CUBA. Los Sucesos de la Semana con la ‘guantanamera’ de José Ramon Cepeda Fernandez

Cuba. Los Sucesos de la Semana, la “guantanamera” de José Ramon Fernandez es una forma de narrar entonando historias y hechos en versos acompañado de su guitarra sobre temas de caracter social, la salud y la lucha de un un pueblo; “guantanamera” del 1er de octubre 2026: “QUE LA VERDAD TE AVERGÜENCE”

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FLAMENCO JAZZ. L’Olé del gaditano ANTONIO LIZANA

26. maggio 2025 – 08:336 Comments
FLAMENCO JAZZ. L’Olé del gaditano ANTONIO LIZANA

Note sul concerto del sassofonista-cantaor di Cadice Antonio Lizana con il suo quintetto al Teatro Asioli di Correggio, sabato 24 maggio, il più originale e il più frenetico e infuocato spettacolo non solo di Correggio Jazz, ma di tutto il cartellone del festival itinerante Crossroads 2025. Incantevole! 

 

Lo dico subito: Il concerto del sassofonista-cantaor Antonio Lizana in quintetto al Teatro Asioli di Correggio, sabato 24 maggio, è stato senza dubbio il più originale e, a mio parere, tra i migliori in assoluto di tutti quelli del cartellone Crossroads 2025 cui ho assistito finora. Una serata d’arte a tutto tondo che tocca corde profondissime sia dal punto di vista musicale che storico e sociale.
Il giovane musicista gaditano combina varie espressioni dell'” arcipelago” del flamenco con grande vivacità e maestria. La vivacità culturale di Cadice, la terra natia di Lizana, importante crocevia di culture che assieme a Siviglia e Jerez de la Frontera ha svolto storicamente un ruolo fondamentale per mettere le basi del flamenco, un’arte nata dall’intreccio di etnie, costumi, culture e lingue differenti, cioè Gitani, Ebrei, Arabi, Musulmani e Cristiani.
L’ottimo Lizana (sulla scia del sassofonista Pedro Iturralde, il primo a intrecciare colori del flamenco, musiche folkloriche andaluse e jazz) mostra una magistrale capacità di combinare sassofono jazz, complessità ritmica, canto e danza del flamenco in un unico stile che diventa davvero spettacolo e comunicazione. 
Perché flamenco non è solo il fenomeno musicale/coreutico (dove la vocalità si sviluppa attraverso lunghe serie di suoni e timbri su una sillaba modulando l’effetto ‘lamento’ e in parallelo alla danza del bailaor/percussionista che ritma con i tacchi, le nacchere, lo schioccare delle dita, il battito delle mani (palmas) e con movimenti sensuali che contribuiscono all’insieme della rappresentazione artistica) ma è un modo di sentire la vita, un elemento identitario di quel meticciato. In sintesi, si è trattato di un concerto davvero affascinante, in cui vari stili e spirito gitano jazzificati si sono mescolati perfettamente a cante jondo, baile, palos flamenchi, alegrias (il la alla serata), compàs binari e ternari (misure musicali), tanguillos, siguiriyas, bulerias, jaleos, testi di amore e nostalgia di ritorno dalle Americhe, qualche accento e sfumature latin, e naturalmente rumba flamenca. Un mosaico non facile da decodificare, ma che Lizana ha saputo abilmente rendere piacevole, coniugando lingue flamenche, Camaron de la Isla e Charlie Parker in chiave moderna con il contributo di straordinari artisti, che a turno hanno avuto il giusto spazio da protagonisti con assoli convincenti: i connazionali Daniel Garcia (piano), El Mawi de Cadiz (danza e cori) e gli iraniani, di adozione ispanica,  Arina Keshishi (basso elettrico) e Shayan Fathi (batteria).
In sintesi, il progetto presentato a Correggio Jazz si è rivelato un ponte musicale portentoso che collega Cadice alle Americhe, ci riconnette alle radici vere per riscoprirne poi le forme musicali autentiche, i suoi percorsi di andata e ritorno (Ida y Vuelta), le intricate commistioni culturali. E nello specifico i tratti peculiari del flamenco: le raffinatezze e l’aspetto percussivo, frenetico e indiavolato delle sonorità andaluse, e soprattutto la parte virtuosistica, che il flamenco condivide con il jazz. Una via andalusa al jazz ispanico, idioma di grande intensità e che meriterebbe di essere conosciuto meglio nel Bel Paese.
(Gian Franco Grilli)