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GIAMAICA: INGLAN IS A BITCH di Mara Surace

24. marzo 2021 – 01:28No Comment
GIAMAICA: INGLAN IS A BITCH di Mara Surace

Patois giamaicano, reggae, cultura popolare e vitalità afrocaraibiche, razzismo made in Brixton questi gli ingredienti che muovono la vita e le opere di Linton Kwesi Johnson, l’ideatore della dub poetry che ora anche il pubblico italiano potrà conoscere meglio grazie all’importante libro realizzato dalla giovane ricercatrice Mara Surace (con una bella prefazione di Marco Aime)  per i tipi di Agenzia X con il titolo INGLAN IS A BITCH.
Mara Surace ripercorre la lunga vicenda  umana, sociale, politica e artistica in  un determinato arco storico e culturale di Linton Kwesi Johnson attraverso una meticolosa e articolata serie di citazioni riprese da interviste e, soprattutto, dai suoi testi. Un libro fondamentale per conoscere un artista conosciuto dalle nostre parti  dai pochissimi addetti ai lavori e soprattutto dai cultori di questo fenomeno abbastanza circoscritto, che invece meriterebbe maggiore attenzione e spazi.

Inglan is a bitch, il titolo della sua canzone più famosa, è uno dei primi libri biografici che esce in Italia sull’inventore della dub poetry e sulla sua carriera che rimane sempre sul confine tra poesia, impegno politico e musica.
Linton nasce in Giamaica nel 1952, a 11 anni si trasferisce nel quartiere londinese di Brixton ed è sottoposto alla brutale repressione e discrimi-nazione che colpisce tutti gli immigrati caraibici. Negli anni del liceo si unisce al movimento delle Pantere Nere, avvicinandosi alla poesia e alla musica. Dopo aver conseguito la laurea in Sociologia, prosegue la sua militanza artistica grazie alla collaborazione con “Race Today”, un’autorevole rivista della comunità nera in Gran Bretagna di cui poi diventerà direttore.
Da allora comincia a pubblicare dischi che diventano in breve opere d’arte riconosciute in tutto il mondo, album come Forces of Victo-ry e Bass Culture sono come dei gioielli preziosi sulla timeline del nostro presente.
Nel 2012 vince il Golden PEN Award, il premio più rinomato della letteratura inglese, e nel 2020 il PEN Pinter Prize.
In sintesi:  in 210 pagine la giovane e intraprendente autrice  punta i riflettori sul personaggio Linton e allo stesso tempo fotografa grandi lotte dallo spirito socialisteggiante o di giustizia sociale  e lo sviluppo di una dimensione musicale che costituì la colonna sonora di questa avvincente pagina scritta con tenacia da una generazione di combattenti democratici come Kwesi Johnson, che, se vogliamo, è anche un ottimo pretesto per rimandarci su quell’Oceano che ha visto le navi negriere trasportare milioni di schiavi strappati ai loro villaggi e tribù africani diretti allo sfruttamento e spesso al massacro nel Nuovo Mondo. (gfg)

 

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