LATIN JAZZ con  FLAMENCO: Daniel García Trio

Bellissimo omaggio ai grandi precursori del jazz flamenco e una nuova via al latin jazz quello che abbiamo ascoltato a Correggio Jazz 2024 con “La Via de la Plata” dal trio del pianista spagnolo Daniel García completato da due musicisti cubani (entrambi di Santa Clara): il contrabbassista Reinier Elizarde “El Negron” e il batterista Michael Olivera.

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Bologna Jazz: STEVE COLEMAN

13. novembre 2016 – 23:38No Comment
Bologna Jazz: STEVE COLEMAN

Steve Coleman come non lo si è praticamente mai sentito dal vivo: il sassofonista guru del modernismo jazz newyorkese, ispiratore del collettivo M-Base, alla testa di una big band. Quella che si ascolterà lunedì 14 novembre alle ore 21:15 al Teatro Duse per il Bologna Jazz Festival sarà un’orchestra jazz sui generis: i Council of Balance comprendono fidati collaboratori di Coleman (Jonathan Finlayson alla tromba, Maria Grand al sax tenore, Miles Okazaki alla chitarra, Anthony Tidd al basso elettrico, Dan Weiss alla batteria) ai quali si aggiunge la strumentazione del Doelen Ensemble, con archi, ottoni, ance, percussioni.

Steve Coleman rispolvera la formazione The Council of Balance, apparsa in un epico disco inciso nel 1997 (Genesis, pubblicato come parte di un doppio album dalla BMG/RCA) e da allora rimasta praticamente in standby. La lunga pausa di The Council of Balance non stupisca: elemento fondamentale della poetica di Coleman è il continuo rinnovamento, in una ricerca dai vasti orizzonti esplorativi. Ricerca che lo scorso anno è approdata alla pubblicazione di Synovial Joints, disco che ha riportato Coleman sul terreno della musica per grande organico. Dietro il ‘marchio’ Council of Balance si cela infatti sostanzialmente una big band. Solo che abbiamo a che fare con Steve Coleman, uno dei più esoterici esploratori delle possibilità combinatorie dell’improvvisazione degli ultimi tre decenni: e così l’organico orchestrale è tutto a modo suo, con membri dei mitici Five Elements, solisti jazz e fiati di estrazione classico-contemporanea, una ritmica elettrificata, archi e percussioni sia latineggianti che classiche. Tutto ciò produce una musica fluviale, la cui camaleontica orchestrazione crea molteplici stratificazioni sonore.

La figura di Steve Coleman, chicagoano classe 1956, è una delle più avvincenti e affascinanti del jazz contemporaneo. Cresciuto a suon di R&B, trovò un importante stimolo per la sua crescita musicale nei veterani della scena jazz chicagoana, tra i quali spicca Von Freeman. Trasferitosi a New York ebbe la possibilità di collaborare con le big band di Thad Jones e Mel Lewis, di Sam Rivers e di Cecil Taylor. Ai suoi primi anni newyorkesi risalgono anche una serie di importanti collaborazioni come sideman: con Dizzy Gillespie, David Murray, Dave Holland, Michael Brecker, Abbey Lincoln.

Ma il nome di Coleman è indissolubilmente legato al collettivo M-Base, di cui fu co-fondatore e alla cui estetica fanno riferimento le varie sue formazioni, tra le quali i Five Elements sono la band assurta a maggiore notorietà. Con la loro combinazione di jazz, funk, soul, world music (particolarmente accentuata è la matrice ritmica africana), i Five Elements sono stati il modello per successivi organici come i Metrics e la Mystic Rhythm Society.

Teatro Duse: Via Cartoleria 42, Bologna

Informazioni:

Associazione Bologna in Musica

tel.: 334 7560434

e-mail: info@bolognajazzfestival.com

www.bolognajazzfestival.com

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