CROSSROADS 2024 (3 marzo/13 luglio)jazz con  tanto Latin

Il festival Crossroads-jazz e altro in Emilia-Romagna festeggia la sua 25a edizione con un nuovo giro attorno al mondo delle musiche improvvisate (jazz e affini) dal 3 marzo al 13 luglio 2024: oltre 60 concerti, 400 musicisti tra cui grandi star italiane e internazionali (Enrico Rava, Paolo Fresu, Abdullah Ibrahim, Richard Galliano…) e di particolare soddisfazione per i nostri lettori la presenza di numerosi artisti delle Americhe del Sud, da Cuba all’Argentina al Brasile (Roberto Fonseca, Harold Lopez Nussa,Omar Sosa, Melingo, As Madalenas, Javier Girotto…).

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JULIAN LAGE Trio (Gallery, Torrione Fe)

20. novembre 2016 – 18:29No Comment
JULIAN LAGE Trio (Gallery, Torrione Fe)

L’ultimo appuntamento 2016 (18/11) al Torrione tra il Jazz Club Ferrara in collaborazione  con il Bologna Jazz Festival è stato dedicato alla presentazione di “Arclight”, l’album del giovane chitarrista californiano JULIAN LAGE, che sul palcoscenico estense è stato accompagnato dal contrabbassista peruviano Jorge Roeder e dal batterista bostoniano Eric Doob. Un trio magnifico,  e senza nulla togliere ai nomi più blasonati ospitati dal festival è il gruppo che, a nostro avviso, ci ha regalato uno dei concerti più brillanti, intensi e ricchi di belle sonorità di tutta la kermesse. (Video+ foto)

Julian Lage (il 25 dicembre compirà 29 anni), californiano, di origini portoghesi, si è confermato un musicista eccellente, una delle più importanti chitarre che abbiamo visto recentemente. Davvero un grandissimo talento, con una tecnica strepitosa che gli permette con estrema abilità di infilare uno stile dentro l’altro come in un tunnel senza fine,  e in sostanza di dominare tutto il mondo del chitarrismo moderno e anche della musica classica, linguaggio che qua e là spicca pure  in momenti di questo progetto con la chitarra elettrica. Che riporta Julian agli anni musicali dell’adolescenza. Ma nelle corde ascoltate al Torrione sono sfilati tutti i grandi maestri della chitarra, e non solo,  e in particolare dell’improvvisazione jazz.  Validissimi dal punto di visto tecnico ed espressivo anche i due giovani partner che hanno condiviso il palco del Torrione: il contrabbassista di origini peruviane Jorge Roeder e il bostoniano Eric Doob.  Tutti e tre questi musicisti hanno già lavorato con nomi stellari del jazz, tanto per citarne un paio: Gary Burton e Paquito D’Rivera. E con giovani di questo spessore il futuro del jazz è in buonissime mani.

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