cultori di afrocubanjazz di arricchire il loro specifico bagaglio conoscitivo.<a href="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2012/02/mjazz_-02-2012-cover-br1.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-3760" title="mjazz_ 02 2012  cover -br" src="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2012/02/mjazz_-02-2012-cover-br1-150x150.jpg" alt="" width="92" height="92" /></a></p>
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		<title>CROSSROADS 2012: inaugura il 25 febbraio, e con un tocco latin</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 21:52:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Grilli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tango]]></category>
		<category><![CDATA[latin jazz]]></category>
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		<category><![CDATA[Crossroads 2012]]></category>
		<category><![CDATA[Guinga]]></category>
		<category><![CDATA[Javier Girotto]]></category>
		<category><![CDATA[Melingo]]></category>

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		<description><![CDATA[Crossroads 2012, straordinario cartellone itinerante di jazz  in Emilia-Romagna giunto alla tredicesima edizione, partirà dal Teatro De André di Casalgrande (Re) il 25 febbraio. A dare il via all’imponente kermesse sarà un trio nel quale confluiscono personalità di spicco della musica jazz, latina e del pop d’autore: il sassofonista Javier Girotto e il pianista Natalio Mangalavite, entrambi italo-argentini,  e l'inconfondibile cantante e attore Peppe Servillo. Altre sonorità sudamericane si potranno ascoltare nelle lunga rassegna che terminerà il 27 maggio. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Crossroads 2012</strong>, straordinario itinerario di jazz  in Emilia-Romagna giunto alla tredicesima edizione, partirà dal Teatro De André di Casalgrande (Re) il 25 febbraio. A dare il via  sarà un trio nel quale confluiscono personalità di spicco della musica jazz, latina e del pop d’autore: il sassofonista <strong>Javier Girotto </strong>(nella foto) e<strong> </strong>il pianista <strong>Natalio Mangalavite, </strong>entrambi italo-argentini<strong>,</strong> e l&#8217;inconfondibile cantante e attore <strong>Peppe Servillo. <span style="font-weight: normal;">Altre sonorità sudamericane si potranno ascoltare durante l’imponente kermesse. Il sipario calerà il 27 maggio a Santarcangelo (Rn). </span><span id="more-3712"></span><br />
</strong></p>
<p><a href="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2012/02/logo-Crossroads.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3714" title="logo Crossroads" src="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2012/02/logo-Crossroads.jpg" alt="" width="281" height="63" /></a>Quella che inizierà il 25 febbraio e proseguirà poi sino al 27 maggio sarà la tredicesima edizione di <strong>Crossroads</strong>, il festival itinerante lungo tutto il territorio dell’Emilia-Romagna che sin dalla sua prima edizione si è imposto tra gli appuntamenti più ricercati e originali del panorama italiano, anche in virtù del suo ‘format’, che ha fatto scuola. Il cartellone di Crossroads conterà infatti oltre trenta serate di concerti che toccheranno sia i principali centri urbani che i piccoli paesi che si estendono lungo la via Emilia, una vera strada maestra dei teatri. Artisti di spicco e nuove proposte, tradizione e modernità, musicisti italiani, europei, statunitensi, sudamericani: Crossroads esplorerà le vie del jazz seguendo i percorsi più stimolanti e creativi.</p>
<p><strong>Crossroads 2012</strong> è organizzato come sempre da Jazz Network in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura della Regione Emilia-Romagna e numerose altre istituzioni.</p>
<p>Il concerto d’apertura di Crossroads 2012 si terrà al Teatro De André di Casalgrande il 25 febbraio. A dare il via all’imponente kermesse sarà un trio nel quale confluiscono personalità di spicco della musica jazz, latina e del pop d’autore: il sassofonista <strong>Javier Girotto</strong>, l’inconfondibile cantante e attore <strong>Peppe Servillo</strong>, il pianista <strong>Natalio Mangalavite</strong>.</p>
