LATIN JAZZ con  FLAMENCO: Daniel García Trio

Bellissimo omaggio ai grandi precursori del jazz flamenco e una nuova via al latin jazz quello che abbiamo ascoltato a Correggio Jazz 2024 con “La Via de la Plata” dal trio del pianista spagnolo Daniel García completato da due musicisti cubani (entrambi di Santa Clara): il contrabbassista Reinier Elizarde “El Negron” e il batterista Michael Olivera.

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Bongo e congas pari sono!? … così sembra per Musica Jazz.

23. agosto 2013 – 22:18No Comment
Bongo e congas pari sono!? … così  sembra per Musica Jazz.

Il mensile Musica Jazz scivola sugli accenti afrocubani. Leggendo il numero di agosto il lettore deduce che bongo e congas siano lo stesso strumento ! Le lacune, o speriamo distrazioni, sono  dei due critici-studiosi Antonio Berini e  G. M.Volonté, autori del validissimo dossier su “A drum is a Woman” in cui analizzano la suite del 1957 del grande maestro Duke Ellington, opera dove fanno capolino anche le percussioni afrocubane di Candido Camero.

Il dossier di agosto di Musica Jazz presenta A Drum Is a Woman “uno dei lavori meno conosciuti e reperibili” di Duke Ellington che la prestigiosa rivista ora propone in una nuova edizione in Cd  con “un commento critico dei due maggiori studiosi italiani della carriera di Elligton”. Antonio Berini e Giovanni M. Volonté  sono gli autori del dossier, complessivamente molto interessante. Quindi tutto bene? Noooo, purtroppo. Quando  i due critici  affrontano l’argomento percussioni afrocubane, o caraibiche, ovvero i tamburi impiegati in questo progett0-suite del 1957,  manifestano, alla pari di tanti altri illustri colleghi, molte lacune in merito, tanto da non saper distinguere i timbri  e i linguaggi delle congas da quelli dei bongo.  Pertanto il lettore non esperto di sonorità latin deduce che bongo e congas pari sono. E ciò avviene nonostante che negli ultimi anni la medesima testata ha pubblicato articoli e anche uno speciale dedicati alle musiche latin e ai relativi strumenti tradizionali impiegati nell’afrocuban jazz (oggi latin) con schede di ciascuna percussione. Tra queste la conga, o tumbadora, e la coppia dei bongo,  tutti tamburi che hanno forme, suoni e timbriche nettamente diversi tra loro. Quindi è abbastanza serio, per non dire grave, che due studiosi come quelli appena citati non abbiano saputo andare oltre le scarne e magari imprecise note di copertine e non si siano preoccupati di ascoltare con le orecchie ben aperte il tumbao delle congas nella “fitta improvvisazione” di Candido Camero. Ci si è fidati dei discografici,  coloro che in passato stampavano sulle copertine delle semplificazioni assurde, se parliamo di musiche cubane, brasiliane, eccetera. Pertanto a nostro avviso lo spirito critico e le conoscenze in materia latin non sono state all’altezza del prestigio degli articolisti nel commentare certi dettagli musicali. E spiace dirlo, ma nel 2013 conoscere ancora poco certi fenomeni musicali che oramai hanno dimensione universale rappresenta per un professionista dell’informazione, e/o per un mensile così blasonato cime MJ, qualcosa di alquanto preoccupante se non in grado di divulgare correttamente.

Foto di G.F. Grilli: bongo e congas del Grupo Compay Segundo

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