LATIN JAZZ con  FLAMENCO: Daniel García Trio

Bellissimo omaggio ai grandi precursori del jazz flamenco e una nuova via al latin jazz quello che abbiamo ascoltato a Correggio Jazz 2024 con “La Via de la Plata” dal trio del pianista spagnolo Daniel García completato da due musicisti cubani (entrambi di Santa Clara): il contrabbassista Reinier Elizarde “El Negron” e il batterista Michael Olivera.

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Cuba: addio a Pancho Terry, re del Chekeré

25. luglio 2018 – 16:17No Comment
Cuba: addio a Pancho Terry, re del Chekeré

Eladio Severino Terry González più noto con Don “Pancho” Terry, musicista, re del chequerè, deceduto il 24 luglio 2018 all’Avana per gravi problematiche renali era nato l’8 gennaio 1940 nel comune di Florida, provincia di Camagüey (Cuba). E’  stato celebre come violinista e fondatore della famosa Orquesta Maravillas de Florida, una charanga tra le più importanti di Cuba, nella quale ha militato per 29 anni, ma  tra i musicisti è famoso come virtuoso del chequerè, tipica percussione della cultura afrocubana che dalla musica popolare cubana è entrata nel Latin Jazz grazie anche a Terry e discepoli.

 

Il suo nome è legato anche ad altre orchestre come strumentista (Orquesta Tínima, Orquesta Sinfónica de Camagüey, Orquesta Ritmo Oriental) o incidendo con il chequeré in album di Los Van Van, Manolito Simonet y su Trabuco, Sergio Vitier, Ernán López Nussa e in due produzioni discografiche premiate con Grammy Latinos: La rumba soy yo e Lágrimas negras. Nella sua carriera spicca anche un’esibizione al Lincoln Center di New York con assolo di chekeré durante una performance con il trombettista jazz Wynton Marsalis.

Musica in famiglia.

Eladio incominciò a lavorare come muratore assieme al padre e a quattordici anni lasciò l’edilizia per studiare e abbracciare la musica studiando il violino a livello accademico nelle migliori istituzioni musicali di Cuba. Poi intraprese una lunga carriera suonando musica popolare con numerose formazioni. Ma il suo nome è salito alla ribalta come virtuoso di Chequeré, idiofono della cultura afrocubana, strumento a percussione (a scuotimento) ottenuto dal frutto secco e svuotato proveniente da un albero chiamato güira (Crescentia cujete), e lo strumento se lo fabbricava da solo completandolo con una rete esterna di perline o semi.

 Oltre al chequeré, come abbiamo appena visto, l’altro strumento di famiglia era il violino e infatti i tre figli di Pancho sono cresciuti esercitandosi anche con l’archetto: Yoel, flautista e sassofonista, purtroppo è morto quattro anni fa in un incidente in Finlandia; poi Yunior, il più piccolo nato nel 1976, contrabbassista e violinista, che è l’unico che ha portato a termine gli studi con il violino ed è andato a studiare negli Usa in Cal Arts, alunno di Charlie Haden, annovera un master in Rutgers University, suona con nomi importanti tra cui Ravi Coltrane, ma ha anche il suo gruppo Yunior Terry y Son de Altura e insegna nell’Università di New York. Il più famoso in campo jazzistico è il sassofonista Yosvany Terry, intervistato più volte su Musica Jazz e Micaribe.it.

Una svolta svezzati i tre figli con sonorità tipiche afrocubane, “Pancho” fondò “Los Terry”, gruppo di famiglia con il quale firmò il cd «From Africa To Camagüey», inciso a Cuba ma prodotto dall’etichetta Round World Music di San Francisco.

Don Pancho  dagli anni Novanta in poi ha vissuto all’Avana con tutta la famiglia dove insegnava e suonava con molti artisti e da qui partiva in tournée nazionali o internazionali. Negli ultimi anni dirigeva la Charanga de Oro. All’Avana ha concluso la sua vita terrena il 24 luglio 2018.

(gfg)

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