<p>Nei tre mesi di durata del festival seguiranno poi numerosi altri eventi di particolare rilievo. Decisamente spettacolari saranno, ad esempio, gli appuntamenti con il quintetto multimediale formato da <strong>Paolo Fresu</strong>, <strong>Roswell Rudd</strong>, <strong>Danilo Rea</strong>, <strong>martux_m</strong> e <strong>Filippo Bianchi</strong>, il cui libro <em>101 microlezioni di Jazz</em> fornirà la trama per questa produzione originale del festival (Correggio, 5 maggio, Teatro Asioli), e con <strong>Memorie di Adriano, </strong>ovvero le canzoni del clan di Adriano Celentano servite da personalità musicali di spicco come <strong>Peppe Servillo</strong>, <a href="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2012/02/Bosso-Biondini-br-IMG_9417.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-3718" title="Bosso Biondini - br IMG_9417" src="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2012/02/Bosso-Biondini-br-IMG_9417-150x150.jpg" alt="" width="120" height="120" /></a><strong>Fabrizio Bosso </strong>(nella foto con Luciano Biondini), <strong>Javier Girotto</strong>, <strong>Rita Marcotulli</strong>, <strong>Furio Di Castri</strong> e <strong>Mattia Barbieri</strong> (Imola, 10 maggio, Teatro dell’Osservanza). Beniamini del grande pubblico sono anche la cantante <strong>Petra Magoni</strong> e il bassista <strong>Ferruccio Spinetti</strong>, il cui duo “Musica Nuda” è da anni una presenza forte nel panorama della canzone jazzata (Russi, 19 aprile, Teatro Comunale).</p>
<p><a href="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2012/02/Maria-João.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3715" title="Maria João" src="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2012/02/Maria-João-150x150.jpg" alt="" width="120" height="120" /></a>Magie musicali dal profumo portoghese saranno poi quelle create dal seducente duo della cantante <strong>Maria João</strong> (foto a sinistra) con il pianista <strong>Mário Laginha</strong> (Massa Lombarda, 8 marzo, Sala del Carmine) mentre l’aria musicale del Sud America sarà portata dall&#8217;eclettico cantante e multistrumentista argentino<strong> Daniel Melingo <a href="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2012/02/Daniel-Meling-8x6.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-3723" title="Daniel Meling 8x6" src="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2012/02/Daniel-Meling-8x6-150x150.jpg" alt="" width="120" height="120" /></a></strong> il cui sestetto Maldito Tango tenta di rinnovare il codice del tango canción, linguaggio poetico-culturale di Buenos Aires  e Montevideo associato all&#8217;immortale tanguero Carlos Gardel, scomparso nel lontano 1935 a Medellín. (Rimini, 15 aprile, Teatro degli Atti).</p>
<p>Altri big in cartellone a Crossroads sono il quintetto del batterista <strong>Roberto Gatto</strong> (Longiano, 16 marzo, Teatro Petrella) e il trio della funambolica pianista giapponese <strong>Hiromi</strong> (Ravenna, 29 aprile, Teatro Alighieri).</p>
<p>Molte, ricercate e prestigiose saranno poi le proposte di jazz cantato: dalla giovanissima rivelazione (appena dodici anni!) <strong>Gioia Persichetti</strong>, in duo con la pianista <strong>Stefania Tallini</strong> (Massa Lombarda, 30 marzo), alle voci affermate (e premiate da <em>DownBeat</em>) di <strong>Kurt Elling</strong> (che chiuderà il festival il 27 maggio a Santarcangelo, Teatro Supercinema) e <strong>Gretchen Parlato</strong> (Longiano, 21 marzo), passando per <strong>Napoleon Maddox</strong>, una delle più innovative voci della cultura hip hop statunitense (Modena, 20 aprile, La Tenda), e la coreana <strong>Youn Sun Nah</strong>, nuova regina della scena europea (Imola, 6 maggio).</p>
<p>Numerosi altri appuntamenti completeranno la lunga stagione musicale di Crossroads 2012. <a href="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2012/02/Cheryl-Porter-br-Ok_5257.