Marialy, Joo e un certo jazz trascurati dal pubblico: a torto!
Di ritorno dal festival itinerante Crossroads con un po’ di immagini del formidabile concerto svoltosi il 5 settembre 2020 a La Tenda di Modena: sul palco, il duet dell’affascinante pianista Marialy Pacheco e del trombettista-vocalist-percussionista Joo Kraus. (+ reportage foto di Euriolo Puglisi)
Marialy Pacheco e Joo Kraus duet. In un formato così ridotto non é consentito fare miracoli ma questi due eccellenti musicisti ci sono andati molto vicini con una prestazione superlativa, purtroppo snobbata, trascurata dal pubblico dei jazzofili di Modena e dintorni, per lo meno: soltanto una ventina di persone (ma non era andata meglio a Bagnacavallo, stessa rassegna, per due ottimi olandesi, secondo fonti affidabili presenti). E per due talenti così è, a dir poco, preoccupante circa la crescita e diffusione di nuove sonorità jazz e la conoscenza di musicisti misconosciuti (ma con gli attributi) nella nostra Regione. Sarà la paura del Covid-19 (eravamo all’aperto e con giusti distanziamenti!)? Forse e ci sta. Sarà che di sabato si va meno ai concerti? Possibile. Sarà che la gente va ancora al mare? Probabile. Sarà… sarà… sarà quel che sarà….ma, senza offendere nessuno e da nessuna cattedra, una cosa certa da dire e che notiamo da tempo (e non solo al tempo del coronavirus) è questa: esiste tra i tanti jazzofili emiliani (parlo per il mondo che ho sotto controllo) abbastanza provincialismo e pigrizia culturale. Si seguono solo i grandi nomi internazionali, le icone (anche con le stampelle) e quei due o tre jazzisti nostrani, di moda, che rassicurano pubblico e gli organizzatori (per il sold out), quasi sempre.
Insomma, quando qualcheduno (ad. esempio, Crossroads) ti invita a guardare oltre il già noto e a fare scoperte sbalorditive (vedi anche Correggio Jazz con Ramon Valle e Omar Calvo) le risposte del pubblico sono deludenti, purtroppo. Fatta questa premessa, triste ma doverosa, il duo cubano-tedesco Pacheco- Kraus ha offerto una prova jazzistica di altissimo spessore con un pronunciato senso di innovazione delle musiche proposte, dall’immortale son-pregón El Manisero (cubano, di Moises Simon) alla song italiana jazzificata Estate (di Bruno Martino). In mezzo, omaggi a Sting, Keith Jarrett partendo però da una narrazione centrale di una parte fantastica della storia musicale di Cuba sintetizzata nello splendido danzòn Tres Lindas Cubanas (immancabile) e una combinazione elegantissima e sottile di conga con jazz fusion nel brano finale, non prima però di una toccantissima e profonda escursione nel blues di Marialy e affascinanti quadretti tra tromba, canto, effetti ritmici sussurrati ed elettronica del poliedrico e ultracreativo Joo Kraus. Bravissimi solisti in grado di rendere memorabili ogni espressione musicale. (gfg)









LE SEGUENTI 14 FOTO, STRAORDINARIE, di formato medio, SONO DEL FOTOGRAFO EURIOLO PUGLISI





















Cinema Odeon (P.za Strozzi)-Festival Film Etnomusicale: domenica 18 novembre, ore 18, proiezione CHICO & RITA di Fernando Trueba.
presenta Grandes Exitos de CUBA interpretati dai cantanti-chitarristi Roberto Gascón e José Ramon Cepeda (Son del Caribe – www.italvox.com): 14 successi della musica cubana. Da non perdere.