BOLOGNA JAZZ FESTIVAL: 30 ottobre/15 novembre 2020

Bologna Jazz Festival (30 ottobre/15 novembre 2020), edizione dei ricordi e delle celebrazioni: una ricorrenza storica imprescindibile (il centenario della nascita di Charlie Parker affidato a una trinità di sax: Francesco Cafiso, Mattia Cigalini, Jesse Davis); il sentito saluto a Steve Grossman, figura imponente della storia jazzistica di Bologna; il progetto monografico di Paolo Fresu su David Bowie.

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Chavela Vargas è scomparsa

5. agosto 2012 – 20:59No Comment
Chavela Vargas è scomparsa

Il mondo della canzone popolare è in lutto per la morte della cantante-chitarrista Chavela Vargas avvenuta il 5 agosto presso l’ospedale privato Inovamex di Cuernavaca( stato Morelos) a 70 km dalla capitale, dov’era ricoverata da oltre dieci giorni per gravissimi problemi cardiaci e respiratori. Era nata in Costa Rica 93 anni fa, ma all’età di 17 si trasferì in Messico, suo paese adottivo. Il medico J.M. Núñez che ha seguito Chavela fino all’ultimo dice che lei non aveva paura della morte perché  considerava questa tappa  “solo una trascendenza spirituale”. 
La cantante, che risiedeva nella città di  Tepoztlán, era da tempo sofferente per problemi respiratori e cardici. In luglio era stata ricoverata in Spagna  dove si era recata per presentare la sua biografia e l’ultimo disco.  Poi dopo alcuni giorni di convalescenza era rientrata in Messico.

La cantante  durante gli ultimi giorni della sua vita aveva ripetuto al medico e alla sua amica Maria Cortina di essere una sciamana e per questo non gradiva essere sottoposta a trattamenti in contrasto con una morte naturale, che considera la prima tappa della trascendenza cui aspira. Omosessuale (pubblicò nel 2002 su questo argomento un libro “se vuoi sapere tutto del mio passato), Chavela è stata una donna molto combattiva, senza peli sulla lingua, ha sfidato consapevolmente il machismo messicano e latinoamericano senza porsi freni  per le eventuali penalizzazioni alla carriera pubblica. Con la sua voce roca prestata alla canzone ranchera e i suoi comportamenti anticonformisti, trasgressivi andava sempre contromano, e con grande decisione.

La sua biografa, Maria Cortina, racconta nel libro che Chavela ha trascorso un’infanzia infelice e priva dell’affetto dei suoi famigliari. Il suo primo album risale al 1961 e in totale ne ha incisi circa un’ottantina. Negli anni Settanta si era ritirata dalle scene fino al suo ritorno avvenuto nel 1991. Durante la sua lunga carriera si esibì tra l’altro anche alla Carnegie Hall di New York e all’Olimpia  di Parigi  e il regista spagnolo Pedro Almodóvar ha considerato quest’artista al livello di Edith Piaf, Billie Holiday e Judy Garland.  Sarà ricordata eternamente con le sue straordinarie interpretazioni di “La Llorona” e  “Paloma Negra”.

Il Manifesto ancora una volta spicca su tutti i quotidiani italiani nell’osservare i fatti e i personaggi del mondo intero, e oggi, 7 agosto, in prima pagina riporta la notizia della morte di Chavela Vargas e all’interno le dedica una pagina intera curata da un critico musicale spagnolo. Per fortuna che esistono ancora giornali e menti come queste de Il Manifesto.

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