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-3716" title="Cheryl Porter br Ok_5257" src="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2012/02/Cheryl-Porter-br-Ok_5257-150x150.jpg" alt="" width="120" height="120" /></a>Nel <span style="text-decoration: underline;">mese di marzo</span> il festival ospiterà: il quartetto di <strong>Cheryl Porter </strong>(foto), voce carismatica tra jazz, soul e gospel (Cesenatico, 10 marzo, Teatro Comunale); due serate al Cassero Teatro Comunale di Castel San Pietro Terme, con il gruppo <strong>Ja Vigiu Plamja </strong>della cantante <strong>Silvia Donati</strong> e un trio che riunisce <strong>Daniele D’Agaro, Mauro Ottolini e Zeno de Rossi</strong> (il 17) e con il quartetto co-diretto da due grandi del sax tenore, <strong>Dave Liebman ed Ellery Eskelin</strong> (il 18); il quintetto della vocalist <strong>Eloisa Atti </strong>con il suo tributo a Billie Holiday (Massa Lombarda, il 23); la prorompente <strong>Pocket Brass Band</strong> guidata dal trombonista <strong>Ray Anderson</strong> (Piacenza, il 24, Teatro President); il poetico duo formato da <strong>Javier Girotto</strong> assieme al fisarmonicista <strong>Luciano Biondini</strong> (Solarolo, il 29, Oratorio dell’Annunziata). Il 31 a Dozza si potranno ascoltare un solo pomeridiano del bandoneonista <strong>Carlo Maver</strong> (all’Enoteca Regionale dell’Emilia-Romagna) e un concerto serale della cantante <strong>Tiziana Ghiglioni</strong> in duo col chitarrista <strong>Simone Massaron</strong> (al Teatro Comunale).</p>
<p>Una lunga carrellata di concerti riempirà anche il <span style="text-decoration: underline;">mese di aprile</span>, quando arriveranno: un doppio concerto a Dozza (l’1 aprile) con il duo <strong>Vocione</strong> (ovvero Marta Raviglia e Tony Cattano) e il duo formato dal vocalist <strong>John De Leo</strong> e il pianista <strong>Fabrizio Puglisi</strong>; <a href="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2012/02/Casini-Guinga-IMG_5197-br.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3717" title="Casini - Guinga IMG_5197 - br" src="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2012/02/Casini-Guinga-IMG_5197-br-150x150.jpg" alt="" width="120" height="120" /></a>poi <strong>Guinga e Barbara Casini </strong>(foto, sin.))  intrepretano il Brasile con  chitarra e voce (Russi, il 3; Guinga terrà anche il seminario di “Mister Jazz” a Ravenna, Teatro Rasi, il 6); il quartetto del sassofonista <strong>Lew Tabackin</strong> con la pianista <strong>Helen Sung</strong> (Ferrara, Jazz Club, il 6); il trittico di serate di “Massa Sonora” a Massa Lombarda, con un solo del pianista <strong>Franco D’Andrea</strong> (il 12, preceduto nel pomeriggio da un seminario), due formazioni provenienti dall’universo musicale del collettivo El Gallo Rojo, l’<strong>Orchestra Vertical </strong>e i <strong>4 Stories</strong> con <strong>Matt Renzi</strong> (il 13), la sovrapposizione degli <strong>Hopscotch</strong> e dei <strong>Crisco 3</strong>, due trii guidati dal sassofonista <strong>Francesco Bigoni</strong> (il 14); il pianista e trombettista <strong>Dino Rubino </strong>(foto, dx)<a href="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2012/02/Dino-Rubino-Br-IMG_9785.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-3725" title="Dino Rubino Br IMG_9785" src="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2012/02/Dino-Rubino-Br-IMG_9785-150x150.jpg" alt="" width="120" height="120" /></a>, impegnato sia in solo che in trio con un progetto dedicato a Miriam Makeba (Modena, il 17); la <strong>Unknown Rebel Band</strong> del pianista<strong> Giovanni Guidi</strong>, formazione che pone fianco a fianco le più promettenti giovani leve del jazz italiano e musicisti dalla fama già ben consolidata (Rimini, il 22); gli <strong>Opus 5</strong>, una all star newyorkese nella quale spicca il trombettista <strong>Alex Sipiagin</strong> (Ferrara, il 24).</p>
<p>Una situazione assai particolare sarà quella che si creerà a Correggio: qui alcuni dei più importanti giovani talenti attivi sulla scena jazz italiana saranno protagonisti di una formula <em>artist in residence</em> che li vedrà impegnati per diversi giorni nella città emiliana in varie attività (serate in club, seminari, registrazioni, set fotografici…), coronate poi da un concerto finale. I musicisti coinvolti saranno il sassofonista <strong>Dan Kinzelman</strong> (in concerto con il quartetto Ghost, tutto fiati e percussioni, il 30 aprile); il trombonista <strong>Gianluca Petrella</strong> (<em>live</em> con la Cosmic Band &#8211; <span style="text-decoration: underline;">nella foto</span> -, il 12 maggio)<a href="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2012/02/Petrella-Cosmic-band-BR-IMG_93291.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3730" title="Petrella Cosmic band  BR IMG_9329" src="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2012/02/Petrella-Cosmic-band-BR-IMG_93291-150x150.jpg" alt="" width="103" height="103" /></a>; il pianista <strong>Giovanni Guidi</strong> (con il suo New Quintet, il 17); il sassofonista <strong>Raffaele Casarano</strong> (con il gruppo The Other Locomotive, il 19); il trombettista <strong>Fulvio Sigurtà</strong> (con gli Electric Alchemists, il 23).</p>
