Novità Cd. “Latin Jazz Meets Opera” di Christopher Sánchez
Il baritono di origini dominicane Christopher Sánchez racconta la sua storia attraverso un sapiente intreccio sonoro e timbrico di ritmi afrocaraibici, opera e jazz raccolto nel nuovo album “Latin Jazz Meets Opera” (Zoho music). Progetto che dimostra anche i lati positivi della migrazione, cioè un fenomeno inarrestabile che influenza la musica con la stessa potenza con cui è capace di influire sul percorso delle persone. A buon intenditor… e di questi tempi grigi è più che mai necessario.
Il recentissimo “Latin Jazz Meets Opera” (Zoho music) è un album profondamente personale, in quanto narra la storia della vita di Christopher Sánchez attraverso il linguaggio della musica. In particolare combinando il poliedrico mondo del ritmo afrolatino, l’opera e il jazz elementi che hanno ispirato la sua identità attraverso la famiglia, gli interessi e soprattutto il luogo di provenienza, la Repubblica Dominicana, con suoni, tradizioni, ricordi ereditati e maturati a New York, metropoli-crocevia di incontri, diaspore, evoluzioni dove nasce la salsa e parte del latin jazz. La storia di Christopher inizia con sua madre, originaria di Santiago, nella Repubblica Dominicana, e con un’eredità musicale plasmata dalla metà del ventesimo secolo. Bolero, cha-cha-chá, mambo, orchestre eleganti da salotto costituivano il mondo sonoro della generazione dei suoi genitori, tramandato attraverso trasmissioni radiofoniche, incontri notturni e rituali familiari. Il piccolo Christopher ha assorbito ed ereditato questo patrimonio che si respirava nell’ambiente di casa e crescendo ha dovuto armonizzarlo con altre espressioni culturali e inclinazioni personali, mixando il ritmo caraibico che gli scorreva nelle vene e opere amate del repertorio lirico americano, latinoamericano ed europeo. Latin Jazz Meets Opera rianima la memoria attraverso una produzione contemporanea attraversando i generi. Quien Será, che apre la carrellata degli undici brani, richiama alla mente salotti cubani, sale da ballo dominicane e il bagliore del jazz newyorkese, ingredienti che coesistevano nello sfondo musicale tramandatogli dalla memoria familiare. “Sway” offre un dettaglio della cultura anglofona. La habanera Carmen segna l’arrivo a New York e la fusione del ritmo caraibico e il jazz . Sánchez era immerso nell’opera ed era un giovane che assorbiva come una spugna le onde sonore. La habanera citata è il primo di tre duetti vocali di questo album con il soprano Jazmine Saunders, originaria di Panama, cresciuta musicalmente insieme a Sanchez, un legame che traspare in questa collaborazione. Là ci darem la mano nasce da questa consapevolezza. Il Don Giovanni di Mozart è stata la prima opera a cui Sánchez ha assistito a New York. Guardando la famosa scena di seduzione di Zerlina, ha riconosciuto una sorta di flirt familiare nella musica caraibica. L’inserimento del duetto come un danzón ha permesso all’eleganza e alla moderazione di plasmare il momento in cui il romanticismo teatrale inizia a scivolare in qualcosa di reale. In Damisela Encantadora, il romanticismo esce di scena. “Nella cultura dominicana – come afferma Kabil Segahl nelle liner note – l’amore non viene accennato, ma cantato. Sánchez mette in scena una serenata all’interno di un jazz club, circondato da amici, umorismo e desiderio”. Canta una canzone nostalgica della sua infanzia, non solo per impressionarla, ma per ricordarle le sue origini. Sebbene sia un classico americano, Sánchez lo vive come un bolero, il linguaggio dell’amore latino. Mentre il romanticismo americano spesso appare raffinato e distaccato, il bolero è lento, tenero e non teme l’esposizione emotiva. Questo brano traduce una canzone d’amore americana nel linguaggio emotivo caraibico. Quell’amore, tuttavia, è fragile. Il Duetto dei Fiori (The Flower Duet) dall’opera Lakmé di Delibes cattura l’innocenza al suo apice. Cantare insieme diventa un momento di armonia immaginaria già destinato a frantumarsi. Lei desidera ardentemente tornare in un altro paese. La lealtà di Sánchez è ancorata a New York e al teatro dell’opera. Altro fronte invece Bachata Rosa (del leggendario dominicano JuanLuis Guerra) diventa una canzone d’amore non a una persona ma alla Repubblica Dominicana stessa. Poi intona il bolero Quizás, Quizás, Quizás (bolero del cubano Osvaldo Farrés). Se Il linguaggio del bolero, espressione d’amore, si scontra con la perdita. La composizione di Christopher, Un Retoño de Santiago, composta da Sanchéz è il momento della definizione, si identifica come discendente di un luogo, di una cultura e di un universo sonoro trasposto nella salsa newyorchese, nata dalla diaspora caraibica a New York, La traccia bonus, The Christmas Song, funge da epilogo. Ambientato a New York durante le festività natalizie, l’album riavvicina Sánchez al suo sogno d’infanzia di diventare un cantante. Il percorso di Christopher Sánchez non è stato lineare: formatosi all’Eastman School of Music sotto la guida del tenore Robert Swensen, dopo essere stato rifiutato alla sua prima audizione si immerse completamente nello studio del canto, della dizione, della teoria, della storia e della lingua per conquistare l’ammissione in quel mondo. Seguirono importanti ruoli operistici, sempre accompagnati dalla musica caraibica che lo aveva formato fin dall’inizio. E questo lavoro piacevolissimo mostra le molteplici identità e la sfida di armonizzarle, che l’Autore ha centrato con successo.








Cinema Odeon (P.za Strozzi)-Festival Film Etnomusicale: domenica 18 novembre, ore 18, proiezione CHICO & RITA di Fernando Trueba.
presenta Grandes Exitos de CUBA interpretati dai cantanti-chitarristi Roberto Gascón e José Ramon Cepeda (Son del Caribe – www.italvox.com): 14 successi della musica cubana. Da non perdere.