Libri Novità. “IL JAZZ IN ITALIA – Terzo Volume” di Adriano Mazzoletti

La casa editrice EDT ha mandato in libreria il terzo volume della monumentale opera di Adriano Mazzoletti, IL JAZZ IN ITALIA – Dagli anni Sessanta al Terzo Millennio, a cura di Marcello Piras. Il terzo libro, oltre 1100 pagine, esce postumo, a due anni e mezzo dalla scomparsa dell’autore, avvenuta il 18 giugno 2023. Un lavoro indispensabile a studiosi, ricercatori, musicisti e a tutti gli appassionati che vorranno scoprire il lungo cammino della musica afroamericana in Italia.

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Crossroads: GIANLUCA PETRELLA & GIOVANNI GUIDI

26. febbraio 2017 – 16:11No Comment
Crossroads: GIANLUCA PETRELLA & GIOVANNI GUIDI

Crossroads 2017 transiterà nel comune di Fusignano (RA) con ben quattro concerti nel mese di marzo. La prima di queste tappe sarà venerdì 3 marzo (con inizio alle ore 21), quando all’Auditorium Corelli si esibirà un duo che rappresenta al meglio l’attuale magica stagione del jazz italiano: “Soupstar”, progetto che affianca il trombone (e gli effetti elettronici) di Gianluca Petrella e il pianoforte di Giovanni Guidi.

Nelle settimane successive la kermesse jazzistica organizzata da Jazz Network e dall’Assessorato alla Cultura della Regione Emilia-Romagna porterà a Fusignano artisti come Enrico Rava (il 17), i Quintorigo e Roberto Gatto (il 23), Daniele di Bonaventura (il 31). Il concerto è realizzato in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Fusignano.

“Soupstar”, sulla cresta dell’onda jazzistica italiana da quasi cinque anni, è quel che avviene a mettere insieme due musicisti indomiti e creativi come Gianluca Petrella e Giovanni Guidi, accomunati dall’essere transitati nei gruppi di Enrico Rava (ed entrambi, al momento attuale, fanno parte del quintetto Rava Tribe).

Gianluca Petrella, prima di entrare nell’orbita di Rava, aveva già messo in chiaro di avere una marcia in più rispetto ai jazzisti della sua generazione: nato nel 1975 (a Bari), appena maggiorenne vantava già collaborazioni con Roberto Ottaviano e Greg Osby. Prima del 2001, quando si aggiudica il referendum Top Jazz come “migliore nuovo talento”, la sua strada ha già incrociato anche quella di Carla Bley e Steve Coleman. Da allora le collaborazioni si sono succedute in quantità tali da essere difficilmente riassumibili e i premi sono fioccati a ciclo continuo (dal Django d’Or come “migliore talento europeo” nel 2001 al Top Jazz del 2005, questa volta come “migliore musicista dell’anno”; per non dire del Critics Poll della rivista DownBeat, che lo vede vincitore nella categoria “artisti emergenti” nel 2006 e 2007, un traguardo mai prima d’allora raggiunto da un italiano). Ma quel che più conta sono le formazioni man mano ideate da Petrella, che ci hanno fatto conoscere la sua visione eversiva della tradizione trombonistica: dagli Indigo 4 ai Tubolibre, alla Cosmic Band.

Giovanni Guidi appartiene a una generazione più giovane (è nato a Foligno nel 1985) ma, Rava a parte, molte sono le similitudini tra il suo percorso e quello di Petrella, a cominciare da un approccio stilisticamente onnivoro che sottopone a una completa rivoluzione la tradizione jazzistica del suo strumento. Per il resto anche Guidi sta prendendo il largo con le collaborazioni internazionali, la creazione di gruppi a suo nome e l’accumulo di premi e riconoscimenti (anche lui si è aggiudicato il Top Jazz come “migliore nuovo talento”, nel 2007).

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