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		<title>Brian Lynch: tromba in salsa jazz (+video)</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 17:28:55 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Mentre studiava e suonava jazz  con i grandi maestri, Il giovane Lynch contemporaneamente coltivava anche il suo amore per la salsa e i ritmi latini, arrivando a lavorare pure con  il famoso salsero Hector Lavoe. Oggi <strong>Brian Lynch, statunitense,</strong> è uno dei migliori trombettisti di latinjazz in circolazione e solista del quartetto di Eddie Palmieri. Assieme al profilo dell&#8217;artista vi proponiamo un video realizzato con immagini girate nel luglio 2011 alle rassegne jazzistiche di Verona e Perugia<span id="more-3694"></span></p>
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<p>Nato il 12 settembre 1956, Urbana, Illinois, USA, il trombettista, compositore e bandleader Brina Lynch è cresciuto a Milwaukee dove ha iniziato a dieci anni i suoi primi studi musicali.  Poi si è diplomato al Conservatorio dopo altri sei anni di studio. Vanta un percorso artistico di grandissimo spesso collaborando con Horace Silver Quintet (1982-1985) e più o meno nello stesso periodo con la Toshiko Akiyoshi Jazz Orchestra (1982-1988).  Simultaneamente entrava nel mondo della musica latina perché affascinato dalla salsa facendosi così conoscere dal pubblico attraverso le orchestre  di Angel Canales (1982-83) ma anche per le collaborazioni con il più famoso cantante di salsa, Hector Lavoe (1983-87).  La grande notorietà nel vecchio Continente è iniziata però a fianco del pianista bandleader Eddie Palmieri con cui lavora fin dal 1987.</p>
<p><a href="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2012/01/Brian-Lynch_9130-BR-.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3696" title="Brian Lynch_9130 -BR" src="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2012/01/Brian-Lynch_9130-BR--150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>L&#8217;inclinazione latinoamericana non ha impedito a Lynch di continuare a frequentare il suo bacino di origine, il jazz, suonando tra gli altri con l’altossafonista Phil Woods, con Art Blakey e  spesso con  Benny Golson. Quindi trattasi di musicista molto rispettato dai grandi del jazz afroamericano e che i cultori del latin jazz-salsa riconoscono soprattutto come il trombettista delle formazioni di Eddie Palmieri, e certamente  come uno dei più talentuosi strumentisti che meglio sanno interpretare l’anima ritmica dell’afrolatin. Negli ultimi anni lo abbiamo apprezzato spesso a fianco di musicisti afrocaraibici: Horacio El Negro Hernandez, Dafnis Prieto, Yosvany Terry, Miguel Zenon, Pedro Martinez, Paoli Mejias, Mario Rivera, Giovanni Hidalgo, ma anche con il trombonista Conrad Herwig o il sax Donald Harrison.  Assieme a Eddie Palmieri ha firmato il progetto <strong><em>Simpatico </em></strong>premiato per miglior album di Latin Jazz, Grammy Award 2007. Oltre all’attività di concertista Brian è docente di tromba jazz in alcune Università statunitensi. Se parliamo di discografia, da leader ha inciso circa una ventina di album mentre le sue collaborazioni con altri artisti sono sterminate.</p>
<p>Nella foto seguente scattata domenica 17 luglio 2011 a Umbria Jazz: da sinistra, Eddie Palmieri (p), Brian Lynch (tp), Luques Curtis (cb) e Horacio &#8220;El Negro&#8221; Hernandez, dr.</p>
<p><a href="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2012/01/Eddie-Palmieri-perugia-BRIAN-LYNCH-BR.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3697" title="Eddie Palmieri perugia  - BRIAN LYNCH  BR" src="http://www.micaribe.it/wp-content/uploads/2012/01/Eddie-Palmieri-perugia-BRIAN-LYNCH-BR.jpg" alt="" width="560" height="435" /></a></p>
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