LATIN JAZZ con  FLAMENCO: Daniel García Trio

Bellissimo omaggio ai grandi precursori del jazz flamenco e una nuova via al latin jazz quello che abbiamo ascoltato a Correggio Jazz 2024 con “La Via de la Plata” dal trio del pianista spagnolo Daniel García completato da due musicisti cubani (entrambi di Santa Clara): il contrabbassista Reinier Elizarde “El Negron” e il batterista Michael Olivera.

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Venezuela: Luis Perdomo al Torrione Jazz Club di Ferrara

31. ottobre 2013 – 22:50No Comment
Venezuela: Luis Perdomo al Torrione Jazz Club di Ferrara

Questo stupendo pianista saprà infilare un po’ di accenti latin nel concerto di sabato 2 novembre al Torrione di Ferrara? Forse sì, anche se Luis Perdomo dovrà restare ancorato a Time Travel, il progetto del trombettista Dave Douglas che ritorna sulle radici della tradizione afro-americana. Tuttavia il talentuoso jazzista di Caracas riserva sempre sorprese, e allora non perdetevi il secondo appuntamento estense in collaborazione con il Bologna Jazz Festival.

Sabato 02 novembre, per il secondo appuntamento in collaborazione con Bologna Jazz Festival, a calcare la scena della torre estense del jazz è il quintetto dell’eclettico Dave Douglas che presenterà Time Travel, secondo capitolo musicale di questa formazione

È un autentico viaggio nel tempo quello che attende il pubblico del Torrione San Giovanni nella serata di sabato 02 novembre (ore 21.30), quando a calcare la scena del raccolto palcoscenico, in occasione del secondo appuntamento in collaborazione con Bologna Jazz Festival, sarà il quintetto del trombettista e compositore americano Dave Douglas, da annoverare senza dubbio alcuno tra i padri del multiculturalismo contemporaneo. Lungi da esperimenti radicali quali Sanctuary (Avant, 1997) in cui l’elettronica s’insinua serpeggiante, o da audaci miscele sonore in cui musiche popolari si fondono al jazz, con Time Travel (Greenleaf Music, 2013) il leader intraprende un percorso à rebours alle radici della tradizione afro-americana.

Una delusione per i seguaci del Douglas più esplorativo ed esuberante? No, nel modo più assoluto. Colui che ha militato per anni nel Masada di John Zorn ed ha ramificato il jazz in molteplici direzioni con proprie originalissime formazioni, riscopre gli arditi ingranaggi armonici e ritmici del post-bop costituiti da frasi sconnesse e temi angolosi che riconducono alla mente la musica, tra altri, di Charlie Parker. E inerpicarsi in territori già ampiamente decodificati non risulta affatto semplice. Ecco quindi che il Douglas acuto osservatore e instancabile ricercatore elabora frasi intelligenti, talvolta spigolose, che i suoi preparati collaboratori manipolano rivelando un altissimo grado di interplay. Dopo Be Still (Greenleaf Music, 2012), Time Travel costituisce il secondo, riuscitissimo capitolo discografico del quintetto in cui la scrittura dei sette brani che lo compongono abbraccia magistralmente le dinamiche del gruppo.  La sezione ritmica formata da Luis Perdomo al pianoforte, che in occasione di questo tour sostituisce Matt Mitchell, Linda Oh al contrabbasso e Rudy Royston alla batteria tesse trame flessibili, assolutamente funzionali alla travolgente dialettica tra i fiati. È infatti tra le esuberanti piroette del sassofono di Jon Irabagon che si inseriscono, preziosi, gli interventi della tromba del band leader.

Agli appassionati di jazz latino ricordiamo che Luis Perdomo, nato a Caracas nel 1971, ma residente a New York da diversi anni, è un improvvisatore strepitoso, un musicista jazz di primissima grandezza che sa destreggiarsi come pochi nei più diversi stili musicali,  tra cui musica popolare venezuelana, tradizione latina, salsa, funk e classica. Un artista completo. Un motivo in più per vederlo all’opera nella performance con il quintetto di Dave Douglas. Dunque, da non perdere